Pesce flauto (Fistularia commersonii): esemplare fotografato
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Pesce flauto

Fistularia commersonii

Il Pesce flauto è uno straordinario predatore alloctono, facilmente riconoscibile per il corpo tubolare e privo di scaglie, il lungo muso a forma di "pipetta" aspirante e il caratteristico filamento al centro della pinna caudale, che porta pori sensoriali (si ritiene che lo aiuti a percepire le prede, ma la sua funzione non è ancora dimostrata). Il dorso è grigio-verdastro con macchie azzurre, ma di notte o quando stressato sfoggia un mantello mimetico a bande verticali scure. Molto abile nella caccia all'agguato, si avvicina alle prede fingendosi un relitto alla deriva oppure nascondendosi tra banchi di pesci innocui, per poi inghiottirle con un fulmineo risucchio.

Carta d'identità

Circa 100 cm (le misure più comuni si attestano tra i 20 e i 100 cm).Taglia media
Circa 3-4 kg stimati per un esemplare di 160 cm; l'esemplare mediterraneo più pesante finora pubblicato è di 1,3 kg (116,5 cm), e un pesce di un metro pesa in genere meno di 1 kg.Peso massimo
11,1 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Fistularia commersonii
Famiglia
Fistulariidae.
Habitat
Substrati rocciosi, sabbiosi e praterie sommerse di Posidonia oceanica; specie bentopelagica tipicamente costiera ma che può spingersi fino a 132 metri di profondità.
Tecniche di pesca
  • Pesca subacquea in apnea — l'animale mostra scarsa diffidenza e si lascia avvicinare. Attenzione: la pesca subacquea è vietata in tutte le aree marine protette italiane, dove costituisce reato, e resta soggetta alle regole generali (niente autorespiratore, divieto di notte, distanza dalle spiagge e dalle attrezzature da pesca, età minima 16 anni).
  • Traina di superficie e spinning — abbocca con voracità anche alle esche artificiali.
  • Nota — nella pesca professionale finisce spesso come cattura accidentale