
Balenottera comune
Balaenoptera physalus
È il secondo animale più lungo del pianeta, dopo la balenottera azzurra. Possiede un profilo estremamente snello e idrodinamico che le consente di raggiungere velocità di nuoto eccezionali (superiori ai 37-40 km/h), guadagnandosi l'appellativo di "levriero dei mari". Il tratto morfologico più distintivo è l'asimmetria cromatica bilaterale della testa: il lato inferiore destro della mascella è bianco-crema, mentre il lato sinistro è grigio scuro o nero, un adattamento unico che favorisce il mimetismo durante l'avvicinamento laterale ai banchi di prede. I maschi emettono canti riproduttivi a bassa frequenza (potenti impulsi a 20 hertz ripetuti in lunghe sequenze stereotipate) che possono propagarsi in deep ocean per centinaia di chilometri. In mare si riconosce facilmente per il suo soffio verticale e colonnare molto alto (circa 4-6 metri) e per la piccola pinna dorsale falcata posizionata molto indietro sul corpo. La gestazione dura circa 11-12 mesi, con la nascita di un singolo cucciolo ogni 2-3 anni. Nel Mediterraneo, il periodo di nascita dei cuccioli avviene prevalentemente nei mesi invernali, con un picco di spiaggiamenti storici di individui immaturi (sotto i 7 metri di lunghezza) registrato a novembre. Non formano legami di coppia a lungo termine (promiscuità), ma possono costituire coppie temporanee durante la stagione riproduttiva. Struttura sociale flessibile: si muovono principalmente in solitario o in piccoli gruppi coordinati (da 1 a 3 o 6 individui), ma possono formare grandi aggregazioni temporanee di 100-250 esemplari all'interno delle ricche aree di foraggiamento. In Italia, gli avvistamenti estivi si concentrano nel Santuario Pelagos (Sardegna settentrionale, Mar Ligure, Toscana), mentre nel tardo inverno e all'inizio della primavera le balenottere si radunano in attività di foraggiamento a Lampedusa, compiendo passaggi regolari attraverso lo Stretto di Messina e il Mar Ionio. Le attività commerciali o ricreative di whale watching devono seguire rigorosamente le linee guida internazionali per evitare il disturbo acustico e visivo agli animali. Chiunque può contribuire alla ricerca attiva e alla citizen science segnalando gli avvistamenti opportunistici alle principali piattaforme e istituti scientifici attivi in Italia (come l'Istituto Tethys, l'associazione Marecamp o la rete FLT Med Network). In caso di avvistamento di un esemplare spiaggiato (sia esso vivo, ferito o deceduto), è di fondamentale importanza chiamare immediatamente il numero blu d'emergenza 1530 della Guardia Costiera, evitare assolutamente di toccare l'animale (per motivi di sicurezza igienico-sanitaria legati a potenziali agenti patogeni e per non arrecare ulteriore stress) e attendere l'intervento del personale scientifico e medico veterinario della rete nazionale di spiaggiamenti (come il Centro Studi Cetacei o il CRAM).
Carta d'identità
Scheda tecnica
- Nome scientifico
- Balaenoptera physalus
- Famiglia
- Balaenopteridae (rorquali); ordine Cetartiodactyla, infraordine Cetacea, misticeti (Mysticeti).
- Habitat
- Specie prevalentemente pelagica di acque profonde offshore, ma che frequenta regolarmente aree costiere e margini della piattaforma continentale, specialmente in prossimità di canyon sottomarini e fronti di upwelling (risalita di acque profonde ricche di nutrienti). Si immerge tipicamente fino a profondità di 200-250 metri, potendo raggiungere i 470 metri durante il giorno per foraggiare. Mostra un comportamento migratorio flessibile di tipo nomade opportunista, spostandosi stagionalmente in base alla disponibilità di cibo: in primavera-estate si concentra nel Mediterraneo nord-occidentale, mentre in autunno-inverno si disperde verso sud (Canale di Sicilia e Mar Ionio), con una parte della popolazione che compie migrazioni verso l'Atlantico settentrionale attraverso lo Stretto di Gibilterra.
- Alimentazione
- Filtratore planctofago: nel Mediterraneo si nutre quasi esclusivamente di krill (zooplancton), soprattutto Meganyctiphanes norvegica (e Nyctiphanes couchi nelle acque meridionali di Lampedusa). Lo inghiottisce con il lunge-feeding (alimentazione a balzi): accelera verso i banchi di krill espandendo i suoi 50-100 solchi golari ventrali, ingoia enormi volumi d'acqua e poi la espelle trattenendo il cibo con le sue 260-480 piastre di fanoni per lato. Come tutti i misticeti è priva di ecolocalizzazione, che è esclusiva degli odontoceti dentati.
