Pesce pettine (Xyrichtys novacula): esemplare fotografato
MareCostaOnnivoro

Pesce pettine

Xyrichtys novacula

Conosciuto localmente al sud come surice (topolino), il pesce pettine presenta un corpo estremamente compresso lateralmente, con un profilo del capo quasi verticale e una mandibola armata di denti caniniformi aguzzi e sporgenti in avanti. È un ermafrodita proteroginico: nasce femmina (con una livrea rosea/rossastra) per poi diventare maschio in età adulta, cambiando la colorazione in grigio-verdastra o blu-verde. Secondo studi del 1998 e del 2023, l'inversione sessuale avviene fra i 15 e i 17 cm; sopra i 17 cm si trovano ormai solo maschi. Peculiarità di questa specie è il suo comportamento fossorio: in caso di pericolo, o con l'arrivo della notte per dormire, si tuffa a capofitto nel substrato, scomparendo sotto la sabbia in pochissimi secondi.

Carta d'identità

Solitamente compresa tra 15 e 20 cm, benché le femmine presentino dimensioni medie inferiori rispetto ai maschi. Gli studi recenti danno medie intorno ai 16-17 cm: circa 16 cm su 115 esemplari nel Golfo di Tunisi (studio del 2023) e 16,8 cm a Maiorca nel 2025, nei controlli del governo delle Baleari.Taglia media
Le principali fonti scientifiche non indicano un peso massimo per la specie. In uno studio del 2023 nel Golfo di Tunisi, su 115 esemplari lunghi da 9,8 a 19,2 cm, i maschi pesavano da 29,3 a 88,2 g (in media 58 g) e le femmine da 11,5 a 56,4 g (in media 38 g). Un esemplare vicino alla lunghezza massima riportata per la specie peserebbe intorno al mezzo chilo, secondo le formule che legano la lunghezza al peso, ma nessuno studio ne ha documentato uno.Peso massimo
8 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Xyrichtys novacula
Famiglia
Labridae (Sottofamiglia: Xyrichtyinae).
Habitat
Fondali sabbiosi e puliti (non fangosi) o ghiaiosi, spesso posti nelle vicinanze di praterie di Cymodocea nodosa o Posidonia oceanica. La profondità tipica costiera varia tra i 5 e i 15 metri d'estate (fino a 20 m), mentre in inverno la specie può scendere su fondali più profondi, fino a 90 metri.
Tecniche di pesca
  • Bolentino leggero a scarroccio dalla barca — È la tecnica d'elezione per via dei bassi fondali; la barca viene lasciata trasportare dal vento o dalle correnti consentendo alle esche di pattugliare la sabbia e mantenendo il piombo a costante contatto con il fondo.
  • Surf casting leggero o beach ledgering da riva — Si usano canne sensibili preferibilmente dotate di piombi a piramide per stabilizzare l'esca al fondale in presenza di correnti o moto ondoso.
  • Esche — Rendono ottimamente i vermi marini (arenicola, coreano, salterello), ma l'esca regina è la polpa di gambero sgusciata che deve rigorosamente coprire interamente l'amo. Efficaci, a seconda delle zone, anche piccoli inneschi di acciuga, calamaro o bigattino.
  • Consigli aggiuntivi — I momenti di maggiore attività del pesce pettine sono l'alba e il tramonto. Durante il recupero fare molta attenzione: se si intende procedere al rilascio occorre salpare in modo molto lento per prevenire il barotrauma, ed è fortemente consigliato usare uno straccio per la slamatura poiché i denti acuti del pesce sono noti per infliggere morsi molto dolorosi, in grado di ferire a sangue le mani dei pescatori.
Alimentazione
Si nutre di organismi bentonici che scova nella sabbia: molluschi bivalvi, crostacei, echinodermi, policheti, briozoi e foraminiferi; raramente piccoli pesci.
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo). La valutazione globale risale al 2008: la specie è diffusa nell'Atlantico e in tutto il Mediterraneo e, pur senza dati precisi, le sue popolazioni erano ritenute stabili, senza minacce importanti note. A livello locale però può risentire della pesca ricreativa: alle Baleari, dove è la specie più catturata da chi pesca in barca per diporto, nel 1999 fu accertato un eccesso di pesca e la popolazione si è ripresa dopo il fermo introdotto nel 2000.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Liguria, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Se provi a slamarne uno a mani nude senza le dovute precauzioni, te ne pentirai amaramente: si contorcerà, girerà la bocca a novanta gradi e ti pianterà i denti nelle dita fino a farti sanguinare. Questo piccolo e battagliero abitante dei nostri mari è il pesce pettine, scientificamente noto come Xyrichtys novacula, un membro della famiglia dei Labridae (sottofamiglia Xyrichtyinae).

