Squalo bianco (Carcharodon carcharias): esemplare fotografato
MarePelagicoPredatoreSpecie protetta

Squalo bianco

Carcharodon carcharias

Il grande squalo bianco è il più imponente pesce predatore vivente. Ha un corpo fusiforme e idrodinamico a forma di siluro, muso conico e grandi denti triangolari con bordi seghettati adatti al taglio. Si riconosce per il tipico countershading (dorso grigio-azzurro o bronzeo e ventre bianco) che lo mimetizza sia dall'alto sia dal basso. Gode di un'endotermia regionale che eleva la temperatura muscolare, favorendo un nuoto veloce ed energici balzi fuori dall'acqua (breaching) durante gli attacchi di caccia.

Carta d'identità

Maturità sessuale a circa 340-400 cm nei maschi e 460-490 cm nelle femmine; gli adulti crescono oltre. Neonati 109-165 cm.Taglia media
Fino a circa 2500 kg: il più pesante pesato in modo attendibile, nel Pacifico nord-occidentale, era di 2530 kg (dato riportato da uno studio del 2014).Peso massimo
Stimata a 70 anni o più (fino a 73 anni).Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Carcharodon carcharias
Famiglia
Lamnidae.
Habitat
Acque superficiali costiere ed epipelagiche lungo le piattaforme continentali e insulari, baie poco profonde e bacini pelagici aperti; substrato pelagico e neritico; profondità tipica da 0 metri (superficie) a zone epipelagiche, con capacità di immersione fino a 1.200 metri di profondità.
Tecniche di pesca
  • Pesca vietata — Nessuna tecnica di pesca è autorizzata o raccomandata, essendo la specie protetta da divieti assoluti.
  • Gestione delle catture accidentali (bycatch) — In caso di allamaggio involontario durante tecniche d'altura (es. drifting al tonno o palamiti pelagici):
  • Rilascio immediato — Tagliare subito il finale di lenza sotto bordo mantenendo l'animale in acqua ed evitando traumi, per garantirne il rilascio incolume.
  • Ami circolari (circle hooks) — Impiegare ami circolari nelle battute pelagiche per ridurre l'allamaggio profondo e facilitare lo slamamento.
  • Citizen Science — Documentare l'evento a distanza con foto/video e segnalare l'avvistamento o il rilascio alla Guardia Costiera e agli enti di ricerca per la conservazione della specie.
Alimentazione
Macropredatore carnivoro apex. Si nutre di mammiferi marini (foche, leoni marini, otarie, delfini, focene, carcasse di balena), pesci ossei (tonni, salmoni, naselli, clupeidi), altri squali e razze, tartarughe marine, uccelli marini, cefalopodi e crostacei. Presenta un passaggio ontogenetico della dieta: i giovanili cacciano prevalentemente pesci ed elasmobranchi, mentre sopra i 250–300 cm di lunghezza integrano massicciamente mammiferi marini.
Stato IUCN
VU (Vulnerabile) a livello globale a causa della sovrapesca, catture accidentali e lenta maturità sessuale; CR (In Pericolo Critico) a livello regionale nel Mediterraneo e in Europa. Secondo uno studio del 2020, nel Mediterraneo i dati storici indicano cali tra il 52% e il 96% a seconda dei settori.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immaginate un pesce cartilagineo lungo più di un minibus, capace di vivere quanto nostro nonno e che nuota nelle acque del nostro pianeta fin dall'epoca del Pliocene. Il grande squalo bianco (nome scientifico Carcharodon carcharias), unico sopravvissuto del suo genere e appartenente alla famiglia dei Lamnidi (Lamnidae), è senza mezzi termini il più grande pesce predatore attivo dei nostri oceani. Apripista assoluto della catena trofica, questo gigante marino presenta un marcato dimorfismo sessuale: le femmine, veri e propri incrociatori d'alto mare, maturano tra 4,6 e 4,9 metri, i maschi tra 3,4 e 4,0, e poi continuano a crescere, con picchi fino a circa 6 metri per oltre due tonnellate di peso.

