Alletterato (Euthynnus alletteratus): esemplare fotografato
PelagicoPredatore

Alletterato

Euthynnus alletteratus

L'Alletterato possiede un corpo robusto, muscoloso e a forma di siluro per sostenere nuoti velocissimi; è privo di squame, fatta eccezione per il corsaletto anteriore, e mancando della vescica natatoria è costretto a nuotare costantemente per non affondare. È facilmente distinguibile per le tipiche linee scure ondulate, simili a "lettere" dell'alfabeto, presenti sulla parte posteriore del dorso, e per una serie di 3-8 caratteristiche macchie nere tondeggianti collocate sul ventre bianco, proprio nell'area tra la pinna pettorale e quella ventrale. Essendo gregario, forma branchi compatti che cacciano in superficie accerchiando il foraggio e scatenando spettacolari "mangianze", facilmente individuabili in mare aperto per la presenza di gabbiani in picchiata.

Carta d'identità

La taglia si aggira comunemente tra i 40 e gli 85 cm di lunghezza, con un peso medio che varia da 1 a 5-7 kg.Taglia media
Può superare i 15 kg di peso, con registrazioni massime documentate tra 16,5 kg e i 20 kg, sebbene gli esemplari catturati nel Mediterraneo si attestino raramente oltre i 12 kg.Peso massimo
L'aspettativa di vita massima riportata per l'alletterato è di circa 10 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Euthynnus alletteratus
Famiglia
Scombridae (sottofamiglia Scombrinae).
Habitat
È una specie epipelagica e neritica che vive preferibilmente sopra la piattaforma continentale e vicino alla costa, stazionando presso fronti termici e correnti in acque con temperature tra 24°C e 30°C, tipicamente a profondità comprese tra 1 e 150 metri.
Tecniche di pesca
Spinning in superficie: tecnica d'elezione sulle mangianze a galla, adoperando stickbait, casting jig o metal jig da 20-60g recuperati a strappi veloci per simulare pesci in fuga. Traina costiera leggera: praticata a 3-5 nodi di velocità filando a 20-50 metri dalla poppa artificiali come piccoli minnow affondanti, cucchiaini ondulanti o testine piumate. Vertical Jigging light: ideale per insidiare i pesci quando si mantengono in profondità o non affiorano, utilizzando jig metallici da 30-80g recuperati verticalmente con strappi e pause. Drifting o Light Drifting: tecnica di attesa in corrente (o ancorati), molto redditizia se impiegata con lenze calate a mezz'acqua innescando esche vive o tranci freschi di sardina, sugarello e calamaretto.
Alimentazione
È un predatore carnivoro opportunista che caccia in branco e si nutre principalmente di piccoli pesci pelagici (come sardine, alici e aringhe), cefalopodi (soprattutto calamari), crostacei e tunicati.
Stato IUCN
LC (Least Concern / Rischio minimo); la specie è abbondante e non è considerata attualmente in pericolo di estinzione.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immagina di essere costretto a correre per tutta la vita, giorno e notte, senza poterti mai fermare, pena l'annegamento. Questo è il destino dell'alletterato: essendo del tutto privo di vescica natatoria — l'organo che permette a molti pesci di galleggiare — se smette di nuotare in avanti, semplicemente va a fondo.

Parliamo del Tonnetto alletterato, nome scientifico Euthynnus alletteratus, un fiero predatore appartenente alla famiglia Scombridae e, più nel dettaglio, alla tribù dei Thunnini, i tonni veri e propri. È un vero "trattore" del mare, instancabile e muscoloso.

Alletterato (Euthynnus alletteratus): esemplare su sfondo bianco

Le sue dimensioni si aggirano comunemente tra i 40 e gli 85 centimetri, con un peso medio che varia da 1 a 5-7 chili. Qualche raro esemplare da record, tuttavia, può sfiorare il metro e venti per un peso vicino ai 20 chili. È un animale che brucia le tappe, vivendo a ritmi elevatissimi: ha un'aspettativa di vita di circa 8-10 anni.

Come riconoscerlo

Alletterato — Come riconoscerlo

Riconoscere questo siluro è facile se sai dove guardare. Ha un corpo a forma di fuso, ideale per fendere l'acqua ad altissima velocità, e una pelle liscia e priva di squame, eccezion fatta per la linea laterale e il "corsaletto", una robusta corazza di grosse squame posta subito dietro la testa. Il dorso sfoggia un blu metallico intenso, decorato nella parte posteriore da linee scure ondulate e spezzate. Ricordano davvero misteriose lettere di un alfabeto, e proprio da questi geroglifici naturali prende il nome di "alletterato".

Ma il vero marchio di fabbrica, la sua firma inconfondibile, sta sul ventre bianco-argenteo: tra la pinna pettorale e quella ventrale spiccano dalle 3 alle 8 caratteristiche macchie nere tondeggianti, simili a impronte digitali.

Nel trambusto di una pescata può capitare di confonderlo con i suoi cugini. Il giovane tonno rosso (Thunnus thynnus) gli somiglia per la forma, ma ha un dorso scuro uniforme senza le "scritte" e manca delle macchie nere sul ventre. Il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis) si distingue facilmente perché presenta bande orizzontali sulla pancia. La palamita (Sarda sarda) possiede denti aguzzi evidenti e linee scure oblique e dritte sul dorso. Infine il tombarello (Auxis rochei o Auxis thazard) sfoggia sì delle tigrature dorsali, ma non ha mai le macchie nere sul ventre e le sue due pinne dorsali sono ben separate da un largo spazio, mentre nell'alletterato sono quasi attaccate.

In Italia la fantasia dei pescatori si è scatenata coi nomi dialettali. A Viareggio lo chiamano "Sanguinaccio", a Venezia "Carcana" e a Napoli semplicemente "Alletterato". In Puglia diventa "Palametidd" a Bari e "Nzirru" a Brindisi. In Sicilia, poi, ne ha uno per ogni porto: "Tunnina" o "Allitteratu" a Messina e Reggio Calabria, "Pizziteddu" a Siracusa, e un ben eloquente "U sangusu" a Palermo.

Habitat e abitudini

Alletterato — Habitat e abitudini

L'alletterato ama il caldo e l'azione. Vive nelle acque tropicali e temperate dell'Oceano Atlantico, del Mar Nero e di tutto il Mediterraneo, ricercando costantemente temperature di superficie comprese tra i 24°C e i 30°C. Frequenta la fascia epipelagica, spingendosi dalla superficie fino a circa 150 metri di profondità. Non è un esploratore solitario degli abissi: preferisce la vita sopra la piattaforma continentale vicino alla costa, ronzando intorno a drop-off, canyon sottomarini e fronti termici dove le correnti sono vive.

È un pesce incredibilmente gregario. Si unisce in immensi banchi composti da individui di taglia simile che possono estendersi anche per 3 chilometri. Insieme, questi branchi si trasformano in macchine da guerra: braccano il foraggio e lo spingono in superficie, creando le cosiddette "mangianze", ovvero spettacolari esplosioni d'acqua ribollente segnalate a chilometri di distanza dalle picchiate dei gabbiani.

Cosa c'è nel menù? È un predatore carnivoro e opportunista: caccia principalmente piccoli pesci pelagici da branco (sardine, alici, aringhe), ma va ghiotto anche di calamari, crostacei e tunicati. È attivo soprattutto di giorno, con una spiccata propensione a farsi sotto nel pomeriggio. Per quanto riguarda la riproduzione, si affida al calore estivo: tra maggio e settembre, quando l'acqua è più calda, rilascia uova sferiche e galleggianti direttamente nella colonna d'acqua. Le larve si schiudono in appena 24 ore.

Pesca e rapporto con l'uomo

Alletterato — Pesca e rapporto con l'uomo

Per il pescatore sportivo, l'alletterato è sinonimo di adrenalina. Raggiungendo velocità di punta impressionanti (fino a 64 km/h), impone recuperi decisi e fughe mozzafiato che testano le frizioni dei mulinelli. La tecnica più esaltante è lo spinning di superficie, lanciando metal jig o stickbait (esche artificiali in metallo o resina) da 20-60 grammi a ridosso delle mangianze, con recuperi a strappi veloci per simulare un pesce in fuga. Quando i pesci non affiorano, rende molto la traina costiera leggera a 3-5 nodi con piccoli minnow e cucchiaini, oppure il light drifting a mezz'acqua, calando sardine o calamaretti inescatati in scia. Dal lato commerciale, è catturato dalle flotte artigianali con reti da circuizione, reti da posta e con le storiche tonnare fisse (le madrague) nel sud del Mediterraneo.

Sebbene venga percepito come un pesce "minore" o meno pregiato rispetto al grande tonno rosso — al punto che in alcuni circuiti è usato unicamente come esca per i marlin a causa della sua consistenza sanguigna — resta una risorsa vitale per le economie costiere. Le fonti litigano un po' sul suo stato di salute: da un lato l'IUCN lo classifica a "Rischio Minimo" per via della sua grande abbondanza, ma la Commissione Internazionale (ICCAT) avverte che la mancanza di quote (TAC) e l'intensa pressione della pesca costiera potrebbero generare preoccupanti cali localizzati, tanto da inserirlo come specie prioritaria di studio per aggiornarne i piani di gestione. Al momento non viene allevato in acquacoltura.

A tavola

Alletterato — A tavola

Il periodo ottimale per acquistarlo, seguendo anche il picco della sua attività e vicinanza alla costa, è da fine estate all'autunno inoltrato (agosto-novembre). Se volete fare un acquisto etico e sostenibile al 100%, l'ideale è orientarsi sui mesi tra settembre e gennaio, in modo da non disturbare la specie durante i mesi chiave della riproduzione.

Le sue carni sono una vera e propria spremuta di mare: sode, grasse, molto rosse e dal sapore intenso. Questo gusto "ferroso" lo rende delizioso, ma va saputo trattare. Il segreto del pescatore è dissanguarlo appena issato a bordo, tagliando branchie o peduncolo caudale, per evitare la rapida ossidazione e la produzione di istamina nella polpa scura. Sul banco della cucina o in pescheria, fate asportare la striscia di muscolo rosso cupo lungo la spina dorsale (chiamata in gergo sangatxo o sangue): è ricchissima di grassi e ferro ma tende all'amaro. Mettendo i filetti puliti a bagno per 20 minuti in acqua fredda, sale e un goccio di aceto, la carne si schiarirà e perderà la spigolosità del sapore.

Tre preparazioni classiche e infallibili:

  • Tonnetto sott'olio (alla siciliana/campana): i tranci, sbianchiti a lungo in acqua e sale con carota, sedano e alloro, vengono lasciati asciugare perfettamente 24 ore su un panno. Successivamente si mettono nei vasetti di vetro, si coprono con un buon olio d'oliva, qualche grano di pepe e si sterilizzano per l'inverno.
  • Tonnetto in agrodolce: tagliato a fette spesse, prima rosolato in padella e poi immerso in un saporito sugo di cipolle bianche caramellate con zucchero e aceto di vino bianco, che riequilibra perfettamente il sapore forte del pesce.
  • Alla plancia (piastra rovente): marinato per un'ora in olio, aglio, salvia e peperoncino, e scottato pochissimo (un paio di minuti per lato) su piastra caldissima. Lasciare il cuore leggermente indietro di cottura gli donerà la scioglievolezza di una bistecca pregiata.

Lo sapevi che…

Alletterato — Lo sapevi che…
  • Termosifone integrato: Pur non essendo un mammifero, l'alletterato è parzialmente "a sangue caldo". Dispone di una rete di vasi sanguigni sottopelle che lavora come uno scambiatore di calore controcorrente, permettendogli di conservare l'energia metabolica e mantenere la temperatura interna del corpo diversi gradi sopra a quella dell'acqua: il segreto dei suoi scatti fulminei.
  • Nome in incognito per legge: Non fatevi ingannare dall'etichetta al supermercato. Le regole commerciali dell'Unione Europea vietano severamente di inscatolare e vendere l'alletterato usando la dicitura "tonno". Sulla scatoletta troverete sempre scritto "palamita" o "tonnetto", una mossa per evitare che specie più abbondanti vengano spacciate per il carissimo tonno rosso.
  • Il paradosso del Mercurio: Promosso come alternativa sana ed economica al tonno rosso, il tonnetto nasconde un'insidia ecologica. Essendo un instancabile e vorace predatore costiero, bioaccumula grandi dosi di mercurio e metalli pesanti (e nelle fasce tropicali persino le tossine della Ciguatera). Per goderselo in tutta sicurezza, il trucco è scegliere sempre gli esemplari più piccoli, che hanno avuto meno tempo per assorbire sostanze inquinanti.
  • Predatore ma anche preda: Mentre in branco terrorizza milioni di povere sarde, l'alletterato deve vivere guardandosi sempre le spalle. È il boccone preferito di enormi predatori come pesci spada, pesci vela, marlin e squali. E chiude il cerchio lo squalo balena, che si nutre aspirando in modo massiccio proprio le uova appena rilasciate dagli alletterati.

Domande frequenti su Alletterato

Dove vive la specie Alletterato?

È una specie epipelagica e neritica che vive preferibilmente sopra la piattaforma continentale e vicino alla costa, stazionando presso fronti termici e correnti in acque con temperature tra 24°C e 30°C, tipicamente a profondità comprese tra 1 e 150 metri.. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo.

Quanto è grande Alletterato?

La taglia media è di La taglia si aggira comunemente tra i 40 e gli 85 cm di lunghezza, con un peso medio che varia da 1 a 5-7 kg. e un peso massimo di Può superare i 15 kg di peso, con registrazioni massime documentate tra 16,5 kg e i 20 kg, sebbene gli esemplari catturati nel Mediterraneo si attestino raramente oltre i 12 kg..

Come si pesca Alletterato?

Le tecniche più efficaci sono spinning in superficie: tecnica d'elezione sulle mangianze a galla, adoperando stickbait, casting jig o metal jig da 20-60g recuperati a strappi veloci per simulare pesci in fuga. traina costiera leggera: praticata a 3-5 nodi di velocità filando a 20-50 metri dalla poppa artificiali come piccoli minnow affondanti, cucchiaini ondulanti o testine piumate. vertical jigging light: ideale per insidiare i pesci quando si mantengono in profondità o non affiorano, utilizzando jig metallici da 30-80g recuperati verticalmente con strappi e pause. drifting o light drifting: tecnica di attesa in corrente (o ancorati), molto redditizia se impiegata con lenze calate a mezz'acqua innescando esche vive o tranci freschi di sardina, sugarello e calamaretto..

Di cosa si nutre Alletterato?

Si nutre di è un predatore carnivoro opportunista che caccia in branco e si nutre principalmente di piccoli pesci pelagici (come sardine, alici e aringhe), cefalopodi (soprattutto calamari), crostacei e tunicati.: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.