
Tartaruga verde
Chelonia mydas
Presenta un carapace idrodinamico a forma di cuore, privo di carenatura e progressivamente più allungato con l'età, caratterizzato da quattro paia di scuti costali e una sola coppia di placche prefrontali tra gli occhi. Il nome comune non deriva dalla colorazione esterna (bruno-olivastra o quasi nera), ma dal colore verde del suo grasso corporeo sottocutaneo, pigmentato dalle sostanze vegetali assimilate con la dieta. È una specie solitaria e una straordinaria migratrice in grado di percorrere migliaia di chilometri orientandosi nell'oceano aperto grazie alla percezione del campo magnetico terrestre. Le femmine adulte mostrano una spiccata fedeltà filopatrice, tornando a deporre le uova sulla stessa spiaggia in cui sono nate. - Avvistamento, recupero e citizen science: Gli avvistamenti sporadici in acque italiane riguardano esemplari in alimentazione segnalati in Puglia (Golfo di Manfredonia), Sardegna (area di Quirra e Arcipelago di La Maddalena), Toscana (Isola d'Elba, Lido di Camaiore) e Calabria. La salvaguardia sul territorio nazionale ed europeo è supportata da grandi reti di monitoraggio e conservazione scientifica come i progetti europei TartaLife (che ha potenziato Centri di Recupero - CRTM - lungo le coste italiane), LIFE MedTurtles (che promuove l'applicazione mobile ScienCitizen per segnalare in tempo reale gli avvistamenti di esemplari in difficoltà o spiaggiati), LIFE ADAPTS e LIFE Turtlenest. Se si individua una tartaruga marina ferita, in difficoltà o si rilevano tracce di risalita e nidi sulle spiagge, è di fondamentale importanza non disturbare l'animale, non usare fonti luminose e contattare immediatamente il numero telefonico di emergenza 1530 della Guardia Costiera o inviare una segnalazione tramite l'applicazione ScienCitizen.
Carta d'identità
Scheda tecnica
- Nome scientifico
- Chelonia mydas
- Famiglia
- Cheloniidae (sotto l'ordine Testudines, classe Reptilia).
- Habitat
- Le fasi giovanili e neonatali si svolgono in ambienti oceanici epipelagici, spesso in associazione con comunità galleggianti di macroalghe del genere Sargassum. Gli adulti e i subadulti frequentano invece zone neritiche costiere poco profonde, baie, estuari, barriere coralline e praterie di fanerogame marine, muovendosi solitamente dalla superficie fino a 30-40 metri di profondità, sebbene possano immergersi oltre i 50 metri. Per la deposizione delle uova prediligono spiagge sabbiose protette.
- Alimentazione
- Sperimenta una marcata transizione ontogenetica della dieta. Nella fase giovanile pelagica è un predatore opportunista e onnivoro che si nutre di idroidi, briozoi, zooplancton, tunicati (come Pyura dura) e spugne (genere Tethya). Al raggiungimento dei 25-35 cm di lunghezza del carapace, si sposta in ambienti costieri e subisce una transizione biofisiologica diventando una specie prettamente erbivora (l'unica tartaruga marina ad esserlo completamente da adulta); si nutre di macroalghe e fanerogame marine autoctone (come Cymodocea nodosa e Posidonia oceanica) o invasive (come Halophila stipulacea nel Mediterraneo orientale).
- Stato IUCN
- A livello globale è classificata come specie "A rischio minimo" (LC), a seguito di un recente declassamento alla fine del 2024 (formalizzato nel 2025) dovuto al generale incremento delle popolazioni nidificanti. Al contrario, la sottopopolazione del Mar Mediterraneo rimane catalogata come "Quasi minacciata" (NT). Gode di rigida tutela internazionale ed è inserita nell'Appendice I della CITES, negli Allegati II e IV della Direttiva Habitat dell'Unione Europea, nell'Allegato II della Convenzione di Berna e nell'Allegato II del Protocollo SPA/BIO della Convenzione di Barcellona.
Distribuzione in Italia
Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana, Calabria
Chi è
Sapevate che il suo nome descrive un colore invisibile dall'esterno? La tartaruga verde, scientificamente nota come Chelonia mydas, è un affascinante rettile marino appartenente alla famiglia dei Cheloniidae (ordine Testudines), di cui rappresenta l'unico membro vivente del genere Chelonia. Gli adulti sono veri e propri giganti dei mari: misurano tipicamente tra gli 80 e i 120 cm di lunghezza del carapace e pesano mediamente tra i 130 e i 200 kg. Tuttavia, esemplari eccezionali possono superare i 150 cm di lunghezza e i 395 kg di peso corporeo.
