
Delfino comune
Delphinus delphis
Cetaceo odontoceto dal corpo estremamente affusolato ed elegante, caratterizzato sul fianco da un disegno cromatico a clessidra con una porzione anteriore giallo-ocra o senape e una posteriore grigio-chiara. Presenta un dorso scuro, un caratteristico disegno a triangolo rovesciato situato sotto la pinna dorsale falcata, e il ventre bianco. Nuotatore velocissimo (fino a 65 km/h), è noto per i suoi salti spettacolari e per il comportamento curioso di "bow-riding" sull'onda di prua delle barche. Comunica ed interagisce socialmente emettendo una vasta gamma di segnali acustici, tra cui click per l'ecolocalizzazione (0,2-150 kHz), burst e fischi modulati (3-24 kHz). Nel bacino ligure-provenzale è ormai molto raro e dall'alto Adriatico è quasi del tutto scomparso. La gestazione dura circa 11 mesi. Le nascite avvengono prevalentemente in estate (nell'emisfero nord, tra giugno e settembre), con il parto di un unico piccolo lungo circa 80-100 cm e pesante circa 10 kg. Lo svezzamento e l'allattamento durano tra i 14 e i 19 mesi (fino a 2 anni). La maturità sessuale viene raggiunta dalle femmine tra 6 e 7 anni e dai maschi tra 5 e 12 anni. È una specie altamente gregaria che vive in gruppi dinamici di 10-30 individui, ma che può riunirsi in scuole di centinaia o migliaia di esemplari, mantenendo legami sociali molto stretti e duraturi, in particolare nelle aree di nursery tra madri e cuccioli. Gli avvistamenti in Italia sono rari ed estremamente localizzati, concentrati tutto l'anno principalmente presso l'isola d'Ischia (Canyon di Cuma), l'isola di Lampedusa, lo Stretto di Messina, e il Canyon di Castelsardo nel Golfo dell'Asinara. Le attività di dolphin watching in natura devono essere svolte nel rigoroso rispetto dei codici di condotta per evitare disturbi, procedendo a velocità costante e mantenendosi a distanza di sicurezza. I cittadini possono partecipare alla ricerca scientifica (Citizen Science) inoltrando le proprie segnalazioni tramite le schede dell'Istituto Tethys, l'applicazione Marine Ranger (sviluppata dal progetto LIFE DELFI) o l'app SEAWatcher (INFO/RAC). In caso di spiaggiamento o di animale in difficoltà, è prioritario allertare immediatamente il numero 1530 della Guardia Costiera o il 1515 (in Sardegna risponde il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione) per attivare il Rescue Team della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina (come il CRAMA all'Asinara o il CRTM Laguna di Nora), evitando assolutamente di toccare l'esemplare per motivi di sicurezza e di igiene sanitaria.
Carta d'identità
Scheda tecnica
- Nome scientifico
- Delphinus delphis
- Famiglia
- Delphinidae (ordine Cetartiodactyla, infraordine Cetacea, odontoceti: cetacei provvisti di denti).
- Habitat
- Specie ad ampia distribuzione che predilige acque temperate e tropicali-calde (con un intervallo termico superficiale ottimale tra 10 °C e 20 °C). Utilizza sia ambienti pelagici di scarpata continentale sia acque costiere poco profonde, mostrando una spiccata affinità per aree ad alta complessità topografica come canyon sottomarini, seamount e zone di upwelling. Compie ampi spostamenti sia nictemerali che stagionali. Le sue immersioni tipiche per la respirazione in superficie durano meno di 2 minuti, ma per alimentarsi è in grado di immergersi a profondità comprese tra 250 e 300 metri per una durata superiore a 8-10 minuti.
- Alimentazione
- È un predatore opportunista generalista con regime prevalentemente ittiofago. La sua dieta si basa su piccoli pesci epipelagici (pesce azzurro di superficie come acciughe, sardine, aringhe, sauri, sgombri) e mesopelagici (come i pesci lanterna Myctophidae, e naselli a comportamento nictemerale), integrati da cefalopodi (calamari, seppie, polpi) e crostacei. Consuma mediamente 5-6 kg (fino a 8-9 kg) di cibo al giorno. Caccia in modo cooperativo, coordinando il branco per compattare i pesci contro la superficie o barriere sottomarine. Per localizzare le prede e navigare utilizza l'ecolocalizzazione (biosonar) emettendo clicks ad alta frequenza (da 0,2 a 150 kHz) e burst (rapide serie di clicks).
