Sciarrano (Serranus scriba): esemplare fotografato
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Sciarrano

Serranus scriba

Lo Sciarrano è un pesce ermafrodita sincrono (sviluppa contemporaneamente gonadi maschili e femminili). È facilmente riconoscibile dal corpo tozzo con 5-7 bande verticali scure, la vistosa macchia azzurro-violacea sul ventre e il capo ornato da un intricato disegno di linee blu e rosse che ricorda i caratteri della scrittura araba (da cui il nome scriba). Specie solitaria, molto territoriale e curiosa, funge spesso da "sentinella" per i polpi: staziona immobile nei pressi delle loro tane per nutrirsi opportunitisticamente degli scarti di cibo lasciati dai cefalopodi in un rapporto di commensalismo.

Carta d'identità

Tra i 15 e i 25 cm.Taglia media
Circa 0,45 kg (il record documentato è di 456,7 g).Peso massimo
16 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Serranus scriba
Famiglia
Serranidae
Habitat
Popola prevalentemente fondali costieri rocciosi e bioconcrezionati (ricchi di alghe e anfratti) e le praterie di Posidonia oceanica, spingendosi occasionalmente in substrati misti di sabbia e fango. La profondità tipica in cui vive varia dai 5 ai 30 metri, sebbene raramente possa essere rinvenuto fino a 150-200 metri.
Tecniche di pesca
  • Pesca a fondo — praticata sia dalla barca (bolentino) che direttamente dagli scogli, utilizzando esche naturali come vermi, pezzi di calamaro, paguri o granchietti.
  • Lenze a mano e palangari — per le quali si consiglia l'uso di fili in nylon resistenti (es. 0,20 mm) per evitare che i suoi denti affilati taglino i terminali, preferibilmente abbinati ad ami grandi e senza ardiglione per ridurre le ferite (pratica del catch and release).
  • Pesca in apnea — risulta molto facile per via dell'indole fiera e spiccatamente territoriale del pesce, che non teme il subacqueo e si lascia avvicinare (motivo per cui da alcuni "puristi" è considerata una preda poco sportiva).
  • Pesca professionale e artigianale — le catture avvengono frequentemente come specie accessoria (by-catch) mediante l'utilizzo di reti da posta (tramagli) e nasse.
Alimentazione
È un predatore carnivoro all'agguato. La sua dieta si basa su crostacei bentonici (decapodi e isopodi), piccoli pesci (latterini, ghiozzi, piccoli labridi), molluschi cefalopodi e bivalvi, nonché vermi policheti.
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo). Le popolazioni sono stabili a livello globale, anche se a livello locale (come in Mar Nero o alle Canarie) subisce la pressione della pesca costiera e il degrado ambientale.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immaginate un pesce che porta scritte in arabo sul muso, che è maschio e femmina nello stesso momento e che fa la spia per i polpi. Parliamo dello Sciarrano, battezzato dalla scienza Serranus scriba, un piccolo ma agguerrito predatore costiero che appartiene alla nobile famiglia dei Serranidae, la stessa delle grandi e maestose cernie.

Sciarrano (Serranus scriba): esemplare su sfondo bianco

Rispetto alle sue cugine giganti, lo Sciarrano ha dimensioni decisamente più contenute: in genere lo incontriamo tra i 15 e i 25 centimetri, anche se qualche esemplare da record, magari il "nonno" della scogliera, è arrivato a toccare i 36 centimetri per quasi mezzo chilo di peso. E a proposito di nonni, la sua longevità è sorprendente per un pesce così piccolo, potendo vivere fino a 16 anni.

