
Pesce civetta
Dactylopterus volitans
Il pesce civetta è un pesce bentonico dall'aspetto inconfondibile, caratterizzato da una testa massiccia protetta da placche ossee e spine taglienti, pur essendo del tutto innocuo in quanto privo di ghiandole velenifere. La sua caratteristica più straordinaria sono le immense pinne pettorali divise in due sezioni: la parte anteriore viene usata per "camminare" e sondare il fondale in cerca di prede, mentre quella posteriore, simile a grandi ali maculate di blu elettrico, viene spiegata di scatto per disorientare i predatori (deimatic display). Pur non potendo assolutamente volare fuori dall'acqua, è in grado di comunicare emettendo suoni stridenti e grugniti.
Carta d'identità
Scheda tecnica
- Nome scientifico
- Dactylopterus volitans
- Famiglia
- Dactylopteridae.
- Habitat
- Vive su fondali mobili sabbiosi, fangosi o detritici, spesso in prossimità di scogliere, formazioni coralline o praterie di Posidonia oceanica, a una profondità tipica compresa tra i 15 e i 45 metri (con un range complessivo da 1 a 100 metri).
- Tecniche di pesca
- Non esistono tecniche sportive o professionali mirate poiché la specie non è un bersaglio primario della pesca.
- La cattura avviene prevalentemente in modo accidentale (bycatch) tramite l'utilizzo di reti a strascico, sciabiche da spiaggia, reti da posta o tramagli.
- Saltuariamente viene catturato durante la pesca in apnea (arpionato dai subacquei), una pratica tuttavia sconsigliata e ritenuta insensata dalle fonti a causa dello scarso pregio gastronomico delle sue carni, utilizzate prevalentemente per insaporire zuppe.
- Alimentazione
- Carnivoro bentonico; si nutre principalmente di crostacei decapodi (come granchi e gamberi), piccoli molluschi bivalvi, vermi policheti e piccoli pesci.
- Stato IUCN
- LC (Rischio minimo / Least Concern) – La specie gode di popolazioni abbondanti su un vasto areale e non è considerata a rischio, sebbene risenta del degrado degli habitat costieri come le praterie di fanerogame.
Distribuzione in Italia
Mari e zoneAdriatico, Mediterraneo, Atlantico
Chi è
Hai mai visto un uccello rapace fare una passeggiata sul fondo del mare? Sembra una barzelletta, ma è la pura verità quando incontriamo il pesce civetta o rondine di mare, conosciuto dalla scienza come Dactylopterus volitans. Questo pesce ha ingannato marinai ed esploratori per secoli: si credeva infatti che potesse spiccare il volo fuori dall'acqua balzando tra le onde, ma la realtà è ben diversa. È fin troppo pesante e corazzato per decollare; piuttosto che volare, preferisce decisamente passeggiare!

Unico membro del suo genere, il pesce civetta appartiene alla peculiare famiglia dei Dactylopteridae. Le sue dimensioni sono di tutto rispetto per un esploratore dei fondali: la taglia media si aggira intorno ai 35-38 cm, ma i veterani del mare possono sfiorare il mezzo metro di lunghezza e quasi due chili di peso. Il suo tempo di generazione medio è stimato in circa 3,7 anni, il tempo necessario per trasformarsi da un microscopico avannotto trasparente a un vero e proprio "carro armato" variopinto.
Come riconoscerlo
Incontrarlo sott'acqua è un'esperienza che non si dimentica. Il suo corpo ha una sezione quasi quadrata ed è ricoperto da spesse squame incastrate come una robusta armatura. La testa è tozza, massiccia, e protetta da placche ossee ruvide che si allungano all'indietro a formare due vere e proprie spine simili a pugnali (tranquilli, sono affilate ma del tutto prive di veleno). A riposo, i suoi colori sono un capolavoro di mimetismo bentonico: una base bruna, verdastra o cioccolato, tempestata da macchioline bianche, beige o azzurre che lo nascondono perfettamente tra i detriti.
Ma la vera magia scatta quando si sente in pericolo e decide di aprire le sue immense pinne pettorali. Queste sono divise in due sezioni distinte: la parte anteriore è formata da 6 raggi rigidi e indipendenti che usa letteralmente come "zampe" per camminare sulla sabbia; la parte posteriore è immensa e si allarga a ventaglio come un paio di ali semitrasparenti, decorate da ocelli marroni e macchie di un vibrante blu elettrico, con tanto di bordatura fosforescente. Un occhio inesperto potrebbe confonderlo con la gallinella (famiglia Triglidae), un altro pesce che "cammina" sul fondo. Come distinguerli? Facile: il pesce civetta manca totalmente del muso sporgente (il rostro) che caratterizza invece le gallinelle. Se giri per i mercati ittici o parli coi vecchi lupi di mare, sentirai svariati nomi regionali; ad esempio, i pescatori siciliani di Termini Imerese lo conoscono semplicemente come corvu.
Habitat e abitudini