- Stato IUCN
- Globalmente la specie è Vulnerabile (VU); la sottopopolazione mediterranea è In pericolo (EN) (valutazione IUCN 2021), con popolazione in declino.
Distribuzione in Italia
Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sicilia, Mediterraneo
Chi è
Nelle antiche saghe scandinave e islandesi si narra della leggendaria creatura Lyngbakr ("dorso d'erica"), un mostro marino colossale simile a un'isola sul quale i marinai talvolta sbarcavano accendendo fuochi, per poi perire quando l'animale si immergeva. Si è ipotizzato che dietro questi racconti ci fossero grandi balene osservate mentre stazionavano in superficie, e una delle più grandi di tutte è la protagonista di questa scheda: la balenottera comune (Balaenoptera physalus). Dal punto di vista tassonomico, questo gigante appartiene alla famiglia dei Balaenopteridae (rorquali, caratterizzati da solchi golari estensibili) e all'ordine dei Cetartiodactyla (infraordine Cetacea, misticeti).
È il secondo animale più lungo del pianeta, superato soltanto dalla balenottera azzurra (Balaenoptera musculus). Nell'emisfero settentrionale, la taglia media degli adulti si attesta tra i 19 e i 21 metri, con un peso compreso tra 45 e 75 tonnellate. Le femmine mostrano un moderato dimorfismo sessuale, essendo in media dal 5% al 10% più grandi dei maschi. Tuttavia, la specie mostra variazioni geografiche: gli esemplari dell'emisfero meridionale possono eccezionalmente raggiungere lunghezze massime di 26-27,3 metri e, secondo alcune stime, un peso fino a circa 120 tonnellate.

Nonostante la mole impressionante, possiede un profilo incredibilmente slanciato che le consente di scattare a velocità superiori ai 40 km/h, guadagnandosi il celebre appellativo di "levriero dei mari". È una specie straordinariamente longeva: la sua aspettativa di vita media in natura si attesta intorno agli 85-90 anni, ma l'analisi delle linee di crescita nei tappi cerosi dell'orecchio ha permesso di documentare soggetti fino a 94 anni (in Islanda) e stime demografiche globali indicano che può vivere fino a 111-140 anni.
Come riconoscerlo
Per identificare una balenottera comune in mare occorre prestare attenzione ad alcuni caratteri diagnostici concreti. Il corpo è eccezionalmente idrodinamico, caratterizzato da una colorazione grigio scuro o bruno-nerastro sul dorso e ventre bianco candido. Questo schema di colorazione protettiva (countershading) le consente di mimetizzarsi perfettamente nella colonna d'acqua. La testa presenta un rostro stretto a forma di "V" con una singola cresta dorsale mediana. La pinna dorsale falcata, alta circa 60 cm, sorge molto indietro sul dorso (a circa due terzi del corpo) con un angolo di inserzione molto dolce. Prima di compiere un'immersione profonda, la balenottera comune solleva la coda (flukes) fuori dall'acqua solo molto raramente.
Il tratto morfologico più sbalorditivo — unico tra tutti i misticeti — è l'asimmetria cromatica bilaterale della testa. Mentre il lato sinistro della mandibola inferiore, della lingua e dei fanoni è scuro (grigio o nero), il lato destro è interamente bianco o crema. I suoi fanoni (da 260 a 480 per lato) rispecchiano fedelmente questa asimmetria: quelli di sinistra presentano bande alternate giallo-chiaro e grigio-blu, mentre sul lato destro il primo terzo anteriore delle piastre è interamente giallo-crema. Sul dorso, dietro gli sfiatatoi, presenta inoltre un disegno grigio-chiaro a forma di "V" chiamato chevron e sfumature denominate blaze.
In mare può essere confusa con altri grandi rorquali come la balenottera azzurra, la balenottera boreale (Balaenoptera borealis) e la balenottera di Bryde (Balaenoptera edeni). Si distingue dalla balenottera azzurra per la testa nettamente più appuntita e la pinna dorsale più grande e arretrata. L'asimmetria cromatica del labbro inferiore destro rimane l'indizio di riconoscimento definitivo in assoluto.
Habitat e abitudini

La balenottera comune è l'unico misticeto residente e stabile del Mar Mediterraneo. Predilige l'habitat pelagico offshore lungo la scarpata continentale, concentrandosi nei canyon sottomarini sottomessi a risalite di acque profonde ricche di nutrienti (upwelling). Per foraggiare, si immerge tipicamente fino a 200-250 metri, arrivando durante il giorno fino a 470 metri.
