Polpo comune (Octopus vulgaris): esemplare fotografato
MareCostaPredatoreVelenoso

Polpo comune

Octopus vulgaris

L'Octopus vulgaris è provvisto di un corpo molle del tutto privo di scheletro rigido (si muove grazie a un sistema idrostatico muscolare), ha tre cuori e otto braccia fornite di una doppia fila di ventose. Si posiziona al vertice dell'intelligenza fra gli invertebrati grazie a capacità di apprendimento avanzate, ed è un maestro nel mimetismo dinamico. È una specie semelpara: compie un unico atto riproduttivo, a seguito del quale la femmina accudisce le uova senza nutrirsi fino a morire poco dopo la schiusa. Alieuticamente, riveste enorme importanza commerciale, pur affrontando i pesanti impatti della sovrapesca intensiva e dei cambiamenti climatici.

Carta d'identità

La lunghezza del mantello misura in media tra i 10 e i 25 cm, la lunghezza totale varia dai 60 ai 130 cm e gli adulti raggiungono comunemente un peso di 3-5 kg.Taglia media
Negli esemplari adulti di dimensioni eccezionali può arrivare fino a 9-10 kg.Peso massimo
Ha un ciclo vitale estremamente breve per le sue dimensioni, vivendo in media solo 1-2 anni (12-24 mesi). Alcuni maschi, eccezionalmente e in condizioni favorevoli, possono sfiorare i 3,5 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Octopus vulgaris
Famiglia
Octopodidae (Ordine: Octopoda, Sottoclasse: Coleoidea, Classe: Cephalopoda, Phylum: Mollusca).
Habitat
Specie bentonica e costiera, abita comunemente profondità comprese tra 0 e 100 metri (solo occasionalmente fino a 200 m). Per la costruzione della tana predilige fondali rocciosi e corallini ricchi di anfratti, ma si adatta benissimo a praterie di Posidonia, fondali sabbiosi e fangosi, dove utilizza conchiglie o detriti per ripararsi.
Tecniche di pesca
  • Nasse, vasetti di terracotta e barattoli (trappole).
  • Ami e palangari.
  • Reti da posta ed esche speciali dette polpare (utilizzate anche con pesci e granchi come esca).
  • Reti da strascico o da traino (tipiche della pesca intensiva e industriale).
  • Raccolta a mano/artigianale (Visual census - Scuba diving) identificando la tana grazie ai "middens", le pile di detriti e conchiglie svuotate tipicamente accumulate all'esterno del rifugio.
Alimentazione
È un vorace predatore carnivoro generalista e opportunista. La sua dieta si basa primariamente su crostacei (granchi, aragoste, scampi), molluschi bivalvi e gasteropodi, e occasionalmente pesci teleostei. Inietta una saliva velenosa e paralizzante (ricca di enzimi e cefalotossina) tramite un foro praticato con il becco corneo e la radula, per estrarre facilmente la carne dai gusci.
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo).

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immagina un animale con tre cuori, sangue blu a base di rame e ben nove cervelli: uno centrale e otto "periferici", uno per ogni braccio, in grado di prendere decisioni autonome. Non è un alieno, è il re indiscusso dei nostri fondali: il Polpo comune, o scientificamente Octopus vulgaris.

Appartenente alla famiglia degli Octopodidae e alla grande classe dei cefalopodi, questo mollusco straordinario ha rinunciato del tutto alla conchiglia protettiva dei suoi antenati per diventare un maestro di flessibilità e intelligenza. È un animale a corpo molle, del tutto privo di scheletro interno o esterno.

Polpo comune (Octopus vulgaris): esemplare su sfondo bianco

Le sue dimensioni incutono rispetto, anche se variano molto: un adulto pesa in media tra i 3 e i 5 kg, con un mantello lungo circa 25 cm e un'apertura di braccia che può superare il metro. Tuttavia, girano storie di esemplari eccezionali capaci di raggiungere i 9 o persino 10 kg di peso.

Come riconoscerlo

Polpo comune — Come riconoscerlo

Il corpo dell'Octopus vulgaris è una sacca muscolare a forma di bulbo, da cui partono otto braccia poderose e uguali tra loro. Per distinguerlo subito da altri "cugini" meno nobili, basta guardare sotto i tentacoli: il vero Polpo comune ha sempre una doppia fila di ventose su ogni braccio. Se ne vedete solo una fila, vi stanno vendendo un moscardino (Eledone moschata).