Il pesce civetta è un amante del caldo. Vive nell'Oceano Atlantico tropicale e temperato e sguazza felice in quasi tutto il Mar Mediterraneo (Adriatico compreso, spingendosi sempre più a nord a causa del riscaldamento delle acque). Lo troverete esclusivamente a stretto contatto col fondo marino (è un pesce bentonico), su distese di sabbia, fango, vicinissimo alle scogliere o tra le praterie sottomarine di Posidonia, a profondità che variano da 1 a 100 metri, ma più frequentemente tra i 15 e i 45 metri. Odia il freddo: se la temperatura dell'acqua scende sotto i 13°C rischia rapidamente l'assideramento.
È un formidabile cacciatore solitario dalle marcate abitudini notturne. Usa le sue "dita" anteriori (i raggi rigidi delle pinne) come sonde tattili, letteralmente assaggiando e grattando la sabbia alla ricerca di granchi, gamberi, piccoli molluschi bivalvi e pesciolini. Quando individua una preda nascosta, la porta allo scoperto e la risucchia con un rapido scatto. Durante l'estate si dedica alla riproduzione: le femmine rilasciano in acqua decine di migliaia di uova (fino a oltre 112.000!) completamente pelagiche, dotate di una curiosa e minuscola gocciolina d'olio rosso che le aiuta a galleggiare. I piccoli, prima di scendere sul fondo per la vita adulta, si lasciano trasportare dalle correnti mostrando teste gigantesche e occhi enormi, ben diversi dai loro genitori.
Pesca e rapporto con l'uomo

Nessuno esce in mare con l'intento specifico di pescare un pesce civetta. La stragrande maggioranza delle catture è puramente accidentale (il cosiddetto bycatch) e avviene nelle reti a strascico, nelle sciabiche o nei tramagli calati per altre prede. Sebbene in Europa non goda di un grande mercato e venga spesso scartato (o destinato al brodo), in zone come la Costa d'Avorio è ricercato sia per l'alimentazione locale che come esca per i palangari dei tonni.
Per i pescatori sportivi è un ospite insolito che combatte a fondo ma va maneggiato con cura una volta a bordo, prestando molta attenzione a non farsi infilzare dagli speroni della sua testa corazzata. Lo stato di salute della specie non desta allarme: le popolazioni sono abbondanti e la sua vasta diffusione ha fatto sì che l'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) lo classifichi a Rischio Minimo (LC), anche se la lenta ma inesorabile distruzione degli ecosistemi costieri e delle praterie di Posidonia richiede di mantenere alta la guardia. È persino amato nel mercato dell'acquariofilia: un pesce che cammina fa un figurone in vasca!.
A tavola

Non lasciatevi scoraggiare dal suo aspetto preistorico: le carni del pesce civetta sono eccellenti. Parliamo di una polpa soda, bianchissima e decisamente nutriente, ricca di proteine, minerali e acidi grassi essenziali. La vera sfida è arrivare a questa carne prelibata, perché la sua armatura di squame spesse, pelle coriacea e cranio massiccio rende le operazioni di sfilettatura e pulizia un incubo per chi sta dietro al banco.
In cucina dà il suo meglio in due grandi classici:
- La regina delle Zuppe: Grazie alla sua testa ricca di osso e alla pelle carica di collagene, è perfetto da buttare intero in un cacciucco o in una saporita bouillabaisse. I suoi succhi si legheranno magnificamente, donando al brodo densità e un sapore di mare intensissimo.
- Ragù di mare express: Armatevi di un buon coltello da sfiletto e ricavate dei tranci puliti. In un salta-pasta, fate imbiondire dell'aglio, aggiungete dei pomodorini del Piennolo pelati (magari con un pizzico di zucchero) e buttateci i pezzetti di pesce negli ultimi minuti. Scolate le linguine al dente direttamente nel sugo, spolverate di prezzemolo fresco tritato e preparatevi a leccarvi i baffi. Se preferite il calore del forno, adagiatelo intero in teglia con patate e un filo d'olio, bagnatelo con vino bianco a metà cottura e dategli un colpo di grill negli ultimi 5 minuti per una crosticina perfetta.
Lo sapevi che…

