Pescare a Catania: fondali, venti e stagioni

Com'è fatto il fondale

La costa catanese è costruita dalla lava: le sciare scendono in mare formando pareti nere, anfratti e massi che creano tane ovunque. Il fondale sprofonda rapidamente a poca distanza da riva, e verso la Timpa di Acireale si superano profondità importanti in pochissime centinaia di metri. A sud, verso la piana, compare la sabbia.

I venti che contano

Il levante e lo scirocco arrivano diretti dallo Ionio e costruiscono le mareggiate che rendono impraticabili le sciare. Il ponente soffia da terra, scavalca l'Etna e lascia il mare piatto con acqua limpidissima. Le correnti dello Ionio settentrionale mantengono l'acqua fresca anche in piena estate.

Tecniche che rendono qui

Dalle sciare si pesca a galleggiante e a fondo su saraghi e occhiate, con i massi lavici come tane naturali. Lo spinning dalla roccia rende lecce e spigole all'alba. In barca il vertical sui salti batimetrici vicini a riva intercetta ricciole e dentici, e in estate passano tonnetti e lampughe.

Il pesce mese per mese

L'estate e l'autunno portano ricciole, tonnetti e lampughe al largo. L'inverno concentra i saraghi tra i massi lavici. La primavera vede il passaggio dei predatori pelagici sotto costa, momento migliore per lo spinning dalle sciare.