Tracina drago (Trachinus draco): esemplare fotografato
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Tracina drago

Trachinus draco

La tracina drago ha un corpo allungato e compresso, una bocca ampia rivolta verso l'alto e occhi sporgenti sulla sommità del cranio. La sua livrea presenta una colorazione bruno-verdastra sul dorso e fianchi bianco-giallastri percorsi da vivaci strie oblique azzurre e gialle. Predatore d'agguato eccezionale, di giorno vive mimetizzata sotto la sabbia lasciando sporgere unicamente gli occhi e la prima pinna dorsale nera, mentre di notte diventa un attivo cacciatore pelagico, nuotando liberamente nella colonna d'acqua. Possiede aculei veleniferi (dorsali e opercolari) che inoculano un potente veleno a scopo difensivo, le cui tossine restano pericolosamente attive anche dopo la morte dell'animale.

Carta d'identità

Solitamente le dimensioni degli esemplari maturi si aggirano tra i 20 e i 30 cm.Taglia media
1,90 kg (il record mondiale registrato dall'IGFA è di 1,74 kg).Peso massimo
Fino a 11 anni, documentata in studi su popolazioni di alcune aree del Mediterraneo.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Trachinus draco
Famiglia
Trachinidae.
Habitat
Substrato: vive a stretto contatto con il fondale marino, prediligendo substrati sabbiosi, fangosi o ghiaiosi dove può infossarsi facilmente. Profondità tipica: spazia dalle acque basse (1-5 metri) fino a 150 metri, sebbene sia maggiormente concentrata nella fascia tra i 5 e i 30 metri durante la stagione estiva.
Tecniche di pesca
  • Reti da posta, reti a strascico e sciabiche costiere (pesca professionale in cui figura regolarmente tra il pescato).
  • Pesca sportiva o occasionale con lenze di ogni tipo o da traina, innescate indifferentemente con esche naturali o artificiali.
Alimentazione
Specie carnivora e predatrice. I giovani si nutrono prevalentemente di piccoli invertebrati bentonici e planctonici (copepodi, misidacei, larve di decapodi); crescendo, gli adulti passano a predare piccoli pesci teleostei, grandi crostacei decapodi nuotatori e molluschi cefalopodi.
Stato IUCN
LC (Least Concern / Rischio minimo). Rientra in questa categoria per la sua ampia distribuzione e per la mancanza di evidenze su una riduzione dei numeri o di minacce globali significative.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Chi ha avuto la sventura di appoggiarci inavvertitamente sopra un piede nudo, non la dimenticherà mai più! La tracina drago (nome scientifico Trachinus draco), conosciuta da tutti come pesce ragno, è un formidabile predatore dei nostri mari appartenente alla famiglia dei Trachinidae.

È un pesce a crescita lenta ma piuttosto longevo, in grado di raggiungere dimensioni di tutto rispetto: la taglia media si aggira tra i 20 e i 30 cm, ma i veri giganti possono toccare il record di 53 cm di lunghezza per quasi 1,9 kg di peso.

Tracina drago (Trachinus draco): esemplare su sfondo bianco

Terrore dei bagnanti per la sua puntura dolorosissima, è al contempo una delle prede più ambite da chi ama la vera cucina di mare tradizionale.

Come riconoscerlo

Tracina drago — Come riconoscerlo

La tracina drago ha un corpo allungato (la lunghezza è più di sei volte l'altezza) e schiacciato lateralmente. La bocca è ampia e rivolta verso l'alto, così come gli occhi sporgenti posizionati sulla sommità del cranio, perfetti per sbirciare fuori quando è insabbiata. Il colore è bruno-verdastro sul dorso e bianco-giallastro sul ventre, ma il vero marchio di fabbrica sono le vivaci linee oblique azzurre e gialle che ne solcano i fianchi, oltre alle macchie scure sulla testa.

La prima pinna dorsale è corta, di un inequivocabile colore nero, ed è armata di spine velenifere; un'altra spina velenosa, lunga e robusta, si trova sull'opercolo branchiale — la lamina ossea che copre e protegge le branchie.

In mare puoi facilmente confonderla con le sue "cugine", ma ecco come distinguerle:

  • Trachinus radiatus (tracina raggiata): ha macchie ad anello che ricordano il manto di un leopardo ed è l'unica ad avere le pupille strette e allungate.
  • Trachinus araneus (tracina ragno): ha una sola fila di grosse macchie nere sui fianchi ed è molto bellicosa, tanto che se disturbata si lancia in una vera e propria danza intimidatoria.
  • Echiichthys vipera (tracina vipera): è minuscola (massimo 15 cm), priva di spinette davanti agli occhi, e ha il corpo cosparso di piccoli puntini marroni.

L'Italia è ricchissima di nomi dialettali per questa specie: a Genova la chiamano agna o traxina, in Veneto e Friuli è il varagno, a Livorno, Roma e Palermo semplicemente tracina. Spostandoci sull'Adriatico diventa pesce ragno tigrato ad Ancona e parasaula a Bari. A Napoli la definiscono tracena liscia, mentre in Sicilia è la tracina pinta a Catania e carrubbara a Messina.

Habitat e abitudini

Tracina drago — Habitat e abitudini

È un pesce bentonico — vive cioè a stretto contatto con il fondale — diffusissimo in tutto il Mar Mediterraneo, nel Mar Nero e nell'Oceano Atlantico orientale (dalla Norvegia fino al Marocco). Ama i fondali sabbiosi, fangosi o ghiaiosi. Sulla profondità massima le fonti litigano un po': chi dice si fermi a 100 metri, chi la spinge fino a 150 metri, ma di sicuro in estate si concentra in acque bassissime, dai 5 ai 20 metri, arrivando fino a riva.

