Torpedine ocellata (Torpedo torpedo): esemplare fotografato
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Torpedine ocellata

Torpedo torpedo

La Torpedine ocellata si riconosce facilmente per il corpo appiattito a forma di disco sub-circolare, privo di scaglie o denticoli dermici. Sul dorso (di colore marrone o rossastro) presenta caratteristiche macchie azzurre, dette ocelli, solitamente 5 e disposte simmetricamente (tre davanti e due dietro) e circondate da anelli scuri e chiari. Si tratta di un predatore da agguato, notturno e solitario: passa le giornate insabbiato sul fondo ed emerge di notte per cacciare, utilizzando una coppia di organi elettrici a forma di fagiolo situati nelle pinne pettorali per scaricare fino a 200 volt. Questo meccanismo è letale per i piccoli pesci e serve anche da difesa; per un uomo, la scossa è dolorosa e può disorientare, ma non costituisce un pericolo letale.

Carta d'identità

Circa 30 cm per gli esemplari maschi e 39 cm per le femmine.Taglia media
Le fonti non registrano un record di peso massimo assoluto globale, tuttavia gli studi riportano femmine pesanti fino a 1,25 kg per circa 40 cm di lunghezza.Peso massimo
Oltre i 10 anni di vita.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Torpedo torpedo
Famiglia
Torpedinidae.
Habitat
Specie demersale o bentonica, predilige substrati morbidi come fondali sabbiosi, fangosi o le praterie di fanerogame (es. Posidonia oceanica). Vive tipicamente in acque costiere poco profonde, tra i 2 e i 70 metri, sebbene eccezionalmente sia stata individuata fino a 400 metri di profondità.
Tecniche di pesca
  • Essendo una specie priva di valore economico o sportivo, non esiste una pesca a lei mirata; le interazioni con i pescatori avvengono esclusivamente in forma di bycatch (catture accidentali). Le tecniche e gli attrezzi in cui incappa più di frequente sono:
  • Reti a strascico di fondo (bottom trawls), responsabili della maggior parte delle catture accidentali a livello commerciale.
  • Reti da posta fisse e tramagli (set nets e trammel nets), che intrappolano gli esemplari bentonici che nuotano a ridosso del fondo.
  • Palangari di fondo (palamiti), attratta occasionalmente dalle esche depositate sul substrato.
Alimentazione
Essenzialmente piscivora, si nutre di piccoli e medi pesci ossei bentonici o bentopelagici come sogliole, aringhe, triglie, ghiozzi, gronghi e dragoncelli. Gli esemplari giovani presentano una dieta più varia che include anche invertebrati come crostacei e policheti.
Stato IUCN
VU (Vulnerable / Vulnerabile) - Classificata in questa categoria a causa di un calo della popolazione stimato tra il 30% e il 49% negli ultimi 30 anni, dovuto all'elevata pressione della pesca (catture accidentali o bycatch) e al degrado degli habitat costieri.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immaginate di passeggiare a piedi nudi in pochi centimetri d'acqua e... ZAP! Siete appena stati colpiti da una scarica da 200 volt. Benvenuti nel mondo della torpedine ocellata o torpedine comune (Torpedo torpedo), un vero e proprio accumulatore di energia vivente della famiglia dei Torpedinidae.

Torpedine ocellata (Torpedo torpedo): esemplare su sfondo bianco

Non si tratta di un colosso del mare: i maschi si fermano mediamente attorno ai 30 cm di lunghezza, mentre le femmine, più robuste, raggiungono i 39 cm. I record assoluti parlano di 60 cm per gli esemplari più grandi. È un animale che ama prendersela comoda, cresce lentamente e può superare agilmente i 10 anni di vita.

Come riconoscerlo

Torpedine ocellata — Come riconoscerlo

Il suo corpo è inconfondibile, appiattito a forma di disco quasi circolare: in pratica, testa, tronco e pinne pettorali sono fuse insieme in un unico blocco, seguito da una coda tozza e corta con due pinne dorsali e una grande pinna caudale a triangolo smussato. Scordatevi le squame: la sua pelle è completamente liscia e morbida.

Il dorso varia dall'arancio ruggine al marrone scuro, mentre la pancia è di un delicato bianco panna. Ma il suo segno di riconoscimento per eccellenza sono gli ocelli: meravigliose macchie blu, circondate da anelli scuri e chiari, che sembrano veri e propri occhi dipinti. Di solito sono cinque (tre posizionati davanti e due dietro), ma la natura è bizzarra e si possono trovare esemplari senza macchie o con ben nove ocelli.

Non va confusa con la cugina, la torpedine marmorata (Torpedo marmorata): quest'ultima, come dice il nome, ha un dorso screziato e marmorizzato, ma non possiede mai i bellissimi ocelli blu. Lungo le nostre coste i pescatori l'hanno battezzata in mille modi per descrivere il tremore della sua scossa: in Italia potreste sentirla chiamare strompigliola, tremmula ucchiata, tremoja, tremola o arcisa.

Habitat e abitudini

Torpedine ocellata — Habitat e abitudini

Questa specie bazzica l'Oceano Atlantico orientale (dal Golfo di Biscaglia giù fino all'Angola) e tutto il Mar Mediterraneo. Ama la vita costiera, sguazzando nei bassi fondali tra i 2 e i 70 metri, anche se in casi eccezionali può scivolare fino a 400 metri di profondità. Essendo un animale bentonico (ovvero legato alla vita sul fondo marino), predilige i substrati morbidi come sabbia, fango e praterie di Posidonia oceanica.

