Pesce castagna (Brama brama): esemplare fotografato
MarePelagicoPredatore

Pesce castagna

Brama brama

Il pesce castagna si riconosce per il corpo ovoidale, alto, corto e fortemente compresso lateralmente, con un profilo frontale ripido, muso tronco e un peduncolo caudale molto stretto. Ha occhi grandi (adatti alla visione nella zona crepuscolare) e una bocca ampia e obliqua con mandibola prominente e cavità orale interamente nera. La livrea in vivo è grigio-argentea brillante con riflessi metallici, piccoli punti scuri e una caratteristica macchia dorata davanti a ciascun occhio, colorazione che post-mortem muta rapidamente in un grigio piombo o bruno opaco. Compie regolari migrazioni verticali nictemerali risalendo di notte verso le acque superficiali per alimentarsi.

Carta d'identità

Comunemente fino a 40 cm, con popolazioni adulte comunemente campionate tra i 32.8 e i 51.5 cm.Taglia media
6 kg.Peso massimo
9 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Brama brama
Famiglia
Bramidae.
Habitat
Specie marina, pelagica-neritica, oceanic ed oceanodroma. Vive in acque libere (zona pelagica d'alto mare) a profondità comprese tra 0 e 1000 metri (stazionando di preferenza negli strati epipelagici tra 0 e 200 metri), prediligendo temperature comprese tra i 10°C e i 24°C.
Tecniche di pesca
  • Palamito (palangaro) di profondità o mezz'acqua — è la tecnica principale (sia commerciale che sportiva), calata tipicamente lungo la scarpata continentale tra 100 e 400 metri di profondità.
  • Bolentino di grande profondità — praticato dalla barca a scarroccio o all'ancora, calando lenze pesanti innescate con esche naturali molto gradite come sardine intere o tranci di calamaro.
  • Reti da posta (tramaglio o reti da imbocco fisse) — sistemi della piccola pesca artigianale e tradizionale costiera dove il pesce castagna viene catturato occasionalmente come bycatch di pregio.
  • Reti da circuizione — utilizzate occasionalmente in mare aperto quando la specie si aggrega in piccoli banchi stagionali.
Alimentazione
Vorace predatore opportunista. La sua dieta si basa su piccoli pesci pelagici e mesopelagici (pesci lanterna/Myctophidae, acciughe Engraulis encrasicolus, sardine Sardina pilchardus, piccoli naselli, Gadidae), cefalopodi (calamari) e crostacei macrozooplanctonici (krill, eufausiacei e anfipodi iperidi).
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo); le popolazioni globali non sembrano essere in contrazione e la specie ha un areale estesissimo, sebbene mostri segni di sovrasfruttamento biologico locale in alcune aree tropicali (come in Costa d'Avorio).

