Leccia stella (Trachinotus ovatus): esemplare fotografato
MarePelagicoPredatore

Leccia stella

Trachinotus ovatus

La Leccia stella (Trachinotus ovatus) è un carangide pelagico dal corpo ovale e compresso lateralmente, con livrea grigio-azzurra sul dorso, fianchi argento-madreperlacei e ventre bianco. I suoi principali tratti distintivi sono da 3 a 6 macchie scure verticali o ovali allineate lungo la linea laterale e le vistose bordature/punte nere sugli apici dei lobi della pinna caudale forcuta, della seconda dorsale e dell'anale. Specie gregaria ed eccellente nuotatrice, forma banchi dinamici nelle acque superficiali e lungo le zone di frangente; si distingue nettamente dalla Leccia amia (Lichia amia), che raggiunge taglie considerevolmente maggiori e non presenta la fila di macchie scure sui fianchi.

Carta d'identità

Tra 30 cm e 35 cmTaglia media
2,8 kgPeso massimo
Circa 5-7 anni: in uno studio del 2021 nello Stretto di Messina l'esemplare più vecchio aveva 5 anni e la longevità della specie è stimata in 5-7 anni; in condizioni ideali una popolazione impiega almeno 1,4-4,4 anni a raddoppiare (stima preliminare).Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Trachinotus ovatus
Famiglia
Carangidae (sottofamiglia Trachinotinae)
Habitat
Specie pelagico-costiera: vive soprattutto in acque basse vicino a riva, nelle zone di risacca e dei frangenti, su fondali sabbiosi, fangosi o rocciosi; a volte entra in lagune ed estuari. È segnalata fino a circa 200 m di profondità.
Tecniche di pesca
  • Spinning da riva e dalla barca — svolto con recuperi veloci e ritmati di esche artificiali (topwater, piccoli popper, wtd, casting jigs, piccolissimi minnow) lungo baie, scogliere e spiagge sabbiose.
  • Traina costiera — effettuata a media o bassa velocità impiegando piccoli artificiali veloci (piumette, cucchiaini ondulanti, piccoli minnow) o esche naturali/vive in prossimità della costa.
  • Surfcasting e Beach Ledgering — pesca a fondo dalle spiagge sabbiose, innescando anellidi (come arenicola e coreano) o piccoli tranci/filetti di pesce nelle zone di risacca e durante le mareggiate o le fasi di scaduta.
  • Bolognese e Canna fissa — praticata da moli e scogliere con galleggianti e terminali sottili, impiegando come esche il bigattino, il gamberetto vivo o piccoli vermi naturali.
Alimentazione
Predatore carnivoro ed ecologicamente attivo che caccia in banchi principalmente piccoli pesci pelagici (acciughe Engraulis encrasicolus, sardine Sardina pilchardus, alacce, latterini Atherina), crostacei (misidacei, gamberetti, eufausiacei, piccoli granchi; nei giovani anche copepodi) e piccoli molluschi.
Stato IUCN
LC (Minor preoccupazione) a livello globale (valutazione del 2013, pubblicata nel 2015), europeo (2015), mediterraneo (2011) e italiano (2017). Secondo la valutazione globale è abbastanza comune e le catture oscillano senza un calo evidente, ma la tendenza della popolazione è sconosciuta.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immagina un proiettile d'argento affilato che sfreccia a tutta velocità nella schiuma delle onde infrante sulla spiaggia. Questo è il regno della Leccia stella (Trachinotus ovatus), uno dei predatori più eleganti, veloci e dinamici dei nostri mari. Appartiene alla prestigiosa famiglia dei Carangidae, la stessa grande famiglia d'élite di cui fanno parte le blasonate ricciole e i caranghi. Il suo nome scientifico racconta già tutta la sua anatomia: la parola latina ovatus si riferisce al suo profilo ovoidale e compresso, mentre il genere Trachinotus nasce dall'unione delle parole greche trachys ("ruvido") e noton ("dorso"), a causa delle minuscole spine rigide semi-nascoste che ne percorrono il profilo dorsale.

Nel linguaggio commerciale e marinaresco italiano è conosciuta semplicemente come Leccia stella o Pesce stella, ma la storia della sua classificazione è ricca di vecchi sinonimi scientifici con cui potresti trovarla nei manuali d'epoca, tra cui Trachinotus glaucus o Lichia glauca.

Leccia stella (Trachinotus ovatus): esemplare su sfondo bianco

Nonostante gli attacchi fulminei e la grinta da vero combattente, non parliamo di un mostro marino: la taglia media che incontrerai nelle battute di pesca o sui banchi del mercato si attesta tra i 30 e i 35 cm di lunghezza, per un peso di circa 200-400 grammi (un esemplare da 1 kg misura intorno ai 50 cm), anche se gli esemplari record possono toccare eccezionalmente i 70 cm e pesare fino a 2,8 kg.

