
Nacchera di mare
Pinna nobilis
La nacchera di mare è il bivalve endemico più grande del Mar Mediterraneo, caratterizzato da una conchiglia cuneiforme triangolare con un lucente strato interno madreperlaceo e dalla produzione del bisso, un fascio di filamenti proteici storicamente lavorato come "seta di mare". Come organismo sessile e ingegnere ecosistemico, crea tridimensionalità sui fondali aumentando la biodiversità e ospitando in simbiosi i crostacei Pontonia pinnophylax e Nepinnotheres pinnotheres. Priva di valore commerciale nella pesca moderna ed edule ma pericolosa da consumare poiché accumula inquinanti e patogeni in quanto filtratore, rappresenta un fondamentale bioindicatore della salute marina.
Carta d'identità
Scheda tecnica
- Nome scientifico
- Pinna nobilis
- Famiglia
- Pinnidae (Phylum: Mollusca, Classe: Bivalvia, Ordine: Pterioida / Ostreida)
- Habitat
- Substrati molli (sabbia fine, fango) e talvolta duri o maërl, da 0.5 a 60 metri di profondità; vive infossata per circa un terzo della lunghezza ed è associata principalmente alle praterie di fanerogame marine (Posidonia oceanica, Cymodocea nodosa)
- Tecniche di pesca
- Pesca e raccolta VIETATE (Nessun metodo consentito) — L'utilizzo di nasse, palangari, dragaggio o la raccolta a mano è rigorosamente proibito dalla legge in tutto il bacino mediterraneo per tutelare la specie dall'estinzione.
- Pratiche storiche (non più legali) — In passato veniva prelevata a mano dai subacquei per scopi alimentari, collezionistici o per l'estrazione manuale del bisso mediante taglio dei filamenti.
- Monitoraggio scientifico (sostitutivo ecologico) — Le uniche attività sul campo autorizzate prevedono il censimento subacqueo visivo non invasivo (SCUBA), l'installazione di collettori di larve per la riproduzione assistita e il supporto della Citizen Science per la segnalazione dei rari esemplari sopravvissuti.
- Alimentazione
- Bivalve filtratore bentonico ad alta capacità (oltre 2500 L/giorno per esemplari di ~30 cm); si nutre di detrito organico (fino al 95%), fitoplancton, micro/mesozooplancton e polline
- Stato IUCN
- CR (Critically Endangered - In pericolo critico) a causa di epidemie e mortalità di massa (MME) provocate dal parassita Haplosporidium pinnae, batteri Vibrio, micobatteri e il virus PnPV
Distribuzione in Italia
Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Mediterraneo
Chi è
Immaginatevi di nuotare sopra una prateria sommersa e di imbattervi in un gigante corazzato alto quanto un bambino, conficcato verticalmente nella sabbia come una spada nella roccia. È la nacchera di mare, nota scientificamente come Pinna nobilis (Linnaeus, 1758) e chiamata lungo i nostri litorali anche pinna comune, cozza penna, stura o castanette di mare. Appartiene alla famiglia dei Pinnidae (Phylum Mollusca, Classe Bivalvia) ed è un imponente bivalve spettacoloso.
Si tratta del bivalve più grande in assoluto del Mar Mediterraneo e del secondo più grande al mondo. Se la sua taglia media si attesta solitamente tra i 30 e i 50 cm, gli esemplari più vetusti possono raggiungere la quota record di 120 cm di lunghezza. Questo gigante dei fondali è anche straordinariamente longevo: può vivere fino a 45–50 anni, crescendo anno dopo anno e registrando la storia delle nostre acque nella sua conchiglia.