È un pesce di dimensioni contenute ma di enorme fascino. Mediamente gli adulti si aggirano tra i 15 e i 20 cm di lunghezza; i vecchi maschi dominanti crescono un po' di più, ma solo in casi eccezionali arrivano a 30 cm. Negli studi fatti nel Mediterraneo i più grandi misuravano fra 19 e 21 cm, e il massimo di 38 cm riportato per la specie viene da una guida ai pesci delle coste atlantiche del Nord America.

Pesce pettine (Xyrichtys novacula): esemplare su sfondo bianco

Se riesce a sfuggire agli ami e ai predatori, questo piccolo labride è un pesce piuttosto longevo. Può vivere infatti fino a 8 anni di età.

Come riconoscerlo

Pesce pettine — Come riconoscerlo

Incontrarlo sott'acqua è inconfondibile. Ha un corpo sottilissimo e fortemente compresso lateralmente, proprio come la lama di un rasoio, e una fronte altissima, bombata, che scende in modo quasi verticale verso la bocca. Gli occhi sono piccoli, rotondi e piazzati molto in alto sulla testa, il che gli permette di guardarsi attorno anche quando è parzialmente insabbiato.

La bocca è armata. Possiede una fila di denti aguzzi tra cui spiccano due grandi canini superiori e due inferiori, sporgenti in avanti, che si incastrano perfettamente quando chiude la mascella. La colorazione è un trionfo di sfumature che cambia nel corso della vita. I giovani e le femmine hanno tinte color sabbia, rosa o rossastre, con il ventre biancastro perlato, righe azzurre verticali sulle guance e una macchia bianca sotto la pinna pettorale. I grandi maschi adulti cambiano abito: diventano grigio-verdastri o blu-verde, mantenendo le vistose strisce azzurre sul muso. La pinna dorsale è unica e lunghissima, come un pettine.

Proprio per via del suo aspetto, lungo le coste vanta innumerevoli nomi. In Calabria e Sicilia lo chiamano Surice o Pisci surici (topolino) per via dei temibili dentini incisivi. In Liguria è il Pescio razù o Razon (pesce rasoio), in Campania la Pecorella, in Puglia semplicemente Pettine. Nelle Isole Baleari, in Spagna, è un'istituzione e viene chiamato Raor o Galán.

Habitat e abitudini

Pesce pettine — Habitat e abitudini

Dimenticate le rocce scoscese: il pesce pettine esige fondali di sabbia pulita, preferibilmente a grana grossa, spesso ai margini delle praterie di Cymodocea nodosa o Posidonia oceanica. Le praterie troppo fitte non gli piacciono, perché ha bisogno di spazio aperto per la sua via di fuga preferita. Ama le acque calde o temperate del Mar Mediterraneo e dell'Oceano Atlantico.

Usa la sua dentatura robusta e le piastre faringee per frantumare piccoli molluschi bivalvi, crostacei, echinodermi e vermi marini che scova nella sabbia. È un pesce rigorosamente diurno, attivo dall'alba al tramonto. Con l'arrivo della sera, o quando è spaventato, sfodera il suo trucco migliore: si tuffa a capofitto, vibrando il corpo a lama, e scompare letteralmente sotto 20 centimetri di sabbia in pochi secondi, dove passa la notte a dormire al sicuro.

