Ombrina (Umbrina cirrosa): esemplare fotografato
Acqua dolcePredatoreSpecie protetta

Ombrina

Umbrina cirrosa

L'ombrina possiede un corpo allungato e lateralmente compresso, caratterizzato da un ventre piatto e un dorso molto arcuato. Si riconosce inequivocabilmente per il corto e tozzo barbiglio carnoso posto sotto il mento, l'opercolo branchiale che presenta un evidente margine nero, e la splendida livrea argenteo-bronzea attraversata da strie oblique e ondulate di colore giallo-oro e azzurro. Tende a formare piccoli branchi nella fase giovanile per poi diventare più solitaria; come altri scienidi, l'ombrina è in grado di emettere caratteristici suoni simili a un "tambureggiamento" sfruttando i muscoli associati alla vescica natatoria.

Carta d'identità

25 - 40 cm.Taglia media
Oltre gli 11,1 - 12 kg. Alcuni record storici in via eccezionale riportano esemplari fino a 30 kg.Peso massimo
Fino a 18 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Umbrina cirrosa
Famiglia
Sciaenidae.
Habitat
Specie demersale che predilige fondali sabbiosi, fangosi o misti (con presenza di rocce e praterie di alghe/poseidonia) in vicinanza delle coste. Essendo estremamente eurialina, gli esemplari giovanili frequentano spesso foci dei fiumi, lagune ed estuari. Si stabilisce a profondità tipiche comprese tra i 5 e i 50 metri, spingendosi al massimo fino a 100 metri.
Tecniche di pesca
- Surfcasting: La tecnica principe per pescare l'ombrina da riva su spiagge sabbiose; consiste nell'effettuare lanci lunghi (oltre la linea dei frangenti) alla ricerca delle buche, ed è molto fruttuosa specialmente all'alba, al tramonto, di notte o con mare in "scaduta" e acqua velata. - Pesca a fondo / Beach ledgering: Ottima sia da spiagge miste che da moli o scogliere basse. Richiede piombi ben calibrati per la corrente e inneschi di gamberi, vermi marini (arenicola, coreano) o piccoli tranci presentati su lunghi terminali in fluorocarbon. - Bolognese: Praticata con l'uso di galleggianti, si rivela produttiva soprattutto in acque calme vicino a barriere frangiflutti, foci o imboccature portuali. - Spinning alieutico: Tecnica in cui si sondano gradini e canaloni usando esche artificiali (soft bait, metal jig o minnow) fatte lavorare e recuperate molto lentamente in prossimità del fondale. - Pesca dalla barca: Viene condotta a fondo o in deriva controllata (scarroccio) per presentare l'esca in caduta verticale lungo le cigliate o i cambi di substrato (da sabbia a roccia) a distanze e batimetriche superiori rispetto alla costa.
Alimentazione
Carnivora bentofaga; utilizza il barbiglio mandibolare per scovare le prede nel sedimento. Si nutre preferibilmente di invertebrati bentonici tra cui crostacei (granchi, gamberi), molluschi (specie cannolicchi), echinodermi, vermi policheti e, talvolta, piccoli pesci pelagici.
Stato IUCN
VU (Vulnerabile). Le popolazioni sono considerate in declino (stimato fino a oltre il 30% nelle ultime 3 generazioni) a causa dell'eccessivo sforzo di pesca intensiva, delle catture accessorie e del progressivo degrado degli habitat costieri e lagunari.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Se vi dicessi che là sotto, tra la sabbia e gli scogli, c'è un pesce che passa il tempo a "suonare il tamburo", ci credereste? Eppure è proprio così. L'Ombrina, o per fare i precisini Umbrina cirrosa, appartiene alla famiglia degli Sciaenidae (scienidi), famosi in tutto il mondo proprio per questa loro dote rumorosa.

Ombrina (Umbrina cirrosa): esemplare su sfondo bianco

Siamo davanti a un predatore elegante e ricercatissimo. Di solito, quando vi capita a tiro o sul banco del pesce, misura tra i 25 e i 40 centimetri. Ma non fatevi ingannare: se trova l'ambiente giusto e riesce a schivare le reti, questo bestione può arrivare a 18 anni di età, superare il metro di lunghezza (fino a 104 cm) e sfondare la bilancia con pesi da 11-12 chili.

