Lanzardo (Scomber colias): esemplare fotografato
MarePelagicoPredatore

Lanzardo

Scomber colias

Il lanzardo, chiamato spesso "sgombro occhione" o "sgombro cavallo", è un veloce predatore gregario appartenente ai pesci azzurri. Si distingue dallo sgombro comune per la presenza della vescica natatoria, un occhio notevolmente più grande e un ventre argenteo punteggiato da caratteristiche macchie e venature grigiastre. Le sue abitudini prevedono stazionamenti vicino al fondo di giorno e risalite verso la superficie durante la notte per cacciare all'interno di banchi numerosi.

Carta d'identità

Intorno ai 25-30 cm; gli esemplari oltre i 35 cm sono già rari.Taglia media
Circa 1,5 kg negli esemplari di taglia massima.Peso massimo
Tra gli 8 e i 10 anni secondo le stime ufficiali statunitensi; gli studi scientifici sull'età hanno documentato esemplari di almeno 7 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Scomber colias
Famiglia
Scombridae.
Habitat
Specie pelagica costiera che si spinge anche al largo, di solito restando sopra la piattaforma continentale; vive tra la superficie e i 300 metri di profondità (talvolta fino a circa 400 metri) e occasionalmente entra anche in lagune e stagni salmastri.
Tecniche di pesca
  • Traina costiera e traina col vivo.
  • Light drifting e drifting.
  • Bolentino.
  • Pesca professionale mediante reti da circuizione (con l'ausilio di lampare) e reti da traino pelagiche (dette "volanti").
  • È consigliata una costante e corretta pasturazione dalla barca — questa operazione attira il banco facendolo stazionare sotto l'imbarcazione, innescando frenesie alimentari che consentono la pesca a vista.
Alimentazione
Si nutre soprattutto di zooplancton, che cattura sia filtrando l'acqua sia predando direttamente: piccoli crostacei (copepodi, krill, anfipodi), larve di pesci e organismi gelatinosi come i taliacei; man mano che cresce acquistano importanza prede più grandi, come piccoli cefalopodi, crostacei più grossi e piccoli pesci pelagici.
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo); specie comune e molto diffusa, pescata soprattutto come cattura accessoria delle reti per sardine e acciughe: in alcune zone è sfruttata intensamente, ma nel complesso le popolazioni appaiono stabili.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Pensate a un pesce dalla stirpe antichissima: il genere Scomber, a cui appartiene, frequenta i nostri mari da milioni di anni, e in Italia ne sono stati trovati resti fossili! Le caratteristiche linee ondulate sul suo dorso non sono un caso, ma un disegno perfetto dell'evoluzione per imitare i riflessi del sole sull'acqua e mimetizzarsi.

Il lanzardo, conosciuto anche come sgombro occhione o sgombro cavallo (il nome scientifico è Scomber colias), è un instancabile nuotatore appartenente alla famiglia degli Scombridae. Viene spesso etichettato ingiustamente come il "parente povero" del più famoso sgombro, ma è un pesce formidabile, con un potenziale di crescita fino a 50-55 centimetri e un peso di circa 1,5 chilogrammi.

Lanzardo (Scomber colias): esemplare su sfondo bianco

È un corridore degli oceani nato per resistere. Può vivere fino a 8-10 anni, trascorsi macinando chilometri in mare aperto a caccia di prede.

Come riconoscerlo

Lanzardo — Come riconoscerlo

Ha un corpo a forma di fuso, aerodinamico e scattante, un muso molto appuntito e una coda a mezzaluna perfetta per la velocità. Sulla base della coda (il peduncolo caudale) possiede due minuscole carene per lato, e la schiena è azzurro-verdastra solcata da strisce scure a zig-zag.

La sfida vera è distinguerlo dallo sgombro comune (Scomber scombrus). Le fonti litigano un po' su chi sia il più pregiato, ma per non farsi fregare al mercato guardate due cose: gli occhi e la pancia. Il lanzardo ha un occhio notevolmente più grande (da cui "occhione") e un ventre argenteo tempestato di macchie e venature grigiastre, mentre quello dello sgombro è liscio e bianco. Inoltre, il lanzardo sfoggia spesso una sfumatura più dorata sui fianchi, un numero maggiore di striature sul dorso (che arrivano quasi a fondersi con i puntini sulla pancia) e possiede la vescica natatoria, l'organo interno che lo aiuta a galleggiare, del tutto assente nel cugino. Non confondetelo nemmeno con il biso (Auxis rochei): il lanzardo ha 5 pinnule (piccole false pinne vicino alla coda) contro le 7-8 dell'altro.

Lungo le nostre coste ogni porto gli ha dato un nome: a Napoli lo chiamano lacierto o scurtone, in Sicilia diventa occhi grossi o varatulu, a Genova cavalla e a Roma maccarello o lucardo (maccarello però è solo un nome di porto: le uniche denominazioni di vendita ufficiali del lanzardo sono "lanzardo" e "sgombro occhione", mentre "maccarello reale", per legge, indica altre specie, del genere Scomberomorus). A Fano i pescatori lo conoscono affettuosamente come lanciâra.

Habitat e abitudini

Lanzardo — Habitat e abitudini

Pelagico e gran viaggiatore, abita in tutte le acque temperate e tropicali dell'Atlantico e nel Mediterraneo (mentre negli oceani Indiano e Pacifico lascia il posto al suo sosia, lo Scomber japonicus). Vive sia in superficie che fino a 300 metri di profondità, ma non disdegna qualche incursione a sorpresa in lagune e stagni salmastri.