Essendo un misticeto, è completamente priva di ecolocalizzazione (il sonar biologico esclusivo degli odontoceti dentati come delfini e capodogli). La sua alimentazione nel Mediterraneo è basata sul krill, rappresentato principalmente dal crostaceo Meganyctiphanes norvegica (e dalla specie Nyctiphanes couchi al largo di Lampedusa). Caccia attraverso il lunge-feeding (alimentazione a balzi): accelera ad alta velocità sui banchi di krill spalancando la bocca ed espandendo i suoi 50-100 solchi golari ventrali. Questo le permette di inghiottire fino a 80 tonnellate di acqua e prede in un solo colpo, espellendo poi l'acqua e intrappolando il cibo nei fanoni.
Socialmente, si muove in solitario o in piccoli gruppi di 1-3 o 6-10 individui, formandone temporaneamente oltre 100-250 nelle ricche aree di pascolo. Mostra un comportamento migratorio nomade opportunista: d'estate si concentra nel Mediterraneo nord-occidentale (Santuario Pelagos, Mar Ligure) per alimentarsi; d'inverno si disperde verso sud svernando nel Canale di Sicilia (Lampedusa) e nel Mar Ionio, transitando regolarmente attraverso lo Stretto di Messina. Alcuni individui migrano persino in Atlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra.
I maschi comunicano emettendo potenti canti riproduttivi composti da impulsi a 20 Hz, ripetuti con intervalli regolari (INI) di 12-16 secondi. Questi suoni a bassa frequenza (da 16 a 40 Hz, impercettibili all'uomo) si propagano nel profondo canale acustico oceanico per centinaia di chilometri per attrarre le femmine.
🛟 Conservazione e rapporto con l'uomo
Nel mondo la balenottera comune è Vulnerabile (VU), ma la sottopopolazione del Mar Mediterraneo è In pericolo (EN) nella Lista Rossa IUCN (valutazione 2021) ed è in declino. Vivendo in un bacino semichiuso densamente trafficato, affronta gravissime minacce antropiche. La principale causa di morte fisica sono le collisioni con grandi navi commerciali e traghetti passeggeri (ship strikes), che viaggiano spesso a velocità elevate ferendo a morte gli animali, specialmente i giovani esemplari. Altre minacce includono l'ingestione accidentale di plastica e microplastiche e l'inquinamento acustico sottomarino generato dal traffico mercantile e prospezioni sismiche, che interferisce con la loro comunicazione.
L'inquinamento chimico da xenobiotici è un'altra minaccia insidiosa: gli animali accumulano nel grasso sottocutaneo altissime concentrazioni di bifenili policlorurati (PCB) e pesticidi (DDT). Le analisi fecali indicano la presenza esclusiva di Piombo (Pb), indice della forte contaminazione epipelagica superficiale. Sul piano biologico, le balenottere sono minacciate dal virus letale Dolphin Morbillivirus (DMV), che causa polmoniti e gravi disfunzioni neurologiche.
La specie è rigorosamente tutelata dall'Appendice I della CITES, dall'Allegato IV della Direttiva Habitat dell'UE (che richiede protezione rigorosa), dall'Appendice II della Convenzione di Berna, dalla Convenzione di Bonn (CMS) e dall'accordo ACCOBAMS. Gode di protezione nel Santuario Pelagos e, dal luglio 2023 (Risoluzione IMO MEPC.380(80)), beneficia dell'istituzione di un'Area Marina Particolarmente Sensibile (PSSA) dell'IMO nel Mediterraneo Nord-Occidentale, che raccomanda limiti di velocità volontari per ridurre il rischio di collisioni.
Cosa fare in caso di spiaggiamento? Se trovi una balenottera spiaggiata (viva, ferita o deceduta), chiama immediatamente il numero blu d'emergenza 1530 della Guardia Costiera. È di fondamentale importanza NON toccare assolutamente l'animale sia per evitare il rischio di trasmissione di patogeni zoonotici, sia per non arrecare ulteriore stress all'animale, in attesa dell'intervento del personale scientifico specializzato della rete nazionale di spiaggiamenti.
⚓ Come avvistarlo
In Italia, il periodo migliore per l'avvistamento (whale watching legale) è la stagione estiva nel Santuario Pelagos (Mar Ligure, Toscana, Sardegna settentrionale), mentre nel tardo inverno e all'inizio della primavera si radunano a Lampedusa, compiendo passaggi regolari attraverso lo Stretto di Messina.