- Un chiacchierone degli abissi: Oltre a camminare, questo pesce comunica producendo dei grugniti sordi e ripetuti, ma sulle modalità gli studiosi si sono divisi a lungo. C'è chi giurava che il suono nascesse dallo sfregamento delle piastre ossee della corazza... e chi invece ha studiato di più. Una ricerca rivoluzionaria del 2026 nel Mar Adriatico ha dimostrato con telecamere e intelligenza artificiale che il pesce usa potentissimi muscoli interni per far "suonare" i due lobi della sua vescica natatoria come un tamburo!.
- Fregatura acustico-visiva: Le sue "ali" favolose non servono per fare colpo sulle femmine, ma sono un meccanismo di puro terrore. Quando un predatore notturno gli si avvicina, il pesce civetta emette i suoi grugniti e apre di scatto le enormi pinne, generando un lampo di colore blu fosforescente e ingigantendo la propria stazza. Il cacciatore si spaventa e lui... se la batte camminando!.
- Un ristorante ambulante per scrocconi: Mentre lui scava meticolosamente e fatica per stanare i piccoli crostacei nascosti nella sabbia sollevando nuvolette di sedimenti, altri pesci se ne approfittano. Predatori opportunisti, come i caranghi gialli (Caranx bartholomaei), lo seguono come un'ombra per papparsi tutto ciò che scappa dai suoi scavi.
- Un'antenna radar che si fa lancia: Sulla cima della testa sporge una lunga e sottile spina indipendente. Al buio, il pesce civetta la usa come vera e propria antenna sensoriale per captare i minimi movimenti dell'acqua intorno a lui. Ma non è solo un "radar": se capisce di essere attaccato dall'alto, la blocca rigidamente verso l'alto, trasformandola in una micidiale lancia pronta a trafiggere la bocca del nemico.
- Da record del mondo: Sebbene solitamente non superi i 35-40 cm, il record del mondo omologato dall'International Game Fish Association (IGFA) per la pesca sportiva appartiene a un bestione di ben 1,81 chilogrammi, catturato al largo di Panama City, in Florida, nel giugno del 1986.
Domande frequenti su Pesce civetta
Dove vive il pesce civetta?
Vive su fondali mobili sabbiosi, fangosi o detritici, spesso in prossimità di scogliere, formazioni coralline o praterie di Posidonia oceanica, a una profondità tipica compresa tra i 15 e i 45 metri (con un range complessivo da 1 a 100 metri). Diffuso in: Adriatico, Mediterraneo, Atlantico.
Quanto è grande Pesce civetta?
La taglia media è di Circa 35-40 cm (spesso attestata intorno ai 38 cm). e un peso massimo di 1,8 kg.
Come si pesca Pesce civetta?
Le tecniche più efficaci sono non esistono tecniche sportive o professionali mirate poiché la specie non è un bersaglio primario della pesca. la cattura avviene prevalentemente in modo accidentale (bycatch) tramite l'utilizzo di reti a strascico, sciabiche da spiaggia, reti da posta o tramagli. saltuariamente viene catturato durante la pesca in apnea (arpionato dai subacquei), una pratica tuttavia sconsigliata e ritenuta insensata dalle fonti a causa dello scarso pregio gastronomico delle sue carni, utilizzate prevalentemente per insaporire zuppe.
Di cosa si nutre Pesce civetta?
Si nutre di carnivoro bentonico; si nutre principalmente di crostacei decapodi (come granchi e gamberi), piccoli molluschi bivalvi, vermi policheti e piccoli pesci: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.