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Avete mai aperto la bocca a un pesce e vi siete trovati davanti a un abisso nero come la pece? Ecco a voi il pesce castagna, scientificamente registrato come Brama brama (Bonnaterre, 1788), ma conosciuto tra i vecchi lupi di mare anche con i suoi storici sinonimi di Brama raii, Brama rayi o Brama raji. È il misterioso "aristocratico" degli abissi appartenente alla famiglia dei Bramidae, un predatore pelagico d'alto mare che nuota infaticabilmente tagliando le correnti oceaniche di mezzo mondo. Nonostante il nome scientifico evochi pascoli terrestri (la parola Brama deriva dall'antico francese breme o bresme, utilizzato fin dal 1460 per descrivere pesci piatti d'acqua dolce), il nostro amico è un esclusivo cittadino del blu più salato. La sua taglia oscilla comunemente intorno ai 40 centimetri, ma gli esemplari più vecchi e scaltri possono raggiungere eccezionalmente un metro di lunghezza e superare i 6 chili di peso. È un corridore instancabile che ha fretta di crescere e che, se riesce a scampare ai grandi predatori oceanici che gli danno la caccia, può arrivare a un'età massima di 9 anni. Una vita breve ma intensissima, trascorsa a sfrecciare nell'oscurità delle acque profonde. 🔍 Come riconoscerlo Riconoscerlo sul banco del mercato o nel pozzetto della barca è un gioco da ragazzi: ha un corpo ovale, alto e fortemente compresso ai lati, con un profilo della testa ripido e arcuato che nei maschi adulti forma una vera e propria cresta tra la nuca e la fronte. I suoi occhi sono enormi e circolari, privi di palpebre adipose, progettati dall'evoluzione per catturare ogni barlume di luce nel buio della zona crepuscolare. La bocca è grande, obliqua e tagliata all'insù, con una mandibola inferiore forte e prominente. E se gli aprite le mascelle, troverete una cavità orale interamente nera come l'inchiostro. In vivo è uno spettacolo argenteo: brilla di un grigio argenteo uniforme con spettacolari riflessi metallici blu-piombo sul dorso, fianchi dorati costellati di piccoli punti scuri e una inconfondibile macchia dorata proprio davanti a ciascun occhio. Appena muore, però, la magia svanisce e la livrea muta rapidamente in un colore grigio piombo scuro o bruno-plumbeo uniforme. Ha un'unica pinna dorsale lunghissima con un lobo anteriore a forma di falce, simmetrica a quella anale (che è solo un po' più corta), una coda sottile e profondamente forcuta con lobi stretti e affilati, e pinne pettorali lunghe e slanciate che sembrano ali. Attenzione a non prendere lucciole per lanterne! Nei mari caldi si rischia di confonderlo con i suoi cugini: il Brama japonica (pesce castagna del Pacifico), che si distingue per le scaglie della coda che sfumano gradualmente, o il Brama australis, che ha il profilo del capo molto più piatto e gli occhi posizionati vicino al bordo superiore del cranio. Niente a che vedere, poi, con l'Abramis brama (l'abramide d'acqua dolce): un ciprinide dei fiumi europei che ha la bocca a tubo e carni molli piene di lische. Lungo le nostre coste, la fantasia dei pescatori ha regalato a questo pesce una sfilza di nomi dialettali coloratissimi: In Liguria lo chiamano rundanin a Genova (per via delle pinne pettorali che ricordano le ali di una rondine) e castagnolla a Imperia. Nel Lazio è semplicemente la castagna (a Roma) o il pesce castagna (a Terracina), mentre a Gaeta diventa il talieri (perché è piatto come un tagliere). In Campania (Napoli) è il pesce castagna o la castagna di mare. A Trieste si trasforma in cataluzzo, mentre a Venezia è la ociada bastarda (per via del grande occhio che richiama l'occhiata costiera). In Sardegna lo sentirete chiamare nodola a Cagliari o carraginu a Olbia. Lungo le coste ioniche e calabresi si usa il termine pisciu castagnu a Crotone e pisci luna a Catania, Messina e Palermo. A Taranto lo chiamano capone o lambucha, e a Trapani lo definiscono solennemente saracu impiriali. 🌊 Habitat e abitudini Il pesce castagna ama le grandi profondità blu. È una specie cosmopolita che vive in acque libere oceaniche, muovendosi solitamente tra i 100 e i 400 metri di profondità, anche se può scendere fino a ben 1000 metri. Nei nostri mari è di casa soprattutto nel bacino centro-occidentale (Mar Ligure, Tirreno, Ionio e Stretto di Messina), mentre è storicamente una rarità nel mare Adriatico settentrionale. È un predatore vorace, attivo e opportunista che si sposta in piccoli banchi coordinati. Non si ferma mai. La sua giornata è regolata da un'incessante migrazione verticale giornaliera: di giorno occupa le profondità mesopelagiche per sfuggire alla vista dei grandi predatori oceanici, ma di notte risale verso la superficie (nei primi 200 metri) per banchettare. Il suo buffet preferito comprende acciughe, sardine, piccoli naselli, pesci lanterna, calamari, krill e piccoli crostacei. Questa risalita notturna è ancora più marcata durante le notti di luna piena, quando la luce lunare lo aiuta a cacciare a vista. Inoltre, svolge un ruolo cruciale di "pompa biologica" e ponte trofico, trasferendo energia e biomassa dalle profondità oceaniche verso la superficie, mettendole a disposizione dei grandi predatori commerciali come il pesce spada e i tonni. La sua vita è governata dalla temperatura dell'acqua: predilige una fascia compresa tra i 12°C e i 24°C. Sotto i 10°C il suo metabolismo va in blocco fisiologico. Durante l'estate i banchi migrano verso nord seguendo il riscaldamento delle acque superficiali, per poi scendere a sud in autunno a svernare nelle acque pelagiche più profonde del Mediterraneo occidentale. La riproduzione avviene in tarda estate (agosto e settembre) in corrispondenza di temperature dell'acqua superficiale non inferiori a 19.5°C. E qui c'è una disputa tra le fonti: alcuni vecchi testi sostengono che il maschio protegga e ventili le uova nel suo territorio riproduttivo difendendolo con ferocia. Ma la moderna biologia marina ha smentito questa tesi concettuale! Le cure parentali appartengono solo ai pesci che depongono uova sul fondo; il nostro pesce castagna, da vero vagabondo dell'oceano, rilascia semplicemente le sue uova pelagiche in balia delle correnti senza curarsene. 