I colori? Praticamente infiniti. Grazie a un sofisticato sistema di cromatofori (cellule elastiche piene di pigmento), iridofori e leucofori, cambia veste in pochi millisecondi passando dal rosso-mattone, al grigio, al marrone chiazzato, modificando anche la texture della pelle da liscia a bitorzoluta (grazie a speciali muscoli detti papille) per fondersi con lo scoglio. Un segno distintivo, se lo beccate a riposo, è un motivo a rombo formato da quattro grandi papille sul dorso e un paio di macchie bianche.

L'errore più tipico al mercato o in mare è confonderlo con la polpessa (Callistoctopus macropus). Come si riconosce l'inganno? La polpessa è smilza, ha braccia molto più lunghe, è spiccatamente rossiccia con evidenti puntini bianchi e caccia quasi solo di notte. Nelle varie regioni lo troverete chiamato in tanti modi: "Piovra" per gli esemplari più grossi, Fōlp in Emilia-Romagna, Purpu in Campania e in molte zone del sud.

Habitat e abitudini

Polpo comune — Habitat e abitudini

L'Octopus vulgaris è un cosmopolita dei mari temperati e tropicali: lo peschiamo in tutto il Mediterraneo e nell'Atlantico orientale. Ama le acque costiere, dalla superficie fino a 100 metri di profondità, spingendosi solo di rado verso i 200 metri. Di base è un "casalingo" bentonico: si rintana in anfratti rocciosi, barriere coralline o praterie di Posidonia, ma non disdegna i fondali sabbiosi dove usa conchiglie e detriti per costruirsi un rifugio.

A tavola è un buongustaio carnivoro e opportunista: va pazzo per crostacei (granchi in primis), bivalvi e gasteropodi. È un predatore formidabile e solitario, assai geloso del suo territorio. Sulle sue abitudini orarie gli scienziati si accapigliano un po': c'è chi lo descrive come un cacciatore strettamente crepuscolare o notturno, e chi ha dimostrato che può essere tranquillamente attivo anche di giorno a seconda dei predatori che ha intorno.

La riproduzione è intensa e tragica. È una specie semelpara: si riproduce una sola volta nella vita. Il maschio usa un braccio speciale, l'ectocotilo (il terzo braccio destro), per depositare le spermatofore (sacche di sperma) nella femmina, e poco dopo muore. La madre, invece, sceglie una tana sicura e depone dalle 100.000 alle 500.000 uova. Da quel momento, per mesi, smette completamente di nutrirsi per soffiare acqua sulle uova, pulirle e proteggerle, fino a morire letteralmente di fame ed esaurimento subito dopo la loro schiusa.

Pesca e rapporto con l'uomo

Polpo comune — Pesca e rapporto con l'uomo

In mare, il polpo è una preda ambitissima. Viene insidiato a livello artigianale e industriale usando nasse, trappole (persino vecchi vasi o barattoli), reti da posta, palangari e reti a strascico. I pescatori tradizionali sanno che spesso basta calare la "polpara" (un'esca artificiale con ami) magari arricchita con un granchio. Oltre 20.000 tonnellate vengono pescate ogni anno solo al largo dell'Africa nord-occidentale.

Oggi l'IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) lo classifica come specie a Rischio Minimo (LC), ma attenzione: l'interesse commerciale altissimo e la pesca intensiva, uniti all'impatto dei cambiamenti climatici, stanno mettendo a dura prova molte popolazioni costiere, portando a fenomeni di sovrapesca.

L'acquacoltura è il grande sogno dell'industria ittica per alleggerire la pressione sul mare, ma il polpo è un osso duro. Sebbene la spagnola Pescanova sia recentemente riuscita nell'impresa di far riprodurre in cattività esemplari nati in vasca chiudendone il ciclo, allevare questi animali è difficilissimo. Il vero ostacolo è la fase paralarvale: i minuscoli polpetti appena nati (1-2 mm) sono estremamente delicati, richiedono prede vive specifiche e tendono al cannibalismo se messi in spazi ristretti.

A tavola

Polpo comune — A tavola

Il polpo è un pilastro della cucina mediterranea, magro, leggero e ricchissimo di gusto. In pescheria lo trovate tutto l'anno, ma per godere appieno delle sue qualità organolettiche i mesi freddi, da settembre ad aprile, sono il periodo d'oro.

Come riconoscerlo fresco al banco? Trattandosi di un mollusco molle senza scaglie, vale la regola aurea: la carne deve essere soda ed elastica, tanto che premendo col dito non deve rimanere l'impronta.

