Leccia (Lichia amia): esemplare fotografato
MarePelagicoPredatore

Leccia

Lichia amia

La Leccia è un predatore possente, aerodinamico e muscoloso, riconoscibile per il corpo molto compresso lateralmente color argenteo-verde e per una distintiva linea laterale nera che compie una sinuosa curva a forma di "U" lungo i fianchi. È un cacciatore veloce che sfrutta spesso l'acqua torbida dei canali per lanciare "cacciate" esplosive a galla; per tenacia e forza è considerata un vero e proprio trofeo dai pescatori sportivi.

Carta d'identità

Intorno a 100 cm.Taglia media
Fino a 50 kg (alcune registrazioni citano potenziali pesi massimi di 50-70 kg).Peso massimo
Può superare i 20 anni di età.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Lichia amia
Famiglia
Carangidae (sottofamiglia Trachinotinae).
Habitat
Specie pelagico-costiera ed eurialina; vive in prossimità della costa, frequentando lagune salmastre, foci di fiumi, porti e spiagge. La profondità tipica in cui nuota e caccia va da 0 a 50 metri.
Tecniche di pesca
  • Traina col vivo — considerata la tecnica più efficace per gli esemplari record; si innescano pesci vivi come cefali, aguglie o sugarelli trainandoli lentamente (1-2 nodi).
  • Spinning — molto emozionante perché mira ad attacchi visivi a galla (topwater); vengono utilizzati grandi artificiali come popper, WTD (walking the dog) e long jerk, animati con rapidità per imitare foraggio in fuga.
  • Drifting — tecnica con barca ancorata o in deriva vicino la costa, pasturando con costanza e impiegando filetti di sarda o esche vive calate a diverse profondità con o senza galleggiante.
  • Surfcasting — praticata da riva (spiagge o moli) usando robusti tranci di seppia, calamaro o cefalo, specialmente di sera o con condizioni di mare mosso che mascherano le insidie.
Alimentazione
Carnivora e vorace. Gli adulti sono piscivori obbligati e cacciano principalmente cefali, aguglie, latterini e cefalopodi. I giovani sono più opportunisti e si nutrono anche di piccoli crostacei e molluschi.
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo). Le popolazioni globali e mediterranee sono considerate stabili senza evidenti cali strutturali, anche se alcune comunità locali (es. in Sudafrica) patiscono la sovrapesca.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Se c'è un pesce che merita il titolo indiscusso di regina del sottocosta, è lei. Un siluro d'argento puro, un concentrato di muscoli e idrodinamica progettato per esplodere a galla e seminare il panico tra i banchi di foraggio. Non è una preda per chi pesca a caso: incrociarla significa fare i conti con un predatore che testa la resistenza dei nervi e dell'attrezzatura.

Parliamo della leccia, o leccia amia, il cui nome scientifico è Lichia amia. Appartiene alla grande e nobile famiglia dei Carangidae (sottofamiglia Trachinotinae) ed è un pesce così unico da essere l'unico membro vivente del suo genere.

Leccia (Lichia amia): esemplare su sfondo bianco

Le sue dimensioni incutono un certo timore reverenziale. Sebbene la taglia media si aggiri intorno al metro, gli esemplari adulti da record possono raggiungere i 2 metri di lunghezza e superare agilmente i 50 kg di peso, con stime che sfiorano i 70 kg per i pesci più imponenti. È anche un pesce longevo, capace di superare i 20 anni di età pattugliando instancabilmente le nostre coste.

Come riconoscerlo

Leccia — Come riconoscerlo

Il corpo della leccia è inconfondibile: ovale, allungato e fortemente compresso lateralmente, fende l'acqua come una lama. La testa presenta un muso appuntito e una bocca ampia, con la mascella inferiore leggermente sporgente. Il colore è un capolavoro di mimetismo pelagico: il dorso varia dal grigio-verdastro al blu-grigio o brunastro, mentre i fianchi e il ventre sono di un bianco argenteo brillantissimo. Le pinne, dotate di apici neri sulle punte dei lobi dorsali e anali, sono scure, e la coda è profondamente forcuta, il motore perfetto per le accelerazioni brucianti.

Il segno distintivo assoluto, la sua "firma", è la linea laterale nera: non è dritta, ma compie una bizzarra e sinuosissima curva a forma di "U" al centro dei fianchi.

Attenzione a non fare confusione. I mari sono pieni di "lecce" che in realtà sono cugine minori o lontane. La leccia stella (Trachinotus ovatus) è molto più piccola, ovale e ha macchie nere sulle pinne; la leccia fasciata (Campogramma vadigo) presenta bande verticali scure sui fianchi; infine la leccia bastarda (Trachinotus glaucus) si distingue per i lobi delle pinne molto allungati e una fascia dorata longitudinale.

In giro per l'Italia la fantasia popolare le ha affibbiato decine di nomi: a Roma la chiamano Ombrina leccia, in Sicilia diventa Cirviola a Palermo, Cagnola a Messina o Scifaiola a Catania. Salendo a nord, a Viareggio è l'Aluzzo, a Genova la Serena, mentre in Veneto la conoscono come Lissa.

Habitat e abitudini

Leccia — Habitat e abitudini

È un pesce pelagico-costiero, un grande nuotatore che frequenta tutto il Mar Mediterraneo, l'Atlantico orientale e scende fino all'Oceano Indiano sudafricano. Di solito non ama gli abissi: il suo terreno di caccia ideale va dalla superficie fino a 50 metri di profondità.