🎣 Pesca e rapporto con l'uomo La cattura del pesce castagna è un affare da specialisti del profondo. Si pesca principalmente con i palamiti di profondità (calati tra i 100 e i 400 metri), ma può finire occasionalmente anche nelle reti da posta artigianali (come il tramaglio), nelle reti da circuizione o in quelle a strascico. Per il pescatore sportivo, questo predatore rappresenta un avversario formidabile: se allamato durante una sessione di bolentino di grande profondità, offre un combattimento durissimo, vendendo cara la pelle grazie alla forza del suo corpo muscoloso. Dal punto di vista commerciale, non esiste alcun allevamento in acquacoltura. In Italia è considerato un prodotto di bycatch (cattura accessoria) di grande pregio, sbarcato in Liguria e nel Tirreno per rifornire i mercati locali freschi. Nei mercati della penisola iberica (Spagna e Portogallo), invece, rappresenta una risorsa stagionale mirata, mentre in Sudafrica viene sbarcato in abbondanza come bycatch della pesca al nasello e sfilettato con il nome di angelfish. Se parliamo di sostenibilità, potete consumarlo con assoluta leggerezza. La specie è classificata come "Rischio Minimo" (Least Concern - LC) nella Lista Rossa IUCN. Le suas popolazioni globali sono stabili e non mostrano contrazioni, anche se in alcune aree locali (come in Costa d'Avorio) si registrano segnali di forte sovrasfruttamento antropico. In Italia non ci sono misure minime legali né periodi di fermo biologico specifici per la sua pesca. 🍴 A tavola Parliamo di cose serie: come si comporta questo abitante degli abissi quando finisce sotto i denti? Le sue carni sono semplicemente spettacolari: bianche, compatte, sode e praticamente prive di lische, con un sapore deciso e strutturato che ricorda molto da vicino quello del pesce spada o del tonno. Al banco del mercato, la prima regola è valutarne la freschezza guardando la pelle: cercate gli esemplari che mostrano ancora un accenno di quei brillanti riflessi argentei e metallici tipici del pesce vivo, evitando quelli che si presentano di un color plumbeo troppo spento o asciutto, segno di una cattura meno recente. Gli occhi devono essere lucidi e non opachi. In cucina, anche qui le fonti litigano amabilmente: c'è chi sostiene che abbia una pelle coriacea con squame spesse e difficilissime da rimuovere; e c'è chi assicura che le sue scaglie siano così piccole e incapsulate nella pelle da essere quasi invisibili, tanto da non richiedere alcuna squamatura! Il trucco da pescatore è semplice: se i filetti sono grandi, sfilettatelo rimuovendo direttamente la pelle spessa con un coltello ben affilato, ottenendo polpa pura. Le carni del pesce castagna si prestano a ricette della tradizione regionale italiana: Pesce castagna alla ligure: disponete i filetti in forno a 180°C su un letto di patate tagliate sottili, pomodorini, olive taggiasche denocciolate, pinoli, aglio e basilico fresco. Il segreto del marinaio? Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco dopo i primi 5 minuti di cottura per mantenere le carni umide e succose. All'uso di Sicilia: il pesce intero viene eviscerato, farcito nella pancia con fettine di limone, aglio e origano selvatico, adagiato su foglie di alloro e cotto al forno. Una volta sfornato, si serve caldo accompagnato dal mitico salmoriglio (sammurigghiu), un'emulsione calda di olio extravergine, succo di limone, prezzemolo tritato, aglio e origano selvatico. In umido o alla Matalotta: la polpa tagliata a tocchetti viene stufata con capperi, aglio e pomodorini per creare un sugo denso e saporito, ideale per condire un piatto di spaghetti. La raccomandazione d'oro che vi darebbe qualsiasi pescatore: attenzione ai tempi di cottura! Trattatelo con rispetto e non cuocetelo mai troppo, altrimenti le sue fibre muscolari diventeranno stoppose e secche. 🤩 Lo sapevi che… La truffa del mercurio "fluviale": A causa di una sistematica confusione di nomi, per anni il pesce castagna (Brama brama) è stato accusato ingiustamente in letteratura di accumulare metalli pesanti nei fiumi europei. Peccato che quegli studi fossero condotti sull'abramide d'acqua dolce (Abramis brama)! Nel vero pesce castagna marino, i metalli pesanti si concentrano quasi solo nel fegato e nelle branchie, tenendo i filetti muscolari edibili al sicuro. Un inquilino fisso in ogni filetto: Se pulendo un pesce castagna del Mediterraneo vi capita di trovare delle larve biancastre o giallastre all'interno della carne, niente panico! Si tratta dei parassiti Gymnorhynchus gigas e Molicola uncinatus, che colonizzano la muscolatura del pesce castagna con prevalenze che sfiorano il 100% dei campionamenti. Sono assolutamente innocui per l'uomo (muoiono con la cottura e non trasmettono malattie), ma sono così caratteristici che gli scienziati li usano come "targhette biologiche" per ricostruire le rotte migratorie dei pesci! La pioggia di pesci paralizzati: Nelle acque del Mare del Nord, quando arriva l'autunno e la temperatura crolla improvvisamente sotto i 10°C, i banchi di pesce castagna vengono colpiti da un vero e proprio shock termico. Paralizzati dal freddo e incapaci di nuotare, vengono disorientati e trascinati a riva dalle correnti, dando vita a spettacolari "spiaggiamenti di massa" che fin dal XVII secolo si ripetono ciclicamente sulle spiagge dello Yorkshire. Un pesce dal nome "maledetto": Se andate in Spagna, lo troverete ovunque con il nome di Japuta. Anche se all'orecchio di uno spagnolo suona quasi come un insulto o una parolaccia, il termine non ha nulla di volgare: deriva dall'antico termine arabo šabbūṭ, storicamente utilizzato per indicare pesci compatti e schiacciati. Il castagnaccio che non nuota: Nel patrimonio gastronomico italiano esiste un bizzarro caso di omonimia. Se in Toscana ordinate il castagnaccio, vi serviranno un dolce autunnale a base di farina di castagne fresche, pinoli, uvetta e rosmarino. Un capolavoro montano che, per fortuna dei vegetariani, non ha mai visto una goccia d'acqua salata!