D'estate lo si trova tra i 5 e i 20 metri di profondità, mentre d'inverno può scendere su fondali più profondi, fino a 90 metri. Si è anche scritto che passi gran parte della stagione fredda sepolto nella sabbia, visto che in quei mesi non si cattura quasi mai; uno studio del 2005 in Grecia, però, che ha contato i pesci pettine in immersione per un anno intero, li ha trovati anche d'inverno fra i 3 e i 25 metri, senza differenze di densità fra una stagione e l'altra.

La riproduzione nasconde una magia: il pesce pettine è un ermafrodita proteroginico — cioè nasce e cresce come femmina, ma una volta raggiunti i 15-17 cm di taglia inverte il proprio sesso e si trasforma in un grande maschio territoriale, che difenderà aggressivamente il suo harem di femmine. Le uova vengono rilasciate in mare aperto durante l'estate, tra luglio e settembre.

Pesca e rapporto con l'uomo

Pesce pettine — Pesca e rapporto con l'uomo

Commercialmente è un pesce ricercatissimo, ma a causa del suo habitat e delle sue abitudini sfugge spesso alle grandi reti. È invece la preda regina della pesca ricreativa dalla barca, praticata con la tecnica del bolentino leggero a scarroccio. Ci si lascia trasportare dalla corrente sui fondali sabbiosi, mantenendo il piombo a costante contatto con il fondo. L'esca perfetta? Vermi marini (arenicola, coreano) o polpa di gambero sgusciata che copra bene l'amo piccolo e robusto.

Lo stato di conservazione globale è tranquillo (classificato LC - Rischio Minimo), ma a livello locale le popolazioni possono soffrire per la pressione di pesca sportiva.

Qui le leggi italiane e spagnole si dividono. In Italia non esiste una taglia minima specifica per il pesce pettine, e si applica quella generica residuale di 7 cm, senza periodi di chiusura. Nelle Isole Baleari, invece, il Raor è sacro: c'è un fermo biologico severissimo dal 1° aprile a fine agosto. La pesca riapre solo a settembre con limiti stretti (max 50 pesci a persona). Nelle riserve marine baleari l'amo per il Raor deve superare i 5,7 mm di apertura: una deroga al minimo generale di 7 mm previsto per gli altri tipi di pesca. Questa gestione attenta ha portato il peso medio dei pesci dai 26 g del 1999 ai 70 g del 2025: quasi il triplo.

A tavola

Pesce pettine — A tavola

La carne del surice è un capolavoro: bianchissima, soda, dal sapore dolce e delicato, e ha il pregio enorme di avere solo la lisca centrale e pochissime spine. La stagione perfetta per gustarlo è l'estate e il primissimo autunno. Dato che è difficile da pescare in grandi quantità, il prezzo al banco in Italia si aggira sui 20-25 euro al chilo, ma in Spagna, nei primi giorni di apertura della pesca, schizza a cifre folli tra i 50 e i 100 euro al chilo!

La preparazione classica assoluta è la frittura. I pesci vanno eviscerati, lavati, asciugati bene e passati in abbondante farina di grano duro, per poi tuffarli in olio bollente. Serviteli caldissimi con un po' di limone. In alternativa, sono ottimi anche cotti in forno con carta forno, rosmarino, olio, sale grosso e un goccio di vino bianco per circa 10 minuti. Il trucco del pescatore per sapere se il pesce al forno è cotto a puntino? Controllate l'occhio: quando da trasparente diventa di un colore bianco perlato opaco, è pronto da sfornare.