Questi straordinari animali possiedono una longevità leggendaria: in natura vivono comunemente fino a 70-80 anni o più, e un individuo ospitato in cattività presso un acquario del New England ha persino superato i 95 anni di età. Pur prediligendo le calde acque tropicali e subtropicali, la tartaruga verde fa la sua comparsa, in modo raro e occasionale, anche lungo le coste del Mar Mediterraneo e nei nostri mari italiani.
🔍 Come riconoscerla

Riconoscere una Chelonia mydas richiede attenzione ad alcuni dettagli anatomici unici. Il suo carapace ha una forma idrodinamica, sub-circolare o a forma di cuore, piatto e privo di creste longitudinali (carena) negli adulti. La colorazione dorsale non è verde, bensì variabile: sfuma dal marrone-olivastro al grigio, fino a tonalità quasi nere, spesso con splendide striature gialle a raggiera negli esemplari immaturi. Il plastron (la parte inferiore del guscio), invece, è chiaro, tra il bianco e il giallo pallido.
Sul carapace si trovano quattro paia di scudi costali laterali (mentre la tartaruga comune, Caretta caretta, ne possiede cinque paia), lisci e mai sovrapposti. Sulla testa, piccola e arrotondata, presenta una caratteristica diagnostica inconfondibile: ha una sola coppia di squame prefrontali tra gli occhi, a differenza delle altre specie che ne hanno due o più paia, come la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata). Il becco è robusto e non uncinato, con una mascella inferiore dotata di un bordo marcatamente seghettato, evoluzione perfetta per tagliare la vegetazione marina. Infine, gli arti anteriori sono potenti pinne a remo con un'unica unghia visibile negli adulti.
Habitat e abitudini

La tartaruga verde attraversa tre habitat principali durante la sua esistenza. I piccoli appena nati vivono una fase oceanica ed epipelagica, lasciandosi trasportare dalle correnti tra le comunità galleggianti di alghe del genere Sargassum. Crescendo, si spostano verso habitat costieri neritici poco profondi: lagune, baie ed estuari ricchi di praterie sommerse.
Qui avviene una transizione biologica sbalorditiva: se da giovani sono onnivori opportunisti e si nutrono di invertebrati, meduse, idroidi e briozoi, da adulti diventano gli unici rettili marini completamente erbivori. Pascolano praterie di fanerogame marine come Posidonia oceanica e Cymodocea nodosa. Questo pascolo controllato stimola la crescita di foglie giovani e impedisce la decomposizione del fondale, rendendo le tartarughe vere e proprie "ingegneri dell'ecosistema".
Per compiere le loro leggendarie migrazioni transoceaniche di migliaia di chilometri tra aree di alimentazione e riproduzione, utilizzano un sofisticato sistema di navigazione basato sul campo magnetico terrestre (magnetoricezione). Riconoscono l'intensità e l'inclinazione magnetica della loro spiaggia natale, registrata nella loro memoria fin dalla nascita (imprinting geomagnetico), e vi ritornano con straordinaria fedeltà (filopatria).
🥚 Riproduzione e nidificazione
La tartaruga verde nidifica quasi esclusivamente nel settore più orientale del Mediterraneo (principalmente a Cipro e in Turchia), ma il riscaldamento globale sta spingendo questa specie a esplorare nuove spiagge verso nord e verso ovest.
In Italia, la nidificazione regolare è storicamente limitata alla sola Caretta caretta. Tuttavia, la notte tra il 13 e il 14 luglio 2024 ha segnato una svolta storica: per la prima volta, una femmina di tartaruga verde è risalita su una spiaggia dello Ionio calabrese (nella zona di Vibo Valentia/Vallata dello Stilaro) compiendo quattro scavi esplorativi, sebbene senza deporre uova. Altri avvistamenti eccezionali di esemplari in acqua si sono verificati all'Isola d'Elba (Toscana, spiagge di Barbarossa e Terranera nel 2026), in Puglia (Golfo di Manfredonia) e in Sardegna.
La stagione riproduttiva si svolge tra maggio e ottobre. Ogni 2-4 anni, le femmine depongono da 1 a 9 nidi a stagione ad intervalli di circa due settimane, scavando buche profonde dove depongono da 70 a 200 uova a guscio molle. L'incubazione dura circa 45-75 giorni. La schiusa avviene di notte; i piccoli emergono in gruppo e corrono freneticamente verso il mare orientandosi con la luce della luna riflessa sull'acqua, affrontando una durissima selezione naturale dovuta ai predatori costieri.