Come riconoscerlo

Ombrina — Come riconoscerlo

L'ombrina ha un fisico fatto apposta per raschiare il fondo: ventre piatto per appoggiarsi alla sabbia e dorso molto arcuato. La livrea è uno spettacolo: un fondo grigio-argenteo metallico attraversato da strie oblique ondulate color giallo-oro e azzurro, che la fanno sembrare striata come una tigre d'acqua.

I segni distintivi inequivocabili sono due: un bordo nero molto evidente sull'opercolo (l'osso che copre le branchie) e, soprattutto, un corto barbiglio carnoso e rigido proprio sotto il mento. Attenzione a non fare confusione con i "cugini":

  • L'Ombrina boccadoro (Argyrosomus regius): diventa un mostro di due metri, non ha il barbiglio sotto il mento e l'interno della sua bocca è, letteralmente, giallo oro.
  • La Corvina (Sciaena umbra): anche lei senza barbiglio, ma con pinne scurissime, quasi nere o marrone scuro.
  • L'Ombrina atlantica o gialla (Umbrina ronchus): molto simile, ma con pinne spiccatamente gialle.

Paese che vai, nome che trovi: se siete in Veneto o a Chioggia chiedete del corbo o pesce corvo, se siete in Sicilia cercate il crovello o cruveddu, mentre in altre zone la chiamano ombrata o lumbrina imperiali.

Habitat e abitudini

Ombrina — Habitat e abitudini

Questo pesce adora bazzicare vicino a riva, a profondità basse e bassissime, in genere tra i 5 e i 50 metri (massimo 100). Il suo terreno di caccia ideale è il fondale misto: distese di sabbia o fango interrotte da scogli, gradini, buche o praterie di Posidonia.

Essendo una specie eurialina — cioè che se ne infischia degli sbalzi di salinità — l'ombrina ama le zone torbide: la troverete spesso a curiosare vicino alle foci dei fiumi, negli estuari e dentro le lagune, specie quando è giovane. Da piccola forma branchi numerosi, ma crescendo diventa solitaria o, al massimo, fa coppia fissa.

Cosa mangia? È una carnivora bentofaga. Usa quel famoso barbiglio sotto il mento come un metal detector per scovare le prede nascoste sotto la sabbia: granchietti, gamberi, vermi marini e soprattutto molluschi come i cannolicchi. Dà il meglio di sé al tramonto, all'alba o in piena notte, specialmente quando il mare è un po' mosso ("in scaduta") e l'acqua è velata. Si riproduce in primavera inoltrata e in estate (maggio-luglio): le femmine rilasciano le uova in più riprese, e queste restano a galleggiare in mare aperto senza alcuna cura da parte dei genitori.

Pesca e rapporto con l'uomo

Ombrina — Pesca e rapporto con l'uomo

Per noi pescatori sportivi, l'ombrina è una preda di lusso. La tecnica regina per fregarla è il surfcasting: lanci lunghissimi dalla spiaggia, magari di notte, cercando le buche e i canaloni dove la corrente accumula il cibo. Si innescano vermi marini (arenicola, coreano) o gamberi freschi. È un pesce prudente, ma quando mangia parte con testate decise verso il fondo. A livello commerciale, si pesca soprattutto con reti a strascico e reti da posta (tramagli).

Sul mercato è un pesce che scotta: parliamo di un prodotto di pregio che all'ingrosso viaggia tra i 12 e i 14 euro al chilo. Proprio per questo motivo, negli ultimi anni l'acquacoltura ci si è buttata a capofitto, allevandola in mare aperto lungo il Tirreno e in Sardegna con ottimi risultati di crescita.

Purtroppo c'è un lato oscuro: l'ombrina è ufficialmente classificata come Vulnerabile (VU) nella Lista Rossa IUCN. La pesca intensiva e la distruzione delle coste, comprese le zone di foce dove va a crescere, hanno fatto calare le popolazioni selvatiche di oltre il 30% negli ultimi anni.

A tavola

Ombrina — A tavola

Le carni dell'ombrina sono tra le migliori in assoluto del Mediterraneo: sode, magrissime, ricche di Omega-3, fosforo e vitamina D, con appena 78 calorie per 100 grammi. Inoltre, ha pochissime spine. È perfetta tutto l'anno (specie se d'allevamento), ma la stagione top in natura va dalla primavera all'autunno.

Come non farsi fregare al banco: Guardate gli occhi: devono essere sporgenti e lucidi, non infossati. Le branchie rosse e brillanti. Ma il vero trucco è toccarla: un'ombrina fresca ha la pelle coperta da un leggero strato di muco trasparente e viscoso. Se è asciutta, è vecchia. Inoltre, deve essere rigida: se la prendete per la coda e la tenete in orizzontale, non deve afflosciarsi verso il basso.