- Stato IUCN
- Rischio minimo (LC) a livello globale (valutazione del 20/10/2020), ma la sottopopolazione del Mediterraneo («inner Mediterranean») è In pericolo (EN) (SeaLifeBase: «Mediterranean population: IUCN 2010: EN, A2abc»), per un drastico declino demografico stimato tra il 50% e il 66% nelle ultime tre generazioni.
Distribuzione in Italia
Mari e zoneTirreno, Ionio, Sardegna, Sicilia, Atlantico
Chi è
Nonostante il suo nome evochi una presenza scontata, il delfino comune (Delphinus delphis) è oggi uno degli abitanti più rari ed elusivi dei nostri mari, un affascinante "fantasma" del Mediterraneo. Questo magnifico cetaceo odontoceto appartiene alla famiglia dei Delphinidae (sottordine Odontoceti, ordine Cetartiodactyla). Fino alla metà del Novecento era la specie dominante del nostro bacino, ma negli ultimi decenni ha subito un declino demografico catastrofico che lo ha portato vicino all'estinzione in gran parte d'Italia.

Gli adulti di questa specie raggiungono una lunghezza compresa tra 1,9 e 2,5 metri (con una media tipica di circa 2 metri) e un peso che negli esemplari mediterranei si aggira sugli 80-100 kg, con un massimo pubblicato per la specie di 135 kg. Sebbene a livello globale alcune popolazioni oceaniche possano raggiungere dimensioni superiori, gli esemplari del Mediterraneo mantengono una corporatura agile e scattante. Caratterizzati da un ciclo biologico a lento accrescimento, possiedono una notevole longevità, potendo superare i 30 anni, con segnalazioni non confermate fino a 40.
Come riconoscerlo
Il delfino comune presenta un corpo eccezionalmente snello, slanciato ed elegante, caratterizzato da un capo piccolo e da un rostro lungo e sottile che ospita fino a 110 denti piccoli e acuminati per singola fila. Il dorso è grigio scuro o nerastro, mentre il ventre tende al bianco panna.
Il vero "marchio di fabbrica" della specie è il peculiare disegno laterale: sui fianchi sfoggia una vistosa macchia a forma di clessidra o "8 rovesciato" a contrasto netto, in cui la porzione anteriore (toracica) è di una tonalità giallo ocra o senape brillante, mentre la metà posteriore è grigio chiaro. Immediatamente al di sotto della pinna dorsale — che è falcata e presenta spesso una chiazza chiara al centro — si sviluppa una sella scura che disegna un caratteristico triangolo rovesciato o a "V" con il vertice rivolto verso il basso.
Per evitare errori sul campo, è importante distinguerlo dalle specie simili con cui condivide il mare:
La stenella striata (Stenella coeruleoalba) ha dimensioni simili, ma si distingue nettamente perché priva della colorazione giallo-ocra; presenta invece una colorazione grigio ardesia con una caratteristica striatura scura longitudinale che parte dall'occhio e corre lungo il fianco.
Il tursiope (Tursiops truncatus) è invece inconfondibile per le sue dimensioni nettamente maggiori e robuste (raggiunge i 3,8 metri di lunghezza e fino a 650 kg), per il suo rostro corto e tozzo e per la sua colorazione grigia omogenea, priva di contrasti marcati sui fianchi.
Habitat e abitudini

Il delfino comune predilige le acque temperate e calde di tutto il mondo, con temperature superficiali ottimali comprese tra i 10 °C e i 20 °C. Si adatta con grande flessibilità a utilizzare sia habitat pelagici di scarpata continentale (su fondali alti) sia aree sottocosta. Le sue immersioni durano solitamente meno di due minuti, ma per alimentarsi è in grado di compiere immersioni profonde, rimanendo sott'acqua fino a 8-10 minuti e raggiungendo profondità comprese tra 250 e 300 metri.
La sua dieta si basa su piccoli pesci pelagici di superficie come sardine, acciughe, aringhe, sauri e sgombri, integrati con pesci mesopelagici di profondità e cefalopodi quali calamari, seppie e polpi. Un adulto consuma mediamente 5-6 kg di cibo al giorno. La caccia è un'attività altamente cooperativa, condotta coordinando il gruppo per compattare i banchi di pesce contro la superficie dell'acqua o lungo i margini della scarpata continentale.