È un pesce gregario che forma banchi numerosissimi. La sua routine è affascinante: di giorno riposa o staziona vicino al fondale, mentre di notte risale prepotentemente verso la superficie scatenando l'inferno. Il suo menù, però, è più minuto di quanto si pensi: si nutre soprattutto di zooplancton, che cattura sia filtrando l'acqua sia predando direttamente (piccoli crostacei, larve di pesci e organismi gelatinosi del plancton come taliacei e larvacei); crescendo aggiunge prede più grandi, come piccoli cefalopodi, crostacei e piccoli pesci pelagici.

Il periodo della riproduzione cambia da zona a zona: i testi classici sulla fauna italiana la collocano tra dicembre e aprile, soprattutto a febbraio e marzo, mentre uno studio del 2012 nell'Adriatico orientale l'ha osservata da maggio ad agosto, con il picco a giugno. Le uova, di circa un millimetro, vengono liberate direttamente in acqua e, grazie a una grossa goccia d'olio, galleggiano in balia delle correnti.

Pesca e rapporto con l'uomo

Lanzardo — Pesca e rapporto con l'uomo

A livello commerciale lo si preleva con reti da circuizione (le famose lampare che illuminano la notte) e reti da traino pelagiche chiamate "volanti". Ma è nella pesca sportiva che regala le soddisfazioni maggiori! Si insidia a traina costiera, light drifting e bolentino. Nonostante la taglia, ingaggia combattimenti durissimi ed estenuanti. Il trucco infallibile del pescatore è una pasturazione costante e corretta dalla barca, che innesca nel branco vere e proprie frenesie alimentari, facendolo fermare proprio sotto lo scafo per una divertentissima pesca a vista.

Al mercato è considerato un "pesce povero" e il suo valore commerciale è basso: di solito costa meno dello sgombro comune. Sul fronte della conservazione non desta particolari preoccupazioni: l'IUCN lo classifica a "Rischio Minimo" (LC) perché è comune e molto diffuso e, anche se in alcune zone è pescato intensamente, nel complesso le sue popolazioni appaiono stabili. Nella pesca professionale del Mediterraneo, poi, di rado è la specie bersaglio: finisce nelle reti soprattutto insieme a sardine e acciughe.

A tavola

Lanzardo — A tavola

La stagione perfetta per la pesca è l'estate fino al primo autunno. Al banco del pesce si valuta così: l'occhio deve essere vivo, convesso e con pupilla nera (non arrossata), le branchie rosate e il corpo sodo ed elastico.

È un pesce azzurro grasso: le sue carni sono morbidissime e hanno un buon contenuto di grassi "nobili" (Omega-3), in linea con quello dello sgombro comune. Questo le rende strepitose da fresche, ma le fa deteriorare facilmente: se congelato, perde consistenza e sapore. Essendo un potenziale veicolo del parassita Anisakis, va sempre abbattuto a freddo o cotto a dovere.

Ecco tre modi classici e infallibili per gustarlo:

  • All'acqua pazza: Il consiglio numero uno per non coprirne il sapore deciso. Sfilettate il lanzardo e cuocetelo in padella con aglio, un goccio di vino bianco, pomodorini datterini e prezzemolo.
  • Al cartoccio: La cottura in forno chiusa nel cartoccio lo "sgrassa" leggermente, armonizzando i suoi sapori forti con olive, capperi e pangrattato.
  • Amareggiato: Una ricetta tradizionale siciliana per gli esemplari più grossi, che prevede una semplice bollitura accompagnata da una salsa di limone e prezzemolo.
  • Il consiglio segreto: Se pulendolo trovate le uova, non buttatele! Fatte soffriggere in padella con alici, aglio e vino bianco, diventano una bottarga ruspante e cremosa, perfetta da spalmare su una fetta di focaccia tostata.

Lo sapevi che…

Lanzardo — Lo sapevi che…
  • Scambio d'identità: Pur costando di solito meno del suo gemello famoso, spesso i commercianti furbetti giocano sulla somiglianza e lo vendono spacciandolo per sgombro comune, facendolo pagare a prezzo pieno!
  • Soprannome inglese: In inglese il suo nome ufficiale è "Atlantic chub mackerel", ma è conosciuto anche come "tinker mackerel".
  • Pelle a prova di squame: Come gli altri sgombri ha scaglie piccolissime, che a tavola non danno alcun fastidio: la sua pelle si mangia tranquillamente insieme al filetto!

Domande frequenti su Lanzardo

Dove vive la specie Lanzardo?

Specie pelagica costiera che si spinge anche al largo, di solito restando sopra la piattaforma continentale; vive tra la superficie e i 300 metri di profondità (talvolta fino a circa 400 metri) e occasionalmente entra anche in lagune e stagni salmastri. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia.

Quanto è grande Lanzardo?

La taglia media è intorno ai 25-30 cm; gli esemplari oltre i 35 cm sono già rari. Il peso massimo è di circa 1,5 kg negli esemplari di taglia massima.

Come si pesca Lanzardo?

Traina costiera e traina col vivo. Light drifting e drifting. Bolentino. Pesca professionale mediante reti da circuizione (con l'ausilio di lampare) e reti da traino pelagiche (dette "volanti"). È consigliata una costante e corretta pasturazione dalla barca: questa operazione attira il banco facendolo stazionare sotto l'imbarcazione, innescando frenesie alimentari che consentono la pesca a vista.

Di cosa si nutre Lanzardo?

Si nutre soprattutto di zooplancton, che cattura sia filtrando l'acqua sia predando direttamente: piccoli crostacei (copepodi, krill, anfipodi), larve di pesci e organismi gelatinosi come i taliacei; man mano che cresce acquistano importanza prede più grandi, come piccoli cefalopodi, crostacei più grossi e piccoli pesci pelagici. Un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.