È decisamente notturna e solitaria: di giorno se ne sta insabbiata mimetizzandosi alla perfezione per risparmiare energie, mentre di notte entra in azione. È un formidabile predatore d'agguato: avverte la presenza delle prede grazie a recettori di campi elettrici, poi le fulmina scaricando l'energia accumulata nei suoi due organi elettrici a forma di fagiolo posti ai lati della testa. Mangia soprattutto pesciolini di fondale (sogliole, triglie, ghiozzi) che ingoia interi partendo dalla testa.

La riproduzione è ovovivipara: le uova si schiudono dentro la madre e i piccoli (da 3 a 28) si sviluppano per 4-8 mesi, nutriti dal tuorlo e da uno speciale "latte uterino" (istotrofo). Nascono a fine estate, già pronti e "carichi" per la vita solitaria.

Pesca e rapporto con l'uomo

Torpedine ocellata — Pesca e rapporto con l'uomo

Non ci sono pescatori che escono in mare con l'intento specifico di prendere torpedini. Finiscono quasi sempre vittima delle catture accidentali (il cosiddetto bycatch) in reti a strascico, tramagli e palamiti da fondo destinati ad altre specie.

Essendo prive di valore commerciale o sportivo, le torpedini catturate vengono per lo più rigettate in mare, ma molte purtroppo non sopravvivono allo stress e alle ferite provocate dagli attrezzi. Tutto questo, unito alla continua distruzione degli habitat costieri in cui vive, ha causato un grave declino: nel Mediterraneo la popolazione è calata del 30-49% negli ultimi trent'anni, motivo per cui oggi la specie è classificata come Vulnerabile (VU) nella Lista Rossa mondiale dell'IUCN.

A tavola

Torpedine ocellata — A tavola

Parliamoci chiaro da marinai: la carne della torpedine ha scarsa appetibilità. Essendo di poco conto per il palato, non la troverete quasi mai sui banchi del pesce, poiché viene costantemente scartata dai pescatori professionisti.

Se per qualche motivo incrociate una torpedine in un mercato locale, per valutarne la freschezza dovete guardare la pelle (che deve essere priva di squame, viscida, integra e non rovinata) e i colori degli ocelli, che devono risultare ancora vividi e brillanti.

Il consiglio spassionato del pescatore? Trattandosi di una specie minacciata e non prelibata, se vi entra in rete la cosa più saggia è slamare con attenzione e rimetterla subito a nuotare! Ma se proprio vogliamo cercare una ricetta "classica", dobbiamo viaggiare indietro nel tempo: il celebre Ippocrate raccomandava di mangiarne la carne arrostita come cura contro asma e idropisia. Più una medicina che una pietanza!

Lo sapevi che…

Torpedine ocellata — Lo sapevi che…
  • Il primo elettroshock della storia: nel I secolo d.C., il medico romano Scribonio Largo curava il mal di testa e la gotta dei pazienti usando torpedini vive. Piazzava il pesce sulla fronte o sotto la pianta del piede del malato, lasciandolo lì finché la scossa elettrica non intorpidiva completamente la zona attenuando il dolore!
  • Paralisi linguistica: la parola "torpedine" deriva dal latino torpere, che significa intorpidire, irrigidire o essere paralizzati, proprio per descrivere l'effetto immediato della sua scossa. Da qui prende il nome anche il famigerato missile sottomarino ("torpedo" in inglese) inventato a scopo militare.
  • Un filosofo fulminante: Platone paragonò Socrate proprio a una torpedine. Il motivo? Con la sua retorica pungente e le sue domande difficili, il filosofo riusciva a stordire, confondere e paralizzare l'anima e la lingua dei suoi interlocutori.
  • La dieta di Galeno: il famoso medico dell'antichità Galeno consigliava la torpedine come l'unico pesce cartilagineo adatto all'alimentazione dei fanciulli affetti da epilessia.
  • Fantasmi elettrici: di solito hanno 5 ocelli, ma la natura è piena di sorprese. Oltre alle varianti con ben nove macchie pescate in Francia, in Tunisia è stato addirittura catturato uno straordinario esemplare femmina completamente albino.

Domande frequenti su Torpedine ocellata

Dove vive la specie Torpedine ocellata?

Specie demersale o bentonica, predilige substrati morbidi come fondali sabbiosi, fangosi o le praterie di fanerogame (es. Posidonia oceanica). Vive tipicamente in acque costiere poco profonde, tra i 2 e i 70 metri, sebbene eccezionalmente sia stata individuata fino a 400 metri di profondità. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Torpedine ocellata?

La taglia media è di Circa 30 cm per gli esemplari maschi e 39 cm per le femmine. e un peso massimo di Le fonti non registrano un record di peso massimo assoluto globale, tuttavia gli studi riportano femmine pesanti fino a 1,25 kg per circa 40 cm di lunghezza.

Come si pesca Torpedine ocellata?

Le tecniche più efficaci sono essendo una specie priva di valore economico o sportivo, non esiste una pesca a lei mirata; le interazioni con i pescatori avvengono esclusivamente in forma di bycatch (catture accidentali). le tecniche e gli attrezzi in cui incappa più di frequente sono: reti a strascico di fondo (bottom trawls), responsabili della maggior parte delle catture accidentali a livello commerciale. reti da posta fisse e tramagli (set nets e trammel nets), che intrappolano gli esemplari bentonici che nuotano a ridosso del fondo. palangari di fondo (palamiti), attratta occasionalmente dalle esche depositate sul substrato.

Di cosa si nutre Torpedine ocellata?

Si nutre di essenzialmente piscivora, si nutre di piccoli e medi pesci ossei bentonici o bentopelagici come sogliole, aringhe, triglie, ghiozzi, gronghi e dragoncelli. gli esemplari giovani presentano una dieta più varia che include anche invertebrati come crostacei e policheti: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.