Come riconoscerlo

Sciarrano — Come riconoscerlo

Se lo incontrate sott'acqua, lo Sciarrano si fa notare. Ha un corpo ovale e un po' tozzo, compresso sui lati, con un muso a punta e una bocca decisamente grande, armata non solo di dentini ma anche di veri e propri "canini" aguzzi. Il suo mantello è un capolavoro di mimetismo e colore: il dorso va dal rossiccio al bruno, attraversato da 5-7 bande verticali scure che si sdoppiano verso il basso. Ma la sua vera firma d'autore sono due: la vistosa macchia azzurro-violacea sul ventre e, soprattutto, quel meraviglioso e intricato labirinto di linee azzurre e rosse sulla testa che ricorda i caratteri della scrittura araba o ebraica (da cui il nome scriba). Le pinne pettorali e ventrali sono gialle, e la coda ha un margine dritto o appena arrotondato.

Potreste confonderlo facilmente con due parenti stretti: la Perchia (Serranus cabrilla) e il Sacchetto (Serranus hepatus). Per non farvi ingannare, guardate il corpo: la Perchia è più affusolata, ha due evidenti strisce orizzontali (una attraversa l'occhio) e le manca sia la macchia blu sul ventre sia la "scrittura" sul muso. Il Sacchetto, invece, è ancora più tozzo e si riconosce al volo per una netta macchia nera al centro della pinna dorsale, che lo Sciarrano non possiede.

Essendo frequentatore di tutte le nostre coste, i pescatori gli hanno affibbiato decine di nomi dialettali. A Genova lo chiamano Luxerna, a Livorno Boccaccia, a Civitavecchia e a Napoli Perchia (generando non poca confusione con l'altra specie!), in Calabria Buddaci o Vuddaci, a Taranto Ganala o Cannusu, a Venezia Donzela o Sperga, e in Sicilia Precchia o Pisu.

Habitat e abitudini

Sciarrano — Habitat e abitudini

È un pesce di casa nostra: popola in abbondanza il Mediterraneo, il Mar Nero e l'Atlantico orientale (dal Golfo di Biscaglia al Senegal). Ama l'acqua bassa, stabilendosi di solito tra i 5 e i 30 metri di profondità, sebbene qualche avventuriero si spinga fino a 150-200 metri. I suoi "quartieri" preferiti sono i fondali rocciosi ricchi di anfratti e le praterie di Posidonia oceanica.

Lo Sciarrano è un cacciatore solitario, fieramente territoriale e con abitudini diurne, particolarmente attivo all'alba e al tramonto. Applica la tecnica dell'agguato ("sit and wait"): sta immobile mimetizzato sul fondo e, appena individua una preda, fa uno scatto fulmineo. Si nutre con voracità di crostacei (granchi e gamberi), piccoli pesci (come ghiozzi, latterini e giovani labridi), molluschi e vermi.

Curiosissima la sua vita amorosa: è un ermafrodita sincrono, ovvero sviluppa sia le gonadi maschili che quelle femminili contemporaneamente. Si riproduce in primavera ed estate (maggio-agosto), ma sulle età della prima maturità sessuale le fonti litigano: chi dice che siano pronti già a 1-2 anni, chi invece sostiene che debbano aspettare il quarto anno di vita. Probabilmente dipende da dove vivono e dalla pressione di pesca.

Pesca e rapporto con l'uomo

Sciarrano — Pesca e rapporto con l'uomo

Commercialmente parliamo di un pesce "povero", catturato come preda accessoria (by-catch) dai pescatori artigianali con tramagli, reti da posta e nasse, o pescato a bolentino dagli sportivi con lenze innescate a vermi o pezzetti di calamaro. A livello sportivo, per chi pratica la pesca in apnea, è un bersaglio quasi banale: essendo molto curioso e sfrontato nel difendere il suo territorio, non fugge davanti al subacqueo, motivo per cui i "puristi" della fiocina lo snobbano, considerandolo una preda troppo facile e poco sportiva.

Lo stato di conservazione globale lo classifica a Rischio Minimo (Least Concern). Tuttavia, la continua pressione della pesca sportiva costiera potrebbe minacciarlo a livello locale, tanto che in luoghi come le Isole Canarie è tenuto sotto stretta osservazione. E se vi venisse voglia di metterlo in acquario, rassegnatevi: è aggressivo, sbrana qualsiasi coinquilino più piccolo e richiede acqua refrigerata, altrimenti si stressa e si ammala.