La struttura sociale è di tipo "fissione-fusione", dinamica e fluida. Nelle acque intorno a Ischia è stato documentato un comportamento sociale molto stabile, con un nucleo di femmine riproduttive che mantengono forti legami di associazione per oltre cinque anni all'interno di aree di nursery, utilizzate appositamente per partorire e allevare i piccoli.
I delfini comuni sono estremamente vocali. Utilizzano clicks ad alta frequenza (da 0,2 a 150 kHz) per l'ecolocalizzazione (il loro biosonar), rapidi burst (serie di click prodotti in rapida successione usati per la comunicazione) e fischi modulati (da 3 a 24 kHz). I fischi funzionano come veri e propri "fischi-firma" individuali, equivalenti ai nostri nomi propri, che consentono a ciascun individuo di farsi riconoscere. I cuccioli impiegano circa un anno di vita per apprendere il proprio fischio caratteristico.
🛟 Conservazione e rapporto con l'uomo
La sottopopolazione del Mediterraneo interno ("inner Mediterranean subpopulation") ha subito un declino demografico catastrofico, stimato in oltre il 50-66% nell'arco delle ultime tre generazioni, ed è formalmente classificata come In Pericolo (Endangered) nella Lista Rossa dell'IUCN. Lungo le coste di Israele, la popolazione locale è considerata in pericolo di estinzione (Critically Endangered).
Le principali minacce antropiche includono l'overfishing e il degrado dell'habitat che sottraggono le prede alimentari; la mortalità accidentale (bycatch) in reti da posta o circuizione; l'inquinamento chimico da composti organoclorurati (PCB, DDT) e metalli pesanti, che accumulandosi nei tessuti causano immunodepressione e danni riproduttivi; il rumore subacqueo generato dal traffico navale e dalle prospezioni geofisiche, che disturba la comunicazione e il biosonar. Infine, vi è la perdita di identità genetica per ibridazione: a causa della scarsità di partner della propria specie, i delfini comuni superstiti si accoppiano spesso con le stenelle striate, generando ibridi fertili e rischiando la completa assimilazione genomica (diluizione genetica) della specie nel Mediterraneo.
La specie è tutelata dall'Allegato IV della Direttiva Habitat dell'UE (protezione rigorosa), dall'Appendice II della CITES, dall'Appendice I della Convenzione di Bonn/CMS (per il Mediterraneo), dall'Appendice II della Convenzione di Berna, dall'Allegato II del Protocollo SPA/BD della Convenzione di Barcellona, dagli accordi regionali ACCOBAMS e ASCOBANS, e in Italia è protetta ai sensi della Legge Nazionale n. 157/1992.
In caso di avvistamento da diporto, è fondamentale navigare rispettando le distanze di sicurezza previste dal codice di condotta (almeno 100 metri, velocità costante e senza tagliare la rotta degli animali). In caso di spiaggiamento o difficoltà, allertate immediatamente la Guardia Costiera al numero d'emergenza 1530. È di vitale importanza NON toccare l'animale per motivi sanitari e attendere l'intervento del Rescue Team della rete regionale per la salvaguardia della fauna marina, come il CRAMA in Sardegna o il CRTM Laguna di Nora.
⛵ Come avvistarlo
In Italia, le aree con presenza più regolare includono il Golfo di Napoli, presso l'Isola d'Ischia, dove frequentano tutto l'anno le testate costiere del Canyon di Cuma. Un altro sito strategico nel nord della Sardegna, all'interno del Santuario Pelagos, è il Canyon di Castelsardo (Golfo dell'Asinara), dove sono stati recentemente monitorati branchi composti da 50-70 individui, ricchi di madri e cuccioli. Altre zone di transito includono lo Stretto di Messina (con picco a dicembre) e le acque della Sicilia meridionale (isole Pelagie/Lampedusa, Eolie ed Egadi).
Il delfino comune è un nuotatore velocissimo (può superare i 40-65 km/h) ed è in grado di compiere acrobazie mozzafiato, esibendosi in salti coordinati che superano i 3 metri fuori dall'acqua. Adora affiancare le barche per praticare il bow-riding, ovvero cavalcare l'onda di prua delle barche o l'onda di pressione generata dalle grandi balene.