La balenottera segnala la sua presenza in superficie con un soffio verticale e colonnare imponente, a forma di cono inverso, alto dai 4 ai 6 metri, visibile da chilometri di distanza. Solitamente compie una serie di respirazioni brevi prima di compiere un'immersione profonda, che dura dai 5 ai 15 minuti. Comportamenti come i salti completi fuori dall'acqua (breaching) sono eccezionali per questa specie. Per un whale watching responsabile c'è il Codice di Condotta Pelagos/ACCOBAMS: è volontario, ma disturbare deliberatamente l'animale è vietato. Le sue regole: mantenere distanze di rispetto adeguate, non effettuare avvicinamenti diretti o cambi di rotta bruschi e zigzaganti che disturbino gli animali.
I ricercatori monitorano le popolazioni attraverso la foto-identificazione. Oltre a fotografare la forma e le cicatrici della pinna dorsale, oggi l'utilizzo dei droni consente di catturare i dettagli zenitali della testa, tra cui la conformazione unica del CCP (central chevron pattern) e del blaze. Questi disegni cromatici sono perfettamente immutabili nel tempo (documentati match a ben 8 anni di distanza) e fungono da vere e proprie impronte digitali.
Lo sapevi che…

L'ibrido misterioso: Nonostante la distanza evolutiva, le analisi genetiche condotte su un esemplare spiaggiato in Italia hanno svelato la presenza di un ibrido tra balenottera comune e azzurra nel Mar Mediterraneo. Questo raro fenomeno di ibridazione, documentato anche in Atlantico, è unidirezionale (solitamente con madre balenottera azzurra), e ha mostrato persino la sopravvivenza di ibridi di seconda generazione fertili.
Un sorso colossale da 80 tonnellate: Quando si lancia a tutta velocità sui banchi di krill (lunge-feeding), la balenottera comune può inghiottire fino a 80 tonnellate di acqua e cibo in un colpo solo grazie alle pieghe golari elastiche — un volume che supera il peso stesso dell'animale!
La leggenda del "Dorso d'Erica": Nelle antiche leggende scandinave e islandesi si narra del "Lyngbakr" (dorso d'erica). Era un mostro marino gigantesco così grande che i marinai lo scambiavano per un'isola, sbarcandovi e accendendo fuochi, per poi finire annegati quando la creatura si immergeva. Si è ipotizzato che dietro questi racconti ci fossero grandi balene osservate mentre stazionavano in superficie.
Domande frequenti su Balenottera comune
Dove vive la specie Balenottera comune?
Specie prevalentemente pelagica di acque profonde offshore, ma che frequenta regolarmente aree costiere e margini della piattaforma continentale, specialmente in prossimità di canyon sottomarini e fronti di upwelling (risalita di acque profonde ricche di nutrienti). Si immerge tipicamente fino a profondità di 200-250 metri, potendo raggiungere i 470 metri durante il giorno per foraggiare. Mostra un comportamento migratorio flessibile di tipo nomade opportunista, spostandosi stagionalmente in base alla disponibilità di cibo: in primavera-estate si concentra nel Mediterraneo nord-occidentale, mentre in autunno-inverno si disperde verso sud (Canale di Sicilia e Mar Ionio), con una parte della popolazione che compie migrazioni verso l'Atlantico settentrionale attraverso lo Stretto di Gibilterra. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sicilia, Mediterraneo.
Quanto è grande Balenottera comune?
Taglia media: nell'emisfero settentrionale, i maschi adulti misurano in media circa 18,5 - 19 metri, mentre le femmine (che mostrano un moderato dimorfismo sessuale essendo leggermente più grandi) raggiungono una media di 20 - 20,5 metri. Peso massimo: peso tipico 40-80 tonnellate (NOAA), con stime eccezionali fino a circa 120 tonnellate.
Di cosa si nutre Balenottera comune?
Filtratore planctofago: nel Mediterraneo si nutre quasi esclusivamente di krill (zooplancton), soprattutto Meganyctiphanes norvegica (e Nyctiphanes couchi nelle acque meridionali di Lampedusa). Lo inghiottisce con il lunge-feeding (alimentazione a balzi): accelera verso i banchi di krill espandendo i suoi 50-100 solchi golari ventrali, ingoia enormi volumi d'acqua e poi la espelle trattenendo il cibo con le sue 260-480 piastre di fanoni per lato. Come tutti i misticeti è priva di ecolocalizzazione, che è esclusiva degli odontoceti dentati.