A dispetto delle vecchie credenze che lo volevano poco longevo, gli studi radiometrici più recenti hanno rivelato una longevità eccezionale: uno squalo bianco può tranquillamente raggiungere e superare i 70 anni di età. La crescita è lenta e la maturità sessuale arriva molto tardi — intorno ai 26 anni per i maschi e addirittura a 33 anni per le femmine — rendendo il rinnovo delle sue popolazioni un processo estremamente delicato.


Come riconoscerlo

Squalo bianco — Come riconoscerlo

Per riconoscerlo in acqua non serve un microscopio, ma occhio clinico e sangue freddo. Il corpo è massiccio e fusiforme, a forma di siluro idrodinamico perfetto, guidato da un muso conico e bombato e da grandi occhi neri e rotondi, privi di membrana nittitante. Ai lati spiccano cinque ampie fessure branchiali e una maestosa prima pinna dorsale falciforme. La coda è a mezzaluna quasi simmetrica, sorretta da un peduncolo caudale schiacciato che forma due evidenti carene laterali. Il suo marchio di fabbrica è il countershading (mimetismo cromatico): il dorso varia dal grigio piombo al blu ardesia o bronzo, mentre il ventre è di un bianco puro. La linea di separazione tra lo scuro del dorso e il chiaro della pancia è netta e frastagliata, studiata dalla natura per renderlo invisibile sia a chi lo guarda dall'alto verso il fondo scuro, sia a chi lo osserva dal basso contro la luce del sole. Dietro l'attacco delle pinne pettorali è spesso presente una macchia nera ovale. I denti sono grandi, triangolari, piatti e finemente seghettati ai margini, ideali per tranciare.

Oltre che squalo bianco, in italiano è il pescecane per eccellenza (con questo nome compare nel Reg. UE 2019/1241) e si chiama anche carcarodonte, dal nome del suo genere. Lungo le coste italiane sono registrati nomi locali come Manzo de mar, Pisci cani e Pisci bistinu.

Attenzione a non confonderlo! In mare aperto ci si può sbagliare con lo Smeriglio (Lamna nasus), suo stretto cugino della stessa famiglia. Come distinguerli al volo? Lo smeriglio ha occhi molto più grandi in proporzione al muso, una macchia bianca ben evidente sul bordo posteriore della prima pinna dorsale, una seconda carena caudale secondaria sotto quella principale e denti stretti e lisci muniti di piccole cuspidi laterali, ben diversi dai denti larghi e seghettati del bianco.


Habitat e abitudini

Squalo bianco — Habitat e abitudini

Lo squalo bianco è un cosmopolita delle acque temperate e subtropicali, in grado di pattugliare le baie costiere poco profonde fino a spingersi nei bacini pelagici aperti e calare in immersioni fino a 1.200 metri di profondità. Nel Mar Mediterraneo e nelle acque italiane è una presenza storica e iconica: le sue roccaforti principali comprendono il Canale di Sicilia (tra Marsala, Lampedusa, Pantelleria e la Tunisia, considerata un'area nursery estiva), oltre a presenze certificate in Mar Adriatico, Mar Tirreno, Mar Ligure e attorno alle coste della Sardegna.

Cosa mette sotto i denti? La dieta cambia drasticamente con l'età e la taglia (il cosiddetto shift ontogenetico). I giovani sotto i 2,5–3 metri cacciano prevalentemente pesci ossei (come clupeidi e naselli), calamari e altri piccoli elasmobranchi. Superati i 3 metri di lunghezza e con la completa calcificazione delle mascelle, diventano macropredatori di mammiferi marini calorici: foche, leoni marini, otarie e delfini, senza disdegnare grandi pesci pelagici come tonni rossi e pesci spada, tartarughe marine o grandi carcasse di balena sprofondate in mare. Caccia di preferenza con la tecnica dell'agguato dal basso verso l'alto: nella risalita verso la preda arriva a circa 23–24 km/h (6,5–6,7 metri al secondo, velocità stimate con sensori applicati agli squali).