Pesce castagna (Brama brama): esemplare su sfondo bianco

Domande frequenti su Pesce castagna

Dove vive il pesce castagna?

Specie marina, pelagica-neritica, oceanic ed oceanodroma. Vive in acque libere (zona pelagica d'alto mare) a profondità comprese tra 0 e 1000 metri (stazionando di preferenza negli strati epipelagici tra 0 e 200 metri), prediligendo temperature comprese tra i 10°C e i 24°C. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure.

Quanto è grande Pesce castagna?

La taglia media è di Comunemente fino a 40 cm, con popolazioni adulte comunemente campionate tra i 32.8 e i 51.5 cm. e un peso massimo di 6 kg.

Come si pesca Pesce castagna?

Le tecniche più efficaci sono palamito (palangaro) di profondità o mezz'acqua; bolentino di grande profondità; reti da posta (tramaglio o reti da imbocco fisse); reti da circuizione.

Di cosa si nutre Pesce castagna?

Si nutre di vorace predatore opportunista. la sua dieta si basa su piccoli pesci pelagici e mesopelagici (pesci lanterna/myctophidae, acciughe engraulis encrasicolus, sardine sardina pilchardus, piccoli naselli, gadidae), cefalopodi (calamari) e crostacei macrozooplanctonici (krill, eufausiacei e anfipodi iperidi): un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.