Carassio dorato (Carassius auratus): esemplare fotografato
Acqua dolcePredatoreAliena

Carassio dorato

Carassius auratus

Il Carassius auratus è un ciprinide privo di barbigli (a differenza della carpa comune) e dotato di una spina rigida e seghettata sulle pinne dorsale e anale. Allo stato selvatico o quando si inselvatichisce, perde la tipica livrea rosso-arancione dell'allevamento, ritornando a un mimetico grigio-bronzeo o olivastro. Animale gregarissimo ed eccezionalmente resistente, in natura si trasforma in una minaccia catastrofica per la biodiversità: divorando le uova di altre specie, strappando la vegetazione sommersa e intorbidendo l'acqua per la sua continua ricerca di cibo sul fondo (bioturbazione), devasta gli ecosistemi distruggendo l'habitat delle specie autoctone.

Carta d'identità

Compresa tra 10 cm e 25 cm.Taglia media
Raggiunge i 3,0 kg in natura.Peso massimo
Fino a 30-40 anni (è documentato un record di longevità massima di 41 anni) in condizioni ottimali.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Carassius auratus
Famiglia
Cyprinidae (Ciprinidi).
Habitat
Predilige acque dolci ferme o a scorrimento lento, come fiumi, laghi, stagni, paludi e canali con fondali ghiaioso-fangosi. Abita comunemente a una profondità compresa tra 1 e 20 metri. Tollera sbalzi termici estremi, acque torbide, inquinate e con scarsità di ossigeno sciolto.
Tecniche di pesca
Il pesce rosso non ha alcun valore per la pesca sportiva ricreativa o commerciale in Italia: la sua carne è di pessimo sapore ed è ricchissima di lische, rendendolo inutile ai fini alimentari. La cattura avviene per lo più accidentalmente pescando al colpo (con galleggiante o a fondo) con esche naturali, mentre si insidiano altri ciprinidi. A livello di gestione ambientale ed eradicazione dai bacini infestati, i biologi ricorrono spesso all'uso dell'elettro-pesca (elettrostorditore) o all'utilizzo di reti specializzate calate sotto il ghiaccio invernale, così da selezionare e rimuovere i pesci rossi senza arrecare danni alla fauna nativa.
Alimentazione
È una specie onnivora e bentivora. Si nutre in prevalenza frugando sul fondo alla ricerca di plancton, insetti, larve di zanzara o di anfibi, piccoli invertebrati (crostacei, dafnie), alghe e detriti vegetali.
Stato IUCN
LC (Rischio Minimo / Least Concern).

Distribuzione in Italia

Mari e zoneSi tratta di una specie strettamente d'acqua dolce (non presente in mari), originaria dell'Asia orientale ma introdotta e diffusasi ormai capillarmente in tutte le acque dolci interne d'Italia (es. Pianura Padana, Lago di Loppio nel Trentino).

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Dimenticate per un attimo la triste boccia di vetro sul mobile della cucina: in natura, questo pesciolino è in grado di trasformarsi in un gigante corazzato capace di produrre il proprio alcol per sopravvivere sotto il ghiaccio.

Vi presento il Carassio dorato o Pesce rosso (Carassius auratus), un robusto pesce d'acqua dolce appartenente alla grande famiglia dei Cyprinidae (Ciprinidi).

Carassio dorato (Carassius auratus): esemplare su sfondo bianco

Se in un comune acquario le sue dimensioni si fermano a circa 20-25 cm, quando viene rilasciato in ampi laghi o fiumi raggiunge taglie letteralmente mostruose, arrivando a misurare 40-48 cm di lunghezza per un peso di quasi 3 kg. Anche la sua longevità vi sorprenderà: scordatevi la tragica e breve vita da fiera di paese, un esemplare tenuto in condizioni ottimali vive mediamente dai 15 ai 40 anni, con un record assoluto documentato di ben 41 anni.

Come riconoscerlo

Carassio dorato — Come riconoscerlo

Sfatiamo subito un mito: allo stato selvatico o nelle primissime fasi di vita, il pesce rosso non è rosso! La sua livrea originaria è mimetica, di un grigio-bronzeo o bruno-olivastro con riflessi metallici. La famosa mutazione cromatica rosso-arancione avviene tra il terzo e l'ottavo mese di vita, ma solo se l'acqua supera i 18-20 °C.

Ha un corpo affusolato ma massiccio, con una bocca piccola e priva di barbigli (i caratteristici "baffetti" tattili che hanno altri pesci da fondo). Un tratto distintivo fondamentale è la presenza di una robusta spina ossea rigida e finemente seghettata all'inizio della pinna dorsale e di quella anale.

In natura è facilissimo confonderlo con la Carpa comune (Cyprinus carpio), che però è dotata di barbigli, o con i suoi cugini stretti, il Carassio comune (Carassius carassius) e il Carassio gibelio (Carassius gibelio). Le fonti litigano spesso sulla classificazione esatta tra queste tre specie, ma per distinguerli i biologi devono contare le branchiospine (piccole sporgenze sulle branchie) o guardare il peritoneo (la membrana che avvolge gli organi interni), che nell'auratus è chiaro, mentre nel gibelio è nero intenso. In Italia lo chiamano semplicemente Pesce rosso, Carassio dorato, Carassio rosso o Ciprino dorato.

Habitat e abitudini

Carassio dorato — Habitat e abitudini

È un pesce d'acqua dolce che ama gli ambienti calmi: stagni, laghi, paludi, canali e fiumi a corso lento, con fondali fangosi e ghiaiosi ricchi di vegetazione. Nuota comodamente a profondità comprese tra 0 e 20 metri. È un animale fortemente gregario, che in acquario o in natura ama vivere in branchi di almeno tre o più individui.