Come riconoscerlo

Leccia stella — Come riconoscerlo

Per non fare brutte figure al molo o al mercato, la Leccia stella ha una "divisa" inconfondibile che la distingue al primo sguardo. Il corpo è ovoidale, alto e fortemente schiacciato sui fianchi, ricoperto da una pelle liscia con scaglie minuscole e quasi invisibili ad occhio nudo. La livrea sfoggia un magnifico dorso grigio-azzurro o grigio-verdastro, fianchi dalle sfumature argento e madreperla e un ventre bianco candido. La testa sfoggia un muso corto e arrotondato con una bocca piccola e leggermente protrattile, mentre gli occhi sono protetti da una caratteristica palpebra adiposa. Ma il vero marchio di fabbrica è la sua "firma d'artista": da 3 a 5 (talvolta fino a 6) macchie nere verticali o ovali disposte lungo la linea laterale, accompagnate da vistose punte e bordature nere sugli apici dei lobi della pinna caudale forcuta, della seconda dorsale e dell'anale.

Attenzione però alle trappole e alle confusioni, perché in mare ci sono specie "parenti" che potrebbero trarti in inganno:

  • Leccia amia (Lichia amia, nome commerciale ufficiale "Leccia"): è la più grande delle lecce. Raggiunge dimensioni monumentali (fino a 2 metri e 50 kg), possiede una bocca nettamente più grande, una linea laterale visibilmente ondulata e sinuosa e non ha mai le macchie scure sui fianchi tipiche della stella.
  • Leccia fasciata (Campogramma glaycos, nome commerciale ufficiale anch'esso "Leccia"): ha un corpo più slanciato, il dorso blu-verde che a metà fianco finisce con un bordo netto a zig-zag e pinne grigiastre senza le punte nere della stella.

Se poi viaggi lungo la penisola italiana, sentirai chiamarla nei modi più svariati: a Roma, Manfredonia e Pescara è detta semplicemente Leccia; a Livorno, in Toscana e a Olbia è il Pesce stella o Pesciu stella (Pesciu stella anche in Corsica); a Napoli la confondono persino chiamandola Ricciola; a Genova e Monfalcone è la Leccia bastarda o Lissa bastarda; in Veneto Lissa; ad Ancona Alice mezzana o Lizza; in Sardegna e a Trapani Sirviola o Cirviola impiriali; in Sicilia, tra Messina e Catania, è lo Sfoderu o Sfodiru, mentre a Palermo la chiamano Cionara; in Calabria Sprodanu, Furela o Cavigghiola 'mpiriali; in Puglia Mofa, Lupina o Arciola; a Termoli Pesce falcette e a Vasto Laccettualle.

Habitat e abitudini

Leccia stella — Habitat e abitudini

La Leccia stella è una specie pelagico-neritica diffusissima in tutto il Mar Mediterraneo e nell'Atlantico orientale, dal Golfo di Biscaglia fino alle coste dell'Angola, passando per gli arcipelaghi della Macaronesia (Canarie, Madera) e isole oceaniche come Sant'Elena e Ascensione. È invece quasi assente o molto rara nell'Alto Adriatico. Può scendere fino a circa 200 metri sulla piattaforma continentale, ma il suo terreno di caccia preferito è il sottocosta: acque chiare, risacca e frangenti a pochi metri di profondità, sopra fondali di sabbia, fango o roccia. Tollera l'acqua salmastra e a volte entra in lagune ed estuari.

È un predatore visivo instancabile che vive e caccia coordinato in banchi dinamici. La sua dieta è vorace e variegata: mette a segno attacchi rapidissimi su piccoli pesci pelagici come acciughe (Engraulis encrasicolus), sardine (Sardina pilchardus), alacce (Sardinella aurita) e latterini (Atherina), ma non disdegna crostacei (misidacei, gamberetti, eufausiacei, piccoli granchi; nei giovani anche copepodi) e piccoli molluschi.

I giovani vengono spesso catturati di notte lungo le coste rocciose ripide. La riproduzione avviene in estate e le uova sono pelagiche: galleggiano libere nell'acqua.

Pesca e rapporto con l'uomo

Leccia stella — Pesca e rapporto con l'uomo

Per il pescatore sportivo, la Leccia stella è un vero e proprio concentrato di adrenalina: in rapporto alla sua stazza, offre un combattimento vigoroso, fatto di fughe veloci e stoccate a galla. Le tecniche regine per insidiarla a livello sportivo sono:

  • Spinning da riva o dalla barca: utilizzando canne veloci ed esche artificiali recuperate a ritmo sostenuto (casting jig, piccoli popper, wtd, minnow) nella schiuma della risacca.
  • Traina costiera: effettuata con piccoli artificiali (piumette, ondulanti o mini minnow) o con esche naturali trainate a galla a ridotta distanza dalla costa.
  • Surfcasting e Beach Ledgering: pescando a fondo dalle spiagge sabbiose in prossimità dei frangenti o nei momenti di marea e scaduta, innescando anellidi naturali (come arenicola e coreano) o piccoli tranci di pesce.
  • Pesca a bolognese o canna fissa: da moli e scogliere con galleggianti sottili, utilizzando come esca bigattini, vermi o gamberetti.

