La tessera FIPSAS è il pezzo di carta più frainteso della pesca italiana. Metà dei pescatori è convinta che senza non si possa bagnare un amo. È falso, e capire perché ti fa risparmiare tempo, soldi e figuracce col controllo.

Il pasticcio nasce da tre documenti diversi che tutti chiamano "la licenza" e che invece non c'entrano niente l'uno con l'altro. Uno è per il mare, uno per l'acqua dolce, e uno, la tessera FIPSAS, non è affatto una licenza. Mettiamoli in fila.

Mare: gratis, ma da gennaio ti registri

Tessera FIPSAS — Mare gratis ma ti registri

Per pescare in mare non esiste, e non è arrivata, nessuna licenza a pagamento. Quello che serve è la comunicazione al MASAF, il ministero: una registrazione gratuita che ti rilascia un attestato valido come titolo. Gratis, cinque minuti, e sei in regola.

La novità del 2026 è un'altra, e va spiegata bene perché in giro si legge di tutto. Dal 10 gennaio, chi pesca in mare e ha più di 16 anni deve dichiarare le catture di alcune specie sotto gestione europea — spigola, orata, tonno rosso, lampuga — tramite l'app RecFishing, ogni giorno di uscita. Non è una nuova licenza generalizzata e non vieta niente: si affianca alla comunicazione MASAF, non la sostituisce. E chi pesca soltanto da riva, dalla spiaggia o dal molo, non è trattato come chi pesca da barca o in apnea. In sostanza: registrati al ministero, e se punti a quelle specie, scarica l'app.

Acqua dolce: qui la licenza esiste davvero

Tessera FIPSAS — Acqua dolce la licenza vera

Cambia tutto quando lasci il mare per un fiume o un lago. Per le acque interne serve la licenza governativa di tipo B, che è una vera licenza a pagamento, gestita dalle Regioni. Nella pratica è ridotta a una tassa di concessione: paghi il bollettino e la ricevuta è la tua licenza.

Costa poco e cambia da regione a regione: circa 22 euro in Emilia-Romagna, 23 in Lombardia, 35 in Piemonte. Vale dodici mesi dal pagamento ed è valida su tutto il territorio nazionale, non solo nella regione dove l'hai fatta. Questa, e non la tessera federale, è ciò che ti rende legale col mulinello in mano davanti a una trota.

E allora la FIPSAS a cosa serve?

Tessera FIPSAS — A cosa serve

Qui sta il nodo. La tessera FIPSAS non è un permesso per pescare: è la tessera di iscrizione a una federazione sportiva. Non ti serve per essere in regola in mare né in acqua dolce. Ti serve per fare le cose "da federazione".

Con la tessera partecipi alle gare e ai campionati ufficiali, accedi ai campi gara e ai tratti di fiume che la FIPSAS gestisce in convenzione, ti iscrivi a corsi e brevetti, e soprattutto sei coperto da un'assicurazione RC e infortuni mentre peschi. Costa in genere sui 25-35 euro l'anno tramite una società affiliata. Vale la pena? Se peschi due domeniche d'estate dallo scoglio, no: ti basta la comunicazione al ministero. Se peschi ogni settimana, frequenti acque gestite o vuoi provare una gara, la sola assicurazione ripaga la quota, e con essa sostieni il sistema che fa ripopolamenti e tiene in piedi i campi gara di cui beneficiano tutti.

Riassumendo la regola d'oro: la carta che ti mette in regola dipende da dove peschi, non da quanto sei appassionato. La tessera FIPSAS misura la seconda cosa, non la prima.