Specie endemica del Mediterraneo presente fin dal Miocene, la nacchera è un vero e proprio monumento biologico. Oggi sta attraversando la crisi epidemica più drammatica della sua storia, ma resta uno degli organismi più affascinanti e fondamentali per la salute dei nostri mari.
Come riconoscerlo
Incontrare una nacchera di mare dal vivo è un'emozione unica. La conchiglia ha una caratteristica forma cuneiforme a triangolo esoscele, con il margine posteriore arrotondato e valve sottili e leggermente asimmetriche. La superficie esterna è percorsa da circa 20 piccole costolature radiali ornate da spinaie a forma di grondaia. L'esterno sfoggia una colorazione bruno cornea, mentre l'interno è rivestito da uno strato di brillante madreperla. Vive insabbiata per circa un terzo della sua altezza, ancorata saldamente tramite un fascio di filamenti protesici. Nei soggetti vivi, il margine del mantello ha una delicata tonalità rosa pallido.
In acqua la si può confondere con la sua "sorellastra", la nacchera spinosa (Pinna rudis). Per distinguerle basta un occhio attento: Pinna rudis ha una conchiglia triangolare più spessa e robusta, presenta 5–10 costole radiali molto marcate sormontate da grandi scaglie scanalate e sporgenti, una colorazione dal marrone fulvo al rosso-bruno e il bordo del mantello di un bianco iridescente. Inoltre, mentre la nacchera di mare ama i fondali molli, Pinna rudis vive incastrata tra le rocce. Nelle zone in cui convivono sono stati segnalati persino eccezionali casi di ibridazione naturale tra le due specie.
A seconda della marineria regionale la sentirete chiamare nacchera nel Tirreno e in Sardegna, cozza penna o stura in Adriatico e castanetta di mare nelle tradizioni locali meridionali.
Habitat e abitudini

La nacchera di mare è diffusa in tutto il bacino mediterraneo: dall'Adriatico al Tirreno, dallo Ionio al Mar Ligure, fino ai contesti lagunari come la Laguna di Venezia o il Mar Piccolo di Taranto. Abita i fondali costieri tra 0,5 e 60 metri di profondità, prediligendo i substrati molli di sabbia e fango. Il suo ambiente d'elezione è rappresentato dalle praterie di fanerogame marine (Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa), ma non disdegna i fondali sabbiosi nudi o i letti di maërl.
Dal punto di vista alimentare è un filtratore bentonico instancabile, in attività giorno e notte. Un singolo esemplare adulto è in grado di filtrare oltre 2500 litri d'acqua al giorno, ripulendo la colonna d'acqua e migliorandone la trasparenza. La sua dieta si compone per il 95% di detrito organico, integrato con fitoplancton, micro e mesozooplancton e persino granelli di polline.
Pur essendo un organismo immobile e solitario, in condizioni ottimali può formare colonie ad alta densità. La sua presenza crea un vero e proprio ecosistema tridimensionale sul fondo molle: la sua conchiglia offre un substrato duro dove si insediano spugne, ricci di mare e alghe.
La riproduzione racchiude una strategia peculiare: la nacchera è un ermafrodita sequenziale. Raggiunge la maturità sessuale verso i due anni, iniziando la vita come maschio per poi sviluppare organi femminili, maturando i gameti in modo asincrono per evitare la fecondazione incrociata. I gameti vengono rilasciati in acqua, dove le larve planctoniche fluttuano per giorni prima di depositarsi sul fondo.
Pesca e rapporto con l'uomo

Parlando da marinai e biologi responsabili, il messaggio deve essere chiarissimo: la pesca e la raccolta della nacchera di mare sono RIGOROSAMENTE VIETATE. Non esistono taglie minime legali, periodi di fermo o licenze speciali. La specie gode della massima tutela internazionale ed europea, inserita nell'Allegato IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE) e nell'Allegato II della Convenzione di Barcellona. Qualsiasi prelievo, detenzione o danneggiamento costituisce un illecito perseguito con sanzioni gravissime.
Il motivo di questa totale proibizione è drammatico: la specie è classificata come In pericolo critico (CR - Critically Endangered) nella Lista Rossa IUCN. A partire dal 2016, un'epidemia di mortalità di massa (MME) diffusa in tutto il Mediterraneo ha spazzato via oltre il 95–99% delle popolazioni preesistenti. Questa moria è provocata dall'attacco combinato del parassita protozoo Haplosporidium pinnae, insieme a batteri del genere Vibrio e Mycobacterium e al picornavirus PnPV.
Oggi il rapporto tra uomo e nacchera è fatto esclusivamente di protezione e monitoraggio scientifico. Progetti europei come LIFE Pinna vedono ricercatori e subacquei impegnati nell'installazione di collettori di larve, in tentativi di riproduzione assistita in acquario e nella sorveglianza dei rari superstiti attraverso programmi di Citizen Science.
A tavola