A tavola

Sciarrano — A tavola

Le sue carni sono magre, bianche, sode e digeribilissime, ricche di proteine, omega-3 e sali minerali. Per valutarne la freschezza al banco, c'è un trucco infallibile da pescatore: osservate la macchia azzurro-violacea sul ventre. Negli esemplari freschissimi è brillante, ma sbiadisce e scompare quasi del tutto poco dopo la morte.

Il consiglio d'oro prima di metterlo in padella è armarsi di pazienza: ha squame piccolissime, sottili e taglienti che vanno raschiate via con cura maniacale, altrimenti vi ritroverete una sgradevole "sabbiolina" nel piatto. E siccome ha molte lische, le preparazioni ideali sono due. La prima è la zuppa di pesce: a Livorno (dove lo chiamano Boccaccia) è uno dei pesci di scoglio obbligatori e certificati per il vero Cacciucco 5C, perché le sue teste e le lische, ricche di collagene, vengono passate al passaverdure regalando un brodo denso e saporitissimo. La seconda è la frittura: nel fritto misto di paranza, l'olio bollente rende le sue spinette croccanti ed edibili. Se trovate esemplari più grandicelli, sfilettateli per condire una golosa pasta (come le Mezzemaniche con perchie e pomodorini) oppure cuoceteli interi al cartoccio con olive, aglio e rosmarino per mantenere la carne succosa.

Lo sapevi che…

Sciarrano — Lo sapevi che…
  • La spia del polpo: Pescatori e subacquei lo sanno bene. Se vedete uno Sciarrano immobile che fissa un anfratto, preparatevi: lì dentro c'è un polpo! Lo Sciarrano infatti fa da "sentinella" opportunista, aspettando fuori dalla tana del cefalopode per rubargli i rimasugli di conchiglie e granchi sminuzzati.
  • Chi imbroglia in amore viene scaricato: Durante l'accoppiamento, che avviene al tramonto, la coppia fa letteralmente a turno ("egg trading"). Uno fa la femmina e rilascia un pacchetto di uova, l'altro fa il maschio e le feconda; poi si scambiano i ruoli. Se però uno dei due fa il furbo (il "cheater") e si rifiuta di rilasciare le uova quando è il suo turno, il partner interrompe immediatamente il corteggiamento e se ne va indignato.
  • L'inganno delle prede: I piccoli labridi (come il tordo ocellato) sanno di essere nel suo menù. Quando vedono arrivare uno Sciarrano, si mettono di traverso e rizzano al massimo le pinne dorsali e ventrali. Così facendo sembrano improvvisamente più "larghi" e lo Sciarrano, avendo una bocca limitata, rinuncia a inghiottirli.
  • Stazione di pulizia: Nonostante la sua indole aggressiva, in alcune occasioni lo Sciarrano si mette in verticale, a testa in giù, sospendendo ogni ostilità per farsi ripulire dai parassiti proprio dai piccoli labridi che di solito mangerebbe.

Domande frequenti su Sciarrano

Dove vive la specie Sciarrano?

Popola prevalentemente fondali costieri rocciosi e bioconcrezionati (ricchi di alghe e anfratti) e le praterie di Posidonia oceanica, spingendosi occasionalmente in substrati misti di sabbia e fango. La profondità tipica in cui vive varia dai 5 ai 30 metri, sebbene raramente possa essere rinvenuto fino a 150-200 metri. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Sciarrano?

La taglia media è di Tra i 15 e i 25 cm. e un peso massimo di Circa 0,45 kg (il record documentato è di 456,7 g).

Come si pesca Sciarrano?

Le tecniche più efficaci sono pesca a fondo; lenze a mano e palangari; pesca in apnea; pesca professionale e artigianale.

Di cosa si nutre Sciarrano?

Si nutre di è un predatore carnivoro all'agguato. la sua dieta si basa su crostacei bentonici (decapodi e isopodi), piccoli pesci (latterini, ghiozzi, piccoli labridi), molluschi cefalopodi e bivalvi, nonché vermi policheti: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.