Il calendario di pesca non è burocrazia. È una tregua che firmi ogni anno col pesce, e la firmi proprio nel momento in cui potresti massacrarlo senza fatica.

Quel momento è la frega, la riproduzione. Quando una specie si riproduce diventa prevedibile, concentrata e distratta: le regole del calendario ittico esistono per non approfittarne. Chiudere la pesca durante la frega non è un dispetto, è l'unico modo per avere ancora pesci da pescare l'anno dopo.

Perché si chiude proprio d'inverno

Calendario acque interne — Perché si chiude d'inverno

La trota è il caso da manuale, e spiega tutto. Si riproduce nei mesi freddi, tra l'autunno e l'inverno, quando le femmine risalgono la corrente e scavano col corpo delle piccole buche nella ghiaia, le "frega", dove depongono le uova. In quei giorni sono immobili, esauste, ammassate sugli stessi tratti di ghiaino a pochi centimetri di profondità. Un pescatore senza scrupoli lì non pesca: raccoglie.

Ecco perché nella maggior parte delle regioni alpine e appenniniche la trota si chiude verso la prima domenica di ottobre e riapre l'ultima di febbraio. Il fermo copre esattamente la finestra in cui gli adulti stanno fabbricando le trote del futuro. Ogni femmina risparmiata a dicembre sono centinaia di avannotti in più a primavera. Il conto è tutto qui, e torna sempre.

Ogni specie ha il suo calendario

Calendario acque interne — Ogni specie il suo calendario

Ogni pesce si riproduce nel suo momento, quindi ogni pesce ha il suo fermo. Il luccio, predatore che depone a fine inverno, è tipicamente chiuso da gennaio fino a marzo o aprile, con misure minime alte (spesso 60 cm) e il rilascio obbligatorio del luccio autoctono in un numero crescente di acque. Il persico reale ha un divieto primaverile, di solito tra aprile e maggio. La carpa e gli altri ciprinidi si pescano quasi ovunque tutto l'anno, ma sempre più spesso in regime di rilascio obbligatorio oltre una certa taglia.

Le date che leggi qui sono la logica generale, non il vangelo. Il punto scomodo del calendario italiano è che cambia col confine: quello che vale in Lombardia non vale in Friuli, e a volte cambia da una provincia all'altra o addirittura da un fiume all'altro. Il luccio in Lombardia chiude col nuovo anno, ma sull'Adda va oltre. Non esiste "il calendario nazionale": esiste il tuo.

La regola che non cambia mai

Calendario acque interne — La regola che non cambia

Al di là delle date, tre cose valgono ovunque e conviene averle in testa. La prima: in acqua dolce serve la licenza regionale, la tassa di concessione, e per molti tratti anche un permesso dell'ente che li gestisce. La seconda, la più fraintesa: durante il fermo di una specie non puoi pescarla nemmeno per rilasciarla. Il catch and release non è una scappatoia, perché il solo disturbo sulla frega fa danno, e infatti in divieto è vietato pure quello.

La terza riguarda il pesce vivo. Le esche vive sono regolamentate e spesso proibite, e spostare un pesce vivo da un bacino all'altro è vietato praticamente ovunque: è così che si diffondono specie invasive e malattie, e un secchiello di alborelle portato nel lago sbagliato può fare più danni di dieci bracconieri.

Prima di ogni uscita, il calendario ittico aggiornato della tua regione e le ordinanze della provincia. Cinque minuti di lettura noiosa valgono una stagione intera.