È un onnivoro instancabile e formidabile: mangia a tutte le ore, ma è particolarmente attivo di notte, setacciando il fondo alla ricerca di zooplancton, insetti, piccoli invertebrati, alghe, detriti vegetali e, purtroppo, anche uova e larve di altre specie.

La riproduzione è un vero spettacolo di irruenza che scatta in primavera, quando l'acqua supera i 16-18 °C. I maschi inseguono le femmine senza tregua, prendendole a testate sul ventre per stimolarle a rilasciare fino a 30.000 uova per chilo di peso corporeo!. Queste uova sono estremamente appiccicose e si incollano saldamente alle piante sommerse.

Pesca e rapporto con l'uomo

Carassio dorato — Pesca e rapporto con l'uomo

Sebbene possa abboccare per caso pescando al colpo con esche naturali, il pesce rosso ha un valore commerciale e sportivo praticamente nullo. Lo stato di conservazione globale della specie è classificato come Rischio Minimo (LC), data la sua impressionante diffusione.

Il vero problema è il suo lato oscuro: se liberato in natura, questo innocuo pesciolino diventa un devastante invasore alieno. Frugando il fondale in cerca di cibo (bioturbazione), intorbida l'acqua bloccando la luce per le piante, sradica la flora nativa e innesca fioriture di alghe tossiche con i suoi scarti. Per questo motivo, leggi regionali severissime (come in Lombardia e Friuli-Venezia Giulia) vietano l'uso del pesce rosso come esca viva e impongono il ritiro della licenza di pesca, oltre a pesanti multe, a chiunque lo ributti in acqua dopo averlo pescato.

A tavola

Carassio dorato — A tavola

Di solito qui vi parlerei di grigliate e cotture al forno, ma il consiglio del vecchio pescatore per il pesce rosso è uno solo: lasciatelo stare!

Le sue carni, infatti, sono di pessimo sapore e risultano ricchissime di lische fastidiose, rendendolo pressoché inutilizzabile per l'alimentazione umana. Non esiste una "stagione ottimale" o una preparazione classica perché non è nato per finire nel piatto. La sua domesticazione, iniziata oltre 1000 anni fa nei laghetti della Cina, aveva uno scopo unicamente sacro e ornamentale per allietare gli imperatori e i monaci buddisti, non certo per sfamare il popolo.

Lo sapevi che…

Carassio dorato — Lo sapevi che…
  • Produce il proprio alcol: Per sopravvivere in inverno nei laghi ghiacciati e privi di ossigeno, il pesce rosso è in grado di modificare il proprio metabolismo producendo etanolo (alcol) per evitare l'accumulo letale di acido lattico nei tessuti!.
  • Memoria da elefante (altro che 3 secondi): Il mito del pesce che dimentica tutto dopo tre secondi è una bufala colossale. Studi scientifici hanno dimostrato che hanno un'ottima memoria, ricordano percorsi nei labirinti per oltre un mese e possono essere addestrati a spingere leve per ottenere cibo a orari prestabiliti.
  • La boccia di vetro è fuorilegge: In città come Roma, Milano e Monza, è severamente vietato dalla legge tenere i pesci rossi nelle classiche bocce sferiche. Oltre a soffocarli per la scarsa ossigenazione, il vetro curvo dà al pesce una percezione distorta della realtà e altera i suoi sensi, configurando un vero e proprio maltrattamento animale.
  • Spuntino goliardico: Negli anni '30, tra gli studenti universitari americani (a partire da Harvard), si diffuse una bizzarra e crudele prova di coraggio che consisteva nell'inghiottire pesci rossi vivi!.

Domande frequenti su Carassio dorato

Dove vive la specie Carassio dorato?

Predilige acque dolci ferme o a scorrimento lento, come fiumi, laghi, stagni, paludi e canali con fondali ghiaioso-fangosi. Abita comunemente a una profondità compresa tra 1 e 20 metri. Tollera sbalzi termici estremi, acque torbide, inquinate e con scarsità di ossigeno sciolto.. Si tratta di una specie strettamente d'acqua dolce (non presente in mari), originaria dell'Asia orientale ma introdotta e diffusasi ormai capillarmente in tutte le acque dolci interne d'Italia (es. Pianura Padana, Lago di Loppio nel Trentino)..

Quanto è grande Carassio dorato?

La taglia media è di Compresa tra 10 cm e 25 cm. e un peso massimo di Raggiunge i 3,0 kg in natura..

Come si pesca Carassio dorato?

Le tecniche più efficaci sono il pesce rosso non ha alcun valore per la pesca sportiva ricreativa o commerciale in italia: la sua carne è di pessimo sapore ed è ricchissima di lische, rendendolo inutile ai fini alimentari. la cattura avviene per lo più accidentalmente pescando al colpo (con galleggiante o a fondo) con esche naturali, mentre si insidiano altri ciprinidi. a livello di gestione ambientale ed eradicazione dai bacini infestati, i biologi ricorrono spesso all'uso dell'elettro-pesca (elettrostorditore) o all'utilizzo di reti specializzate calate sotto il ghiaccio invernale, così da selezionare e rimuovere i pesci rossi senza arrecare danni alla fauna nativa..

Di cosa si nutre Carassio dorato?

Si nutre di è una specie onnivora e bentivora. si nutre in prevalenza frugando sul fondo alla ricerca di plancton, insetti, larve di zanzara o di anfibi, piccoli invertebrati (crostacei, dafnie), alghe e detriti vegetali.: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.