🛟 Conservazione e rapporto con l'uomo
Oggi la tartaruga verde è gravemente minacciata a livello globale. Le principali insidie includono la perdita degli habitat di nidificazione a causa del turismo balneare, le collisioni con le imbarcazioni, le infezioni da fibropapillomatosi, e l'ingestione accidentale di macroplastiche e rifiuti marini, spesso scambiati per meduse o piante acquatiche fluttuanti. Un'altra minaccia letale è il bycatch, ovvero la cattura accidentale nelle reti da strascico o nei palangari.
Per contrastare queste minacce, in Italia e nel Mediterraneo sono attivi progetti europei fondamentali:
- TartaLife: ha potenziato 11 Centri di Recupero (CRTM) in Italia e introdotto dispositivi di esclusione delle tartarughe (TED del modello FLEXGRID) nelle reti a strascico e ami circolari.
- LIFE MedTurtles: coordina il monitoraggio delle coste e promuove l'applicazione mobile ScienCitizen, che consente a cittadini e diportisti di segnalare in tempo reale gli avvistamenti.
- LIFE ADAPTS e LIFE Turtlenest: focalizzati sulla protezione dei nidi dagli impatti dei cambiamenti climatici, dall'erosione delle spiagge e dall'inquinamento luminoso.
Se trovi una tartaruga ferita, in difficoltà o un nido incustodito, evita luci e rumori, e chiama immediatamente il numero blu d'emergenza 1530 della Guardia Costiera.
Lo sapevi che…

- Il sesso dipende dalla febbre della sabbia: Il sesso dei nascituri non è scritto nel DNA, ma è deciso dalla temperatura di incubazione nella sabbia! Temperature inferiori a 27.7°C producono solo maschi, mentre sopra i 30.3-31°C nascono solo femmine. A causa del riscaldamento globale, sulla spiaggia australiana di Raine Island (la più grande colonia del pianeta), oltre il 99% dei nuovi nati è ormai di sesso femminile, mettendo la popolazione a rischio di collasso futuro per mancanza di maschi!
- Verde dentro, scura fuori: Il suo guscio in realtà è bruno-olivastro, grigio o quasi nero. Il nome comune "tartaruga verde" deriva dal colore verdastro del suo grasso sottocutaneo e della sua cartilagine, pigmentato dalla clorofilla e dai carotenoidi delle alghe e fanerogame di cui si nutre in età adulta.
- Una vera giramondo: Le tartarughe verdi compiono migrazioni epiche. Una femmina tracciata via satellite è stata registrata mentre viaggiava per ben 3.979 chilometri, dalle Isole Chagos nell'Oceano Indiano fino alle coste della Somalia, in Africa orientale!
- La leggenda di "Honu": Nelle isole Hawaii, la tartaruga verde è chiamata honu. Per la cultura locale, incontrare questo splendido animale è un antico simbolo di buona fortuna e longevità.
Domande frequenti su Tartaruga verde
Dove vive la specie Tartaruga verde?
Le fasi giovanili e neonatali si svolgono in ambienti oceanici epipelagici, spesso in associazione con comunità galleggianti di macroalghe del genere Sargassum. Gli adulti e i subadulti frequentano invece zone neritiche costiere poco profonde, baie, estuari, barriere coralline e praterie di fanerogame marine, muovendosi solitamente dalla superficie fino a 30-40 metri di profondità, sebbene possano immergersi oltre i 50 metri. Per la deposizione delle uova prediligono spiagge sabbiose protette. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana, Calabria.
Quanto è grande Tartaruga verde?
La taglia media è di La lunghezza media del carapace per gli individui adulti varia generalmente tra gli 80 e i 120 cm. e un peso massimo di Il peso degli adulti varia a seconda della regione geografica, attestandosi mediamente tra i 130 e i 200 kg; tuttavia, esemplari eccezionali possono superare i 230-300 kg, raggiungendo pesi massimi documentati di 395-500 kg.
Di cosa si nutre Tartaruga verde?
Si nutre di sperimenta una marcata transizione ontogenetica della dieta. nella fase giovanile pelagica è un predatore opportunista e onnivoro che si nutre di idroidi, briozoi, zooplancton, tunicati (come pyura dura) e spugne (genere tethya). al raggiungimento dei 25-35 cm di lunghezza del carapace, si sposta in ambienti costieri e subisce una transizione biofisiologica diventando una specie prettamente erbivora (l'unica tartaruga marina ad esserlo completamente da adulta); si nutre di macroalghe e fanerogame marine autoctone (come cymodocea nodosa e posidonia oceanica) o invasive (come halophila stipulacea nel mediterraneo orientale): un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.



