Pescare a Trieste: fondali, venti e stagioni

Com'è fatto il fondale

Il Golfo di Trieste è un bacino chiuso e poco profondo, raramente oltre i venticinque metri, con fondali fangosi e sabbiosi. Verso Duino e il Villaggio del Pescatore le falesie carsiche scendono in acqua e creano gli unici tratti rocciosi. L'apporto dell'Isonzo abbassa la salinità e raffredda il settore occidentale del golfo.

I venti che contano

La bora qui è il fenomeno dominante d'Italia: raffiche che superano i cento chilometri orari scendono dal Carso e trasformano il golfo in poche decine di minuti. Con bora forte il mare diventa impraticabile ovunque. Lo scirocco alza il livello e porta acqua torbida, mentre le giornate di calma offrono acqua molto limpida.

Tecniche che rendono qui

Sulle scogliere e i moli si pesca a spinning su branzini e a galleggiante su orate. I calamari si cercano a eging nelle sere autunnali, tradizione molto seguita in città. In barca il bolentino sui fondali fangosi rende go e sogliole, mentre lo sgombro passa in banchi nella stagione calda.

Il pesce mese per mese

L'autunno è la stagione dei calamari e delle orate. L'inverno raffredda molto l'acqua e concentra la pesca sui moli riparati. La primavera porta le seppie sotto costa, e l'estate vede il passaggio di sgombri e sugarelli in banchi al largo.