A proposito di pulizia pre-cottura, le fonti litigano: chi dice di squamarli con cura (come si fa abitualmente in Italia), chi invece, come nelle Baleari, raccomanda di non squamarli affatto. La pelle ricca di collagene e squame farebbe da scudo nell'olio bollente, mantenendo l'interno succoso; una volta nel piatto, la crosta di squame fritte si stacca facilmente con il coltello. Probabilmente dipende dalle tradizioni locali, ma entrambe le scuole producono un fritto eccellente!

Lo sapevi che…

Pesce pettine — Lo sapevi che…
  • Il trucco del coltello: Poiché il corpo del pesce pettine è molto compresso, friggendolo tende ad accartocciarsi e gonfiarsi. In Calabria i vecchi pescatori usano due trucchi: legare la coda con un filo di cotone, oppure dare un colpo secco con il dorso del coltello sulla spina dorsale vicino alla coda prima di infarinarlo. Questo recide i tendini e fa sì che il pesce resti dritto e si cuocia in modo uniforme.
  • Vittima dei nostri scarichi: A causa della sua abitudine di nutrirsi scavando nella sabbia, il pesce pettine ingerisce spesso microplastiche. Studi fatti a Ibiza hanno rivelato che oltre l'80% dei pesci pettine analizzati ha microplastiche nell'apparato digerente. L'80% di queste sono fibre sintetiche, che possono venire da tessuti, prodotti per l'igiene e la cosmesi e residui della pesca, e arrivano in mare soprattutto con gli scarichi urbani.
  • Occhio al palloncino: Se pescate un pesce pettine oltre i 20 metri di profondità e lo recuperate troppo in fretta, la sua vescica natatoria si espanderà per il cambio di pressione (barotrauma), gonfiandolo come un palloncino e impedendogli di tornare a fondo in caso di rilascio. Bisogna salparlo con estrema lentezza.
  • Ha la sua sagra personale: A Marina di Caronia, nel messinese, ogni mese di agosto si celebra la "Sagra del Pettine". I pescatori locali friggono il pesce pettine appena pescato in enormi padelle direttamente sulla spiaggia, in un clima di festa, balli e vino.

Domande frequenti su Pesce pettine

Dove vive il pesce pettine?

Fondali sabbiosi e puliti (non fangosi) o ghiaiosi, spesso posti nelle vicinanze di praterie di Cymodocea nodosa o Posidonia oceanica. La profondità tipica costiera varia tra i 5 e i 15 metri d'estate (fino a 20 m), mentre in inverno la specie può scendere su fondali più profondi, fino a 90 metri. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Puglia, Campania, Calabria, Liguria, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Pesce pettine?

Taglia media: solitamente compresa tra 15 e 20 cm, benché le femmine presentino dimensioni medie inferiori rispetto ai maschi. Gli studi recenti danno medie intorno ai 16-17 cm: circa 16 cm su 115 esemplari nel Golfo di Tunisi (studio del 2023) e 16,8 cm a Maiorca nel 2025, nei controlli del governo delle Baleari. Peso massimo: le principali fonti scientifiche non indicano un peso massimo per la specie. In uno studio del 2023 nel Golfo di Tunisi, su 115 esemplari lunghi da 9,8 a 19,2 cm, i maschi pesavano da 29,3 a 88,2 g (in media 58 g) e le femmine da 11,5 a 56,4 g (in media 38 g). Un esemplare vicino alla lunghezza massima riportata per la specie peserebbe intorno al mezzo chilo, secondo le formule che legano la lunghezza al peso, ma nessuno studio ne ha documentato uno.

Come si pesca Pesce pettine?

Le tecniche più efficaci sono bolentino leggero a scarroccio dalla barca; surf casting leggero o beach ledgering da riva; esche; consigli aggiuntivi.

Di cosa si nutre Pesce pettine?

Si nutre di organismi bentonici che scova nella sabbia: molluschi bivalvi, crostacei, echinodermi, policheti, briozoi e foraminiferi; raramente piccoli pesci. Un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.