Se sei arrivato qui ad agosto cercando il calendario 2026, la prima cosa onesta da dirti è che mezza stagione è già andata. Le Fasi I di marzo, le zonali di primavera, il campionato di apnea di fine giugno: archiviati, classifiche pubblicate.

La buona notizia è che l'autunno è la parte grossa. Da settembre a novembre si assegnano quasi tutti i titoli che contano, e per qualcuna di quelle prove sei ancora in tempo a muoverti. Qui sotto trovi le date vere, quanto costa davvero mettersi in regola, e la parte che nessuno ti dice: che alla gara non ti iscrivi tu.

Cosa resta da qui a fine anno

Calendario autunnale delle gare lungo la costa italiana
  • 10-12 settembre — Campionati Italiani Under 16, Under 21 e Femminile di surf casting, tutti e tre nelle stesse tre giornate e nella stessa sede, in provincia di Ascoli Piceno.
  • 18-19 settembre — Campionato Italiano di Qualificazione di pesca in apnea, ad Alghero (SS).
  • 26 settembre — Campionato Italiano Assoluto Femminile di pesca in apnea, in provincia di Salerno.
  • 26-27 settembre — Campionato Italiano a Box a squadre di canna da riva, a Ravenna.
  • 3 ottobre — Campionato Italiano per Società di pesca in apnea a Trabia (PA): una prova sola che vale tre titoli, perché conta anche per il Gran Trofeo e per l'Assoluto a Coppie.
  • 21-24 ottobre — la finale del Campionato Italiano Maschile di surf casting, a Lecce: quattro prove in quattro giorni consecutivi.
  • 24-25 ottobre — Coppa Italia Individuale di canna da riva, a Venezia.
  • 7-8 novembre — Fase II del Campionato Italiano Seniores di canna da riva, a Porto Santo Stefano (GR), con il campo ristretto a 40 concorrenti.

Un avvertimento che vale più di tutte le righe qui sopra: i calendari federali restano etichettati come provvisori fino a ridosso della prova. Non è burocrazia per finta. Nel calendario dell'apnea di quest'anno almeno cinque prove risultavano annullate, rinviate o con data da destinarsi, e in quello del surf casting c'erano ancora voci intestate al 2025 con le date del 2026. Prima di prenotare l'albergo, controlla la scheda della singola gara.

Le discipline in mare

Sono dieci quelle riconosciute come agonistiche in acque marittime, e non sono sinonimi tra loro: canna da riva e surf casting, per dire, sono due campionati diversi con due calendari diversi, anche se il gesto sembra lo stesso.

  • Canna da riva: il circuito più affollato, strutturato a due fasi con qualificazione geografica. La Fase I di marzo gira su due gironi paralleli, Centro Nord e Sud, con 60 ammessi ciascuno; poi il campo si stringe.
  • Surf casting: da solo mette in palio nove titoli nazionali distinti — Maschile, Under 16, Under 21, Femminile, Master, a Coppie, a Box, per Società e Diversamente Abili — più i Trofei di Eccellenza Nord e Sud a squadre.
  • Canna da natante e long casting: due mondi separati, uno di pesca vera e uno di sola tecnica di lancio.
  • Esche artificiali da riva e da natante: il blocco spinning, sdoppiato per postazione.
  • Pesca in apnea: assoluti maschile e femminile, per società, a coppie, più un campionato di qualificazione che è una gara titolata a sé.

Acque interne

Sul lato dolce le discipline agonistiche sono otto: pesca al colpo, trota con esche naturali in torrente e in lago, mosca, carpfishing, lancio tecnico, esche artificiali da riva e da natante, bilancella e la specialità feeder del colpo.

Vale la pena guardare da vicino un regolamento, perché smonta l'idea che una gara sia una pescata con il cronometro. Nella trota lago a squadre si pesca con una canna sola, non oltre i sette metri, armata di un amo terminale e basta. Le esche ammesse sono tre, tutte naturali e vive al momento dell'innesco. La pasturazione è vietata in qualsiasi forma. I turni durano fra i sessanta e i novanta minuti di pesca effettiva, e sotto i diciotto centimetri la trota non entra in classifica. Non è una gita: è un esercizio a vincoli stretti, e chi ci passa qualche stagione impara cose che sotto riva non impara nessuno.

Quanto costa davvero

Tessera federale e tessera atleta, i due documenti dell'agonista

La tessera federale per adulti costa 30 euro nel 2026. Ma la tessera da sola non ti fa gareggiare: per l'attività agonistica ne serve una seconda, la tessera atleta, che costa 10 euro nella pesca sportiva e 5 nelle discipline subacquee. Conto finale: 40 euro per gareggiare in superficie, 35 in apnea. Per i ragazzi nati dal 2011 in poi la tessera federale scende a 6 euro.

Un dettaglio che fa risparmiare: la tessera non muore il 31 dicembre. Vale 365 giorni dal versamento, e se la rinnovi in anticipo il nuovo anno parte dalla scadenza vecchia, senza buttare via giorni. Ci sono dentro anche la copertura infortuni e la responsabilità civile, quindi non è una pura quota associativa.