In cucina: Il sapore è così delicato che coprirlo con sughi pesanti è un delitto.

  1. Al cartoccio: intera, con due fette di limone, mezzo spicchio d'aglio, un rametto di rosmarino nella pancia e in forno per 30 minuti.
  2. In padella (Tranci): scottata con una panatura leggera o accompagnata da capperi, olive nere e origano.
  3. La dritta del pescatore: Attenzione ai tempi! Cuocetela un minuto di troppo e diventerà asciutta e gommosa. Se fate il filetto, scottatelo prima dal lato della pelle ben squamata finché non diventa croccantissima (sì, la pelle si mangia ed è buonissima!), poi giratelo per pochissimi secondi dal lato della polpa.

Lo sapevi che…

Ombrina — Lo sapevi che…
  • Il batterista degli abissi: L'ombrina emette veri e propri suoni simili a un "tambureggiamento" o a grugniti. Lo fa usando dei muscoli speciali collegati alla vescica natatoria, facendola risuonare come una cassa armonica per comunicare o spaventare i rivali!
  • Il fantasma del mare: Il nome scientifico Umbrina deriva dal latino "umbra" (ombra, fantasma). Le è stato dato perché è talmente mimetica e rapida che appare e scompare sui fondali sabbiosi in una frazione di secondo, proprio come uno spettro.
  • Il salmone al contrario: Avete presente i pesci del Mar Rosso che entrano nel Mediterraneo dal Canale di Suez (la famosa migrazione lessepsiana)? L'ombrina è una delle rarissime specie "ribelli" che ha fatto esattamente il percorso inverso, migrando dal Mediterraneo per andarsi a colonizzare il Mar Rosso!
  • Il brutto anatroccolo: Quando nascono e sono lunghe meno di 3 centimetri, le piccole ombrine sono irriconoscibili. Invece di essere argentate, hanno il corpo nerastro con pinne di un bianco candido e in fortissimo contrasto. Un travestimento perfetto prima di indossare l'abito da adulte.

Domande frequenti su Ombrina

Dove vive la specie Ombrina?

Specie demersale che predilige fondali sabbiosi, fangosi o misti (con presenza di rocce e praterie di alghe/poseidonia) in vicinanza delle coste. Essendo estremamente eurialina, gli esemplari giovanili frequentano spesso foci dei fiumi, lagune ed estuari. Si stabilisce a profondità tipiche comprese tra i 5 e i 50 metri, spingendosi al massimo fino a 100 metri.. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Ombrina?

La taglia media è di 25 - 40 cm. e un peso massimo di Oltre gli 11,1 - 12 kg. Alcuni record storici in via eccezionale riportano esemplari fino a 30 kg..

Come si pesca Ombrina?

Le tecniche più efficaci sono - surfcasting: la tecnica principe per pescare l'ombrina da riva su spiagge sabbiose; consiste nell'effettuare lanci lunghi (oltre la linea dei frangenti) alla ricerca delle buche, ed è molto fruttuosa specialmente all'alba, al tramonto, di notte o con mare in "scaduta" e acqua velata. - pesca a fondo / beach ledgering: ottima sia da spiagge miste che da moli o scogliere basse. richiede piombi ben calibrati per la corrente e inneschi di gamberi, vermi marini (arenicola, coreano) o piccoli tranci presentati su lunghi terminali in fluorocarbon. - bolognese: praticata con l'uso di galleggianti, si rivela produttiva soprattutto in acque calme vicino a barriere frangiflutti, foci o imboccature portuali. - spinning alieutico: tecnica in cui si sondano gradini e canaloni usando esche artificiali (soft bait, metal jig o minnow) fatte lavorare e recuperate molto lentamente in prossimità del fondale. - pesca dalla barca: viene condotta a fondo o in deriva controllata (scarroccio) per presentare l'esca in caduta verticale lungo le cigliate o i cambi di substrato (da sabbia a roccia) a distanze e batimetriche superiori rispetto alla costa..

Di cosa si nutre Ombrina?

Si nutre di carnivora bentofaga; utilizza il barbiglio mandibolare per scovare le prede nel sedimento. si nutre preferibilmente di invertebrati bentonici tra cui crostacei (granchi, gamberi), molluschi (specie cannolicchi), echinodermi, vermi policheti e, talvolta, piccoli pesci pelagici.: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.