In cucina c'è un rito obbligatorio: la sfibratura. Se non comprate un polpo già trattato o decongelato (il gelo rompe le fibre), dovrete sbatterlo vigorosamente o "arricciarlo" sugli scogli per ammorbidire le sue carni tenaci. Fatto ciò, i tempi di cottura sono lunghi, servono 40-50 minuti per renderlo burroso. Le preparazioni italiane classiche sono da acquolina in bocca:

  • Polpo bollito in insalata: un grande classico, servito tiepido o freddo, con patate o semplicemente olio extravergine, limone e prezzemolo.
  • Polpo "alla pignata": meraviglia della tradizione pugliese, stufato lentamente nella pignatta di terracotta nel suo stesso liquido, con pomodoro, cipolla e aromi.
  • Polpo alla griglia o arrosto: sbollentato e poi passato sui carboni ardenti per una consistenza croccante fuori e morbida dentro.

Lo sapevi che…

Polpo comune — Lo sapevi che…
  • L'inventore della discarica: Il polpo mangia in tana e accumula gli scarti (gusci di granchi e conchiglie) proprio fuori dalla porta, creando dei veri e propri mucchi di spazzatura chiamati middens. Proprio osservando questi "giardinetti di conchiglie", i Beatles trovarono l'ispirazione per scrivere la famosa canzone "Octopus's Garden" nel 1969!
  • Un trapano velenoso: Per mangiare un granchio non si limita a spaccarlo. Usando un becco corneo simile a quello di un pappagallo e la sua lingua dentata (la radula), fa un microscopico forellino nel guscio della preda. Da lì inietta una saliva tossica paralizzante che scioglie la carne dall'interno, rendendola pronta da succhiare.
  • Fuga su due gambe: Sebbene abbia 8 braccia, per fuggire rapidamente da un predatore sui fondali sabbiosi è stato osservato usare la locomozione bipede: solleva 6 tentacoli per mimetizzarsi (magari imitando un'alga) e "cammina" usando solo gli altri due come se avesse le gambe.
  • Star del cinema: Le doti di intelligenza, memoria e persino di attaccamento emotivo di questo mollusco sono state rese celebri al grande pubblico nel toccante documentario premio Oscar "Il mio amico in fondo al mare" (My Octopus Teacher).
  • Bioingegneria del freddo: Invece di aspettare mutazioni genetiche per adattarsi alle variazioni di temperatura (dal caldo dei tropici alle fredde correnti), il polpo è in grado di modificare e "riscrivere" attivamente il proprio RNA per produrre proteine diverse a seconda del freddo o caldo che fa!

Domande frequenti su Polpo comune

Dove vive la specie Polpo comune?

Specie bentonica e costiera, abita comunemente profondità comprese tra 0 e 100 metri (solo occasionalmente fino a 200 m). Per la costruzione della tana predilige fondali rocciosi e corallini ricchi di anfratti, ma si adatta benissimo a praterie di Posidonia, fondali sabbiosi e fangosi, dove utilizza conchiglie o detriti per ripararsi. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo, Atlantico.

Quanto è grande Polpo comune?

La taglia media è di La lunghezza del mantello misura in media tra i 10 e i 25 cm, la lunghezza totale varia dai 60 ai 130 cm e gli adulti raggiungono comunemente un peso di 3-5 kg. e un peso massimo di Negli esemplari adulti di dimensioni eccezionali può arrivare fino a 9-10 kg.

Come si pesca Polpo comune?

Le tecniche più efficaci sono nasse, vasetti di terracotta e barattoli (trappole). ami e palangari. reti da posta ed esche speciali dette polpare (utilizzate anche con pesci e granchi come esca). reti da strascico o da traino (tipiche della pesca intensiva e industriale). raccolta a mano/artigianale (visual census - scuba diving) identificando la tana grazie ai "middens", le pile di detriti e conchiglie svuotate tipicamente accumulate all'esterno del rifugio.

Di cosa si nutre Polpo comune?

Si nutre di è un vorace predatore carnivoro generalista e opportunista. la sua dieta si basa primariamente su crostacei (granchi, aragoste, scampi), molluschi bivalvi e gasteropodi, e occasionalmente pesci teleostei. inietta una saliva velenosa e paralizzante (ricca di enzimi e cefalotossina) tramite un foro praticato con il becco corneo e la radula, per estrarre facilmente la carne dai gusci: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.