La leccia è una specie eurialina — cioè capace di sopportare grandi sbalzi di salinità. Per questo non si limita al mare aperto, ma entra spavaldamente nelle lagune salmastre, nei porti e risale persino le foci dei fiumi per chilometri. Se i giovani si muovono in branco, gli adulti diventano cacciatori solitari o formano piccolissimi gruppi.

È un carnivoro spietato e ittiofago: la sua dieta è a base di pesci costieri come cefali, aguglie, latterini e sugarelli, ma non disdegna i cefalopodi. La sua tecnica di caccia è spettacolare, fatta di inseguimenti a galla e "cacciate" fragorose che sollevano schiuma ed esplosioni d'acqua. Dà il meglio di sé dalla primavera all'autunno, avvicinandosi molto a riva specialmente all'alba e al tramonto, quando la luce tenue le garantisce un vantaggio tattico sulle prede.

E per quanto riguarda la riproduzione, che avviene in primavera vicino alla costa, le fonti litigano: chi dice che le uova vengono deposte sui sassi e tenute incollate con una sostanza mucillaginosa, chi invece giura che siano uova pelagiche rilasciate libere nella corrente — probabilmente dipende tutto dalle correnti e dal fondale locale!

Pesca e rapporto con l'uomo

Leccia — Pesca e rapporto con l'uomo

La leccia è il sogno proibito di ogni pescatore sportivo, molto più che una preda commerciale. La pesca professionale la incrocia quasi per caso, catturandola con reti da posta, sciabiche o palangari, e per questo le sue popolazioni godono di buona salute: il suo stato di conservazione è classificato come LC (Rischio Minimo).

La vera sfida si gioca con la canna da pesca. Le tecniche regine sono la traina col vivo, innescando un bel cefalo o un'aguglia e navigando lentissimi (1-2 nodi) per ingannare i pesci trofeo, o lo spinning, una pesca estremamente visiva fatta lanciando grosse esche artificiali topwater (popper o WTD, esche che zigzagano e sollevano grandi spruzzi d'acqua in superficie) recuperate a scatti frenetici per simulare un pesce in fuga. Anche il drifting (pesca in deriva pasturando con le sarde) o un robusto surfcasting da spiaggia con mare mosso possono regalare allamate indimenticabili.

A tavola

Leccia — A tavola

La stagione migliore per gustarla coincide con i mesi caldi, quando si avvicina alle coste e popola le pescherie locali. È un pesce considerato di "medio pregio", leggermente inferiore alla ricciola, ma se trattato bene ha carni bianche, sode, compatte e povere di grassi, con un eccellente apporto di proteine e Omega 3.

Un consiglio d'oro da pescatore scafato: la carne è deliziosa, ma state attenti all'odore della pancia. Se l'esemplare ha vissuto troppo a lungo all'interno di zone portuali trafficate, i tessuti ventrali potrebbero aver assorbito il sapore degli idrocarburi, rovinando il piatto.

In cucina si presta a ricette semplici che esaltano la carne soda: solitamente si taglia a tranci (o filetti, facilissimi da spinare) e la si fa al forno con patate, pomodorini, vino bianco e aromi (timo e maggiorana). È strepitosa alla griglia, spennellata con una citronette di olio, limone, prezzemolo e aglio. E se il pesce è freschissimo e abbattuto correttamente, si trasforma in un fantastico sashimi a crudo, magari impreziosito da un'emulsione di frutto della passione per contrastare la dolcezza delle carni.

Lo sapevi che…

Leccia — Lo sapevi che…
  • Un nome goloso: Il nome del genere Lichia deriva dal francese medievale "lecha", che affonda le radici nel verbo lécher (leccare, o essere golosi/ingordi), termine perfetto per un predatore così vorace. Amia invece era il nome che gli antichi greci usavano per indicare grossi predatori marini simili agli squali.
  • Dentiera integrale: La leccia non ha i denti solo sulle mascelle. Per non farsi scappare le prede, possiede minuscoli dentini affilati e cardiformi anche sul vomere (il palato), e perfino sulla lingua!
  • La gioventù mascherata: I giovani di leccia (sotto i 12 cm) non sono d'argento uniforme, ma sfoggiano un "pigiama" fatto di fasce verticali nero-brunastre sui fianchi, un travestimento che scompare del tutto man mano che crescono.
  • Niente squame sulla linea: La sua particolarissima linea laterale a forma di "U" non ha squame normali come il resto del corpo. In quel tratto specifico, la pelle si trasforma sviluppando dei piccoli scudetti ossei protettivi.

Domande frequenti su Leccia

Dove vive la specie Leccia?

Specie pelagico-costiera ed eurialina; vive in prossimità della costa, frequentando lagune salmastre, foci di fiumi, porti e spiagge. La profondità tipica in cui nuota e caccia va da 0 a 50 metri. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Leccia?

La taglia media è di Intorno a 100 cm. e un peso massimo di Fino a 50 kg (alcune registrazioni citano potenziali pesi massimi di 50-70 kg).

Come si pesca Leccia?

Le tecniche più efficaci sono traina col vivo; spinning; drifting; surfcasting.

Di cosa si nutre Leccia?

Si nutre di carnivora e vorace. gli adulti sono piscivori obbligati e cacciano principalmente cefali, aguglie, latterini e cefalopodi. i giovani sono più opportunisti e si nutrono anche di piccoli crostacei e molluschi: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.