I ricercatori utilizzano la tecnica della foto-identificazione della pinna dorsale (analizzandone graffi e tacche) per censire gli individui, mappandone storicamente 94 a Ischia e oltre 90 nel Canyon di Castelsardo. Chiunque si trovi in mare può partecipare attivamente alla loro tutela inoltrando le proprie segnalazioni attraverso l'applicazione Marine Ranger, sviluppata nell'ambito del progetto LIFE DELFI.
Lo sapevi che…

L'affresco di Knossos: Il delfino comune è l'archetipo culturale di tutti i cetacei. È proprio questa la specie immortalata nei celebri affreschi risalenti a 3.500 anni fa sulle pareti dell'antico palazzo di Cnosso, sull'isola di Creta, oltre ad essere il soggetto più raffigurato nelle monete e nelle ceramiche dell'antica Grecia e dell'epoca romana.
La clessidra dell'amicizia e dell'ibrido: Quando un delfino comune si ritrova isolato a causa del drastico calo demografico, non sopporta la solitudine sociale. Per sopperire alla mancanza di partner, si unisce stabilmente a branchi di stenelle o tursiopi (il cosiddetto "social buffering"). Questa disperata ricerca di socialità ha portato alla nascita di ibridi fertili che rischiano, nel tempo, di far scomparire la specie per assimilazione genomica.
Sesso per puro divertimento: Insieme agli esseri umani e a pochissimi altri primati, i delfini comuni si accoppiano regolarmente anche al di fuori della stagione riproduttiva e senza fini procreativi, ma per puro divertimento, gioco e per consolidare i legami sociali all'interno del gruppo. Il corteggiamento è preceduto da una fase di tenerezza in cui i partner si sfregano reciprocamente le pinne pettorali.
Un nome scritto nell'acqua: Ogni delfino comune possiede una firma vocale acustica unica ed esclusiva: un fischio modulato che funge a tutti gli effetti come un nome proprio. I piccoli nel loro primo anno di vita dedicano enormi sforzi ad apprendere e perfezionare il proprio personale fischio-firma per presentarsi ed essere riconosciuti dal resto della comunità.
Domande frequenti su Delfino comune
Dove vive la specie Delfino comune?
Specie ad ampia distribuzione che predilige acque temperate e tropicali-calde (con un intervallo termico superficiale ottimale tra 10 °C e 20 °C). Utilizza sia ambienti pelagici di scarpata continentale sia acque costiere poco profonde, mostrando una spiccata affinità per aree ad alta complessità topografica come canyon sottomarini, seamount e zone di upwelling. Compie ampi spostamenti sia nictemerali che stagionali. Le sue immersioni tipiche per la respirazione in superficie durano meno di 2 minuti, ma per alimentarsi è in grado di immergersi a profondità comprese tra 250 e 300 metri per una durata superiore a 8-10 minuti. Diffuso in: Tirreno, Ionio, Sardegna, Sicilia, Atlantico.
Quanto è grande Delfino comune?
Taglia media: gli adulti misurano tra 1,9 e 2,5 metri (media circa 2 metri); le femmine restano più piccole (massimo 230 cm) dei maschi (massimo 260 cm). Peso massimo: il peso adulto medio è intorno agli 80 kg (AnAge; NOAA indica circa 77 kg di media); il massimo pubblicato per la specie è 135 kg (SeaLifeBase). Altre fonti riportano un intervallo più ampio, 80-235 kg, con 80-150 kg come valore comune.
Di cosa si nutre Delfino comune?
È un predatore opportunista generalista con regime prevalentemente ittiofago. La sua dieta si basa su piccoli pesci epipelagici (pesce azzurro di superficie come acciughe, sardine, aringhe, sauri, sgombri) e mesopelagici (come i pesci lanterna Myctophidae, e naselli a comportamento nictemerale), integrati da cefalopodi (calamari, seppie, polpi) e crostacei. Consuma mediamente 5-6 kg (fino a 8-9 kg) di cibo al giorno. Caccia in modo cooperativo, coordinando il branco per compattare i pesci contro la superficie o barriere sottomarine. Per localizzare le prede e navigare utilizza l'ecolocalizzazione (biosonar) emettendo clicks ad alta frequenza (da 0,2 a 150 kHz) e burst (rapide serie di clicks).