Se vi staste chiedendo quale sia la stagione migliore per degustarla o come sceglierla al banco del pesce, la risposta è secca: a tavola non ci va e non si può acquistare. Essendo una specie protetta a un passo dall'estinzione, la vendita e il consumo della nacchera di mare sono completamente illegali.
Ma anche accantonando la legge, mangiarla sarebbe una follia per la salute. Trattandosi di un gigante filtratore che pompa migliaia di litri d'acqua al giorno, la nacchera accumula nei suoi tessuti grandi concentrazioni di inquinanti, metalli pesanti e batteri patogeni. In ecologia marina viene impiegata proprio come bioindicatore dell'inquinamento delle acque.
A titolo di semplice memoria storica e gastronomica, va ricordato che fino alla metà del Novecento – prima che scattassero i divieti – nelle comunità costiere si consumava occasionalmente il grande muscolo adduttore cucinato, mentre le parti molli rimanenti venivano usate dai pescatori come esca per la pesca. Alcuni ristoranti la servivano abusivamente nel passato recente, ma oggi l'attenzione e i controlli hanno bloccato questo bracconaggio dannoso.
Lo sapevi che…

- Dà vita alla millenaria "Seta del Mare": Dalla sua ghiandola del bisso la nacchera secerne filamenti proteici lucenti e resistenti lunghi fino a 6 cm o più. Fin dall'epoca greco-romana, questi filamenti venivano lavorati e tessuti per ottenere il bisso o seta di mare, un filato dorato e leggerissimo. A Sant'Antioco, in Sardegna, la maestra Chiara Vigo conserva ancora oggi l'antica arte di estrazione e tessitura del bisso.
- Ospita due "guardiani" dentro le valve: All'interno della conchiglia vivono quasi sempre due crostacei simbiotici: il gamberetto Pontonia pinnophylax e il granchiolino Nepinnotheres pinnotheres. Quando avverte un pericolo, si ritiene che il gamberetto avvisi il mollusco sfiorandolo o pizzicandone il mantello, spingendo la nacchera a chiudere di scatto la conchiglia!
- Possiede una proteina al manganese unica: Nel suo sangue la nacchera sintetizza una rara proteina contenente manganese nota come pinnaglobina, una curiosità biochimica quasi introvabile in altri animali!
- Un team di biologi ne ha traslocate 200 per salvarle: Durante le complesse operazioni di recupero del relitto della nave Costa Concordia all'Isola del Giglio nel 2012, i biologi marini hanno condotto un'operazione speciale trasferendo circa 200 esemplari vivi in un'area sicura per proteggerli dai lavori di cantiere!
- È una vera e propria "isola di vita" sommersa: La sua conchiglia offre un punto di ancoraggio fondamentale per decine di specie di alghe, spugne e ricci. E anche quando il mollusco muore, la conchiglia vuota continua a servire da tana e rifugio per piccoli pesci e crostacei del fondale!
Domande frequenti su Nacchera di mare
Dove vive la specie Nacchera di mare?
Substrati molli (sabbia fine, fango) e talvolta duri o maërl, da 0.5 a 60 metri di profondità; vive infossata per circa un terzo della lunghezza ed è associata principalmente alle praterie di fanerogame marine (Posidonia oceanica, Cymodocea nodosa). Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Mediterraneo.
Quanto è grande Nacchera di mare?
La taglia media è di Tipicamente compresa tra 30 e 50 cm, con una media negli adulti attorno ai 65 cm e un peso massimo di Non riportato come peso corporeo totale nelle analisi biometriche delle fonti, ma storicamente in grado di fornire fino a 1 kg di carne edule per esemplare.
Come si pesca Nacchera di mare?
Le tecniche più efficaci sono pesca e raccolta vietate (nessun metodo consentito); pratiche storiche (non più legali); monitoraggio scientifico (sostitutivo ecologico).
Di cosa si nutre Nacchera di mare?
Si nutre di bivalve filtratore bentonico ad alta capacità (oltre 2500 l/giorno per esemplari di ~30 cm); si nutre di detrito organico (fino al 95%), fitoplancton, micro/mesozooplancton e polline: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.