Sebbene sia tendenzialmente un cacciatore solitario, sa aggregarsi attorno a zone di caccia ricche o durante le grandi migrazioni transoceaniche. L'esempio più incredibile è il White Shark Café: un'area pelagica nel Pacifico aperta tra la California e le Hawaii dove centinaia di squali adulti si radunano ogni anno compiendo continue immersioni ritmiche "a yo-yo" tra i 400 e i 900 metri di profondità, seguendo la migrazione verticale giornaliera di pesci e calamari o dedicandosi a rituali di corteggiamento.

La riproduzione è ovovivipara: i piccoli si schiudono dalle uova all'interno dell'utero materno, dove praticano l'oofagia (nutrendosi delle uova non fecondate prodotte dalla madre). Dopo circa un anno di gestazione, la femmina dà alla luce da 2 a 10-14 piccoli già perfettamente formati e lunghi tra i 109 e i 165 cm.


Pesca e rapporto con l'uomo

Squalo bianco — Pesca e rapporto con l'uomo

Chiariamo subito un punto fondamentale dal punto di vista alieutico e legale: lo squalo bianco NON si pesca. La specie è sottoposta a tutela totale e rigorosa in Italia, in Europa e in quasi tutto il mondo. Storicamente è stato vittima di catture accidentali o mirate nelle tonnare fisse (celebre il caso del 1987 alla tonnara di Favignana, dove entrarono nella camera della vucca a 'nnassa due esemplari giganti da oltre due tonnellate), nei palamiti pelagici d'altura, nelle reti da posta o nelle reti di protezione delle spiagge. Ha anche subito una forte pressione dal bracconaggio per il commercio di mascelle, denti da trofeo e pinne per le zuppe asiatiche.

Non si alleva e non si tiene a lungo in acquario: il Monterey Bay Aquarium ne ha esposti sei giovani tra il 2004 e il 2011 (uno per 198 giorni), poi liberati.

Il suo stato di conservazione è critico: la Lista Rossa IUCN lo classifica come VU (Vulnerabile) a livello globale e CR (In Pericolo Critico) nel Mar Mediterraneo, dove i dati storici indicano cali tra il 52% e il 96% a seconda dei settori, a causa della sovrapesca e del depauperamento delle prede. È inserito nell'Appendice II della CITES, nelle Appendici I e II della Convenzione CMS e nell'Allegato II del Protocollo SPA/BD della Convenzione di Barcellona. In tutta l'Unione Europea è severamente vietato dalla legge, durante tutto l'anno, pescarlo, tenerlo a bordo, trasbordarlo, sbarcarlo, immagazzinarlo, venderlo, esporlo o metterlo in vendita; in Italia sono vietati anche la detenzione e il trasporto.


A tavola

Squalo bianco — A tavola

Stagione ottimale e banco del pesce? Zero. Dimenticatevi di trovarlo al mercato o di ordinarlo al ristorante: la vendita e il consumo sono fuorilegge. In passato, quando qualche esemplare finiva malauguratamente incappato nelle tonnare o nelle reti pelagiche, la carne veniva talvolta piazzata al banco in modo fraudolento sotto il falso nome di "palombo".

Se parliamo di qualità gastronomica, la carne dello squalo bianco non è mai stata considerata particolarmente pregiata o prelibata. Ma c'è un motivo scientifico ancora più valido per tenersene alla larga: le analisi ecotossicologiche sul loro sangue hanno rivelato concentrazioni spaventose di metalli pesanti come mercurio e arsenico. Essendo un superpredatore al vertice della catena alimentare, accumula queste tossine per biomagnificazione in quantità che per noi umani risulterebbero altamente tossiche.