Poi c'è il costo che non paghi tu ma senza cui non esisti: quello della società. Affiliarsi costa 150 euro per il primo settore e 75 per ogni settore in più, servono almeno quindici tesserati adulti per il primo settore e otto per i successivi, e il rinnovo va fatto entro il 28 febbraio — dal 1° marzo scatta una mora di 50 euro, e dopo il 30 aprile la domanda diventa irricevibile. Infine l'iscrizione alla singola prova: nella trota lago a box, per fare un esempio con un numero vero, sono 160 euro a box per la zonale e 320 per la finale.

Il certificato medico: quasi mai, tranne dove serve sul serio

Il confine fra pesca di superficie e apnea nei requisiti sanitari

Qui casca la convinzione più diffusa. Per quasi tutte le discipline della pesca di superficie non serve alcun certificato medico, né agonistico né non agonistico: lo prevede una circolare CONI del 2016 recepita dalla federazione. Puoi iscriverti a una gara di canna da riva senza passare dal medico dello sport.

Le eccezioni sono tre e sono nette. Long casting e big game — traina costiera, traina e spinning d'altura, drifting — vogliono sempre il certificato non agonistico. Sopra i 75 anni il non agonistico serve comunque, in qualunque disciplina. E la pesca in apnea sta su un pianeta a parte: come tutte le attività subacquee richiede sempre il certificato di idoneità agonistica, quello vero, ed è riservata ai maggiorenni.

Ha senso, se ci pensi: la differenza non è quanto ti stanchi, è cosa succede se ti va storta. Da riva un malore è un brutto momento; a meno dodici in apnea è un'altra faccenda.

I documenti che servono prima ancora della gara

Per pescare in mare in Italia non esiste una licenza a pagamento, e questa è la cosa che più spesso si sente raccontare al contrario. Serve una comunicazione al ministero, si fa online sul portale SIAN ed è gratuita e immediata. L'attestato che ne esce vale come tesserino. Di solito si accede con SPID, CIE o carta nazionale dei servizi, ma esiste anche un canale dedicato a chi un'identità digitale italiana non ce l'ha, pensato per gli stranieri. Un'avvertenza: la comunicazione nacque triennale nel 2010, ma dal 2023 va rinnovata ogni anno — se ti hanno detto che vale tre anni, ti hanno dato un'informazione vecchia.

La novità vera dell'anno riguarda proprio chi legge questo sito: da maggio 2026 chi ha più di sedici anni e pesca in apnea o da un'imbarcazione da diporto deve registrarsi anche sull'app RecFishing, in aggiunta alla comunicazione. È un adempimento nuovo, e sfugge a parecchi.

In acque interne cambia tutto: lì la licenza esiste, la fanno le Regioni e si paga. In Emilia-Romagna, tanto per dare una misura, quella per i residenti costa 22,72 euro e dura un anno, mentre chi arriva da fuori per pochi giorni se la cava con 6,82 euro per trenta giorni. Curiosità che spiazza: non ti danno un tesserino, la ricevuta del versamento è la licenza, e va portata in pesca insieme a un documento. Sono esentati gli under 12 accompagnati, gli over 65 e gli stranieri che vengono per una competizione.

Come si entra davvero

Ed ecco la parte che sorprende chi arriva da fuori: alla gara non ti iscrivi tu. L'iscrizione alle prove di campionato italiano è fatta obbligatoriamente dalla tua Sezione o dal Comitato Provinciale attraverso il sistema informatico federale, e le scadenze sono secche, spesso un mese prima. Se non sei dentro una società affiliata, non c'è modo di partecipare: non è snobismo, è come è costruito l'impianto.

I posti alle finali non si assegnano a chi si prenota per primo. Si calcola un quorum, confrontando quanta gente gareggia in quella provincia rispetto alla media nazionale, si tolgono gli ammessi di diritto e si ripartisce il resto in proporzione. Con una clausola che mi piace: ogni provincia porta almeno un atleta, anche quando il conto ne darebbe zero. Nell'apnea, per dire, la piramide parte da una cinquantina di gare zonali distribuite su undici zone geografiche.

Perché provarci

Le gare non sono solo classifiche: sono il modo più rapido per crescere. Pescare accanto ad agonisti esperti, su campi impegnativi e con il tempo che scorre, comprime anni di esperienza in poche stagioni.

E c'è un effetto collaterale che vale anche fuori: in gara misure, limiti e rilascio non sono un consiglio, sono la differenza tra essere in classifica ed essere fuori. Il pescato non si può vendere in nessuna forma, nemmeno quello preso in gara. Chi ha fatto due stagioni di agonismo, il metro in tasca ce l'ha per sempre.

Il punto di partenza realistico, se parti da zero, resta la sezione provinciale: si comincia dalle prove sociali e dai campionati di società, che sono l'ingresso naturale e il posto dove si impara di più.