Sul fronte commerciale, non è oggetto di una pesca industriale massiccia dedicata, ma rappresenta una cattura accessoria di alto valore economico per la piccola pesca artigianale. Viene catturata con reti di circuizione (ciancioli), reti a volante adriatiche, reti da posta costiere, sciabiche da spiaggia e finisce talvolta nelle tonnare fisse. Nell'acquacoltura marina è allevata in via sperimentale in Adriatico.

Per quanto riguarda lo stato di conservazione, possiamo tirare un sospiro di sollievo: la IUCN la classifica come Minor preoccupazione (LC) sia a livello globale sia nelle liste rosse europee. Le catture non mostrano segni di calo, anche se nella valutazione globale IUCN la tendenza della popolazione è sconosciuta. Nei regolamenti UE non ha una taglia minima specifica.

A tavola

Leccia stella — A tavola

La stagione d'oro per gustare la Leccia stella va dalla tarda primavera all'autunno inoltrato. Quando la scegli al banco del pesce, affidati ai sensi: l'occhio deve essere brillante e trasparente, la pelle tesa e iridescente con le macchie nere ben marcate e vivaci, le branchie di un bel rosso vivo e la carne soda ed elastica che resiste alla pressione delle dita.

In cucina è un vero gioiello del nostro "pesce azzurro": possiede una carne bianchissima, compatta e incredibilmente saporita. In più, dal punto di vista anatomico ha una lisca centrale ben definita e lische lateralmente facilissime da rimuovere, il che la rende un pesce semplicissimo da sfilettare e pulire.

Ecco le preparazioni classiche consigliate dai vecchi lupi di mare:

  1. Alla griglia o alla brace con Salmoriglio: arrostita intera o a tranci e condita appena tolta dal fuoco con un'emulsione di olio extravergine d'oliva, succo di limone, origano e aglio.
  2. All'acqua pazza o al cartoccio: cotta al forno o in tegame con pomodorini freschi, uno spicchio d'aglio, prezzemolo e un filo d'olio, per proteggere la morbidezza delle carni ed evitarne l'asciugatura.
  3. Tartare o carpaccio crudo: sfilettata finemente e marinata con un filo d'olio e agrumi, per apprezzare la consistenza soda e la delicatezza del suo sapore naturale.

Il consiglio del pescatore: non stracuocerla mai! La carne è compatta e una cottura prolungata rischia di renderla stopposa. Cuocila a fuoco vivo per pochi minuti per lato per mantenerne intatta la naturale succosità!

Lo sapevi che…

Leccia stella — Lo sapevi che…
  • Clamoroso "scambio d'identità" in Asia: in Cina il "golden pompano", un pesce allevato in mare in grandi quantità, è stato a lungo chiamato Trachinotus ovatus. La questione è andata avanti per decenni: nel 2025 uno studio basato sul DNA barcoding aveva difeso questo nome, ma gli studi del 2026 indicano che si tratta di Trachinotus anak, una specie del Pacifico occidentale, con alcuni ibridi con Trachinotus blochii. La vera Leccia stella vive solo nell'Atlantico orientale e nel Mediterraneo.
  • L'astuto "scippo" sotto le gabbie offshore: i banchi di Leccia stella selvatica hanno sviluppato un comportamento furbo e opportunista: si radunano stabilmente al di sotto delle gabbie galleggianti degli impianti di acquacoltura marina offshore per intercettare e "rubare" al volo i pellet di mangime artificiale che cadono attraverso le maglie delle reti!
  • Litigi in cucina e al banco: se da un lato la maggior parte dei ricettari e delle guide scientifiche loda la Leccia stella per la sua anatomia con lische ben definite e facilissime da asportare, alcune guide gastronomiche avvertono bonariamente che negli esemplari di taglia ridotta le lische laterali più minute richiedono un minimo di attenzione in più durante la masticazione!

Domande frequenti su Leccia stella

Dove vive la specie Leccia stella?

Specie pelagico-costiera: vive soprattutto in acque basse vicino a riva, nelle zone di risacca e dei frangenti, su fondali sabbiosi, fangosi o rocciosi; a volte entra in lagune ed estuari. È segnalata fino a circa 200 m di profondità. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Leccia stella?

La taglia media è tra 30 cm e 35 cm. Il peso massimo è di 2,8 kg.

Come si pesca Leccia stella?

Le tecniche più efficaci sono spinning da riva e dalla barca; traina costiera; surfcasting e beach ledgering; bolognese e canna fissa.

Di cosa si nutre Leccia stella?

Predatore carnivoro ed ecologicamente attivo che caccia in banchi principalmente piccoli pesci pelagici (acciughe Engraulis encrasicolus, sardine Sardina pilchardus, alacce, latterini Atherina), crostacei (misidacei, gamberetti, eufausiacei, piccoli granchi; nei giovani anche copepodi) e piccoli molluschi. Un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.