Il consiglio del pescatore di esperienza: Se durante una battuta di pesca sportiva d'altura (ad esempio a drifting al tonno o con palamiti pelagici) dovesse malauguratamente allamarsi un giovanile o un adulto di squalo bianco, l'unica manovra corretta e legale da fare è tagliare immediatamente il finale di lenza sotto bordo mentre l'animale è ancora in acqua, garantendone il rilascio incolume nel minor tempo possibile. L'unico posto dove questo re del mare merita di stare è libero nel suo oceano.


Lo sapevi che…

Squalo bianco — Lo sapevi che…
  • Ha il sangue "caldo" e fa salti fuori dall'acqua: Appartiene alla famiglia dei Lamnidi, pesci dotati di endotermia regionale. Riesce a mantenere i muscoli e gli organi vitali a una temperatura più alta rispetto all'acqua circostante, garantendosi uno scatto fulmineo e la capacità di compiere incredibili balzi fuori dall'acqua (breaching) durante gli attacchi alle foche.
  • Sopravvive a livelli di mercurio e arsenico da veleno nero: Nel sangue di squali bianchi sudafricani sono stati misurati mercurio e arsenico a livelli considerati tossici per altri vertebrati, ma gli squali non mostravano danni: potrebbero avere meccanismi di protezione ancora da studiare.
  • I bianchi del Mediterraneo hanno origini ancora discusse: Il DNA mitocondriale lega i bianchi del Mediterraneo a quelli di Australia e Pacifico: uno studio del 2020 ipotizza che siano arrivati nel nostro mare 3,2 milioni di anni fa. Uno studio del 2024 sul genoma nucleare, però, li colloca nella linea del Nord Atlantico.
  • La teoria dello "sbaglio d'identità" vista dagli occhi dello squalo: Perché a volte morde i surfisti? Gli scienziati hanno analizzato la vista dei giovani squali bianchi (2,5–3 metri) scoprendo che hanno una bassissima acuità visiva e una visione monocromatica. Guardando dalla penombra del fondo verso la superficie illuminata, un surfista che rema sulla tavola presenta sagoma e movimenti così simili a quelli di una foca con le pinne aperte che lo squalo non riesce a distinguerli con certezza.
  • Orche "chirurgiche" golose di fegato: In Sudafrica, a Gansbaai, nel 2017 una coppia di orche ha ucciso diversi squali bianchi asportandone il fegato, e gli squali hanno lasciato la zona per oltre due anni. Le orche li attaccano con precisione chirurgica e lasciano il resto della carcassa: il fegato è ricchissimo di lipidi e calorie.

Domande frequenti su Squalo bianco

Dove vive la specie Squalo bianco?

Acque superficiali costiere ed epipelagiche lungo le piattaforme continentali e insulari, baie poco profonde e bacini pelagici aperti; substrato pelagico e neritico; profondità tipica da 0 metri (superficie) a zone epipelagiche, con capacità di immersione fino a 1.200 metri di profondità. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo.

Quanto è grande Squalo bianco?

Taglia media: maturità sessuale a circa 340-400 cm nei maschi e 460-490 cm nelle femmine; gli adulti crescono oltre. Neonati 109-165 cm. Peso massimo: fino a circa 2500 kg: il più pesante pesato in modo attendibile, nel Pacifico nord-occidentale, era di 2530 kg (dato riportato da uno studio del 2014).

Di cosa si nutre Squalo bianco?

Macropredatore carnivoro apex. Si nutre di mammiferi marini (foche, leoni marini, otarie, delfini, focene, carcasse di balena), pesci ossei (tonni, salmoni, naselli, clupeidi), altri squali e razze, tartarughe marine, uccelli marini, cefalopodi e crostacei. Presenta un passaggio ontogenetico della dieta: i giovanili cacciano prevalentemente pesci ed elasmobranchi, mentre sopra i 250–300 cm di lunghezza integrano massicciamente mammiferi marini.