È un predatore d'agguato carnivoro ed eccezionale trasformista. Di giorno vive completamente infossata nella sabbia, lasciando sporgere solo gli occhi e la temibile pinna dorsale nera, pronta a scattare fulminea su piccoli pesci, crostacei e molluschi. Ma la notte cambia abito: abbandona il fondale e diventa una nuotatrice pelagica (che nuota nella colonna d'acqua), cacciando attivamente a mezz'acqua.

È una specie ovipara; la riproduzione avviene in estate (tra giugno e agosto) e le uova, grandi appena 1 mm, vengono rilasciate in mare aperto dove fluttuano trasportate dalle correnti.

Pesca e rapporto con l'uomo

Tracina drago — Pesca e rapporto con l'uomo

La tracina drago non è quasi mai il bersaglio principale di flotte dedicate, ma rappresenta un'eccellente cattura accessoria (il cosiddetto bycatch). Finisce regolarmente nelle reti a strascico o nelle reti da posta professionali, ma abbocca con estrema voracità anche alle lenze dei pescatori sportivi e alle traine, attaccando sia esche naturali che artificiali.

Essendo un predatore di fondo che cresce lentamente, in alcune zone è piuttosto vulnerabile alla pesca intensiva a strascico. Tuttavia, a livello globale le popolazioni sono abbondanti e il suo stato di conservazione è classificato come Rischio minimo (LC - Least Concern) dalla IUCN. Non esiste allevamento per questa specie.

A tavola

Tracina drago — A tavola

La tracina è considerata un "pesce povero", ma chi se ne intende sa che ha un valore gastronomico immenso. Disponibile in ogni stagione, ha carni bianche, sode, magre e saporitissime, con una consistenza delicata che ricorda molto la sogliola o l'orata, oltre a essere un'ottima fonte di Omega-3.

Il consiglio d'oro del pescatore al banco? Fattela sempre pulire dal pescivendolo! Chiedi di rimuovere la testa e tagliare le spine velenose con forbici robuste. Il veleno, infatti, resta pericolosamente attivo anche quando il pesce è morto da ore o è stato congelato.

In cucina dà il meglio di sé in base alla taglia:

  • Zuppe di mare: Gli esemplari più piccoli sono l'ingrediente segreto e immancabile per dare corpo a preparazioni tradizionali come la bouillabaisse francese, il brodetto adriatico o il ciuppin ligure.
  • In guazzetto alla borbonica: Gli esemplari più grandi sfilettati sono spettacolari cotti rapidamente in padella con olio extravergine, aglio, pomodorini gialli e decorati con striscioline di peperone friggitello crudo.
  • Con la pasta: La sua polpa è perfetta per condire degli spaghettoni o delle mezze maniche: basta scottarla con aglio, peperoncino, datterini e sfumare col vino bianco per un primo piatto indimenticabile.

Lo sapevi che…

Tracina drago — Lo sapevi che…
  • Acqua calda, non urina! Il veleno della tracina è termolabile, ovvero viene distrutto dal calore. Se vieni punto, il rimedio infallibile è immergere la parte in acqua molto calda (40°-50° C) o infilarla nella sabbia rovente per almeno 30 minuti. Farci pipì sopra? È solo una vecchia (e inutile) credenza popolare!
  • Un dolore da svenimento: Il veleno non è letale per l'uomo, ma il dolore è così lancinante e violento che può propagarsi a tutto l'arto e provocare cali di pressione, nausea o veri e propri svenimenti.
  • Il nome "ragno": Viene chiamata pesce ragno non a caso: la sua strategia di caccia infossata nella sabbia ricorda esattamente quella dei ragni botola terrestri, che aspettano la preda mimetizzati nelle loro tane.
  • Mostro dell'antichità: La sua fama la precede da millenni. Già Plinio il Vecchio, nella sua monumentale opera, la chiamava draco marinus (drago marino) descrivendo la sua prodigiosa velocità nello scavarsi buche e seppellirsi nella sabbia.

Domande frequenti su Tracina drago

Dove vive la specie Tracina drago?

Substrato: vive a stretto contatto con il fondale marino, prediligendo substrati sabbiosi, fangosi o ghiaiosi dove può infossarsi facilmente. Profondità tipica: spazia dalle acque basse (1-5 metri) fino a 150 metri, sebbene sia maggiormente concentrata nella fascia tra i 5 e i 30 metri durante la stagione estiva. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Tracina drago?

La taglia media è di Solitamente le dimensioni degli esemplari maturi si aggirano tra i 20 e i 30 cm. e un peso massimo di 1,90 kg (il record mondiale registrato dall'IGFA è di 1,74 kg).

Come si pesca Tracina drago?

Le tecniche più efficaci sono reti da posta, reti a strascico e sciabiche costiere (pesca professionale in cui figura regolarmente tra il pescato). pesca sportiva o occasionale con lenze di ogni tipo o da traina, innescate indifferentemente con esche naturali o artificiali.

Di cosa si nutre Tracina drago?

Si nutre di specie carnivora e predatrice. i giovani si nutrono prevalentemente di piccoli invertebrati bentonici e planctonici (copepodi, misidacei, larve di decapodi); crescendo, gli adulti passano a predare piccoli pesci teleostei, grandi crostacei decapodi nuotatori e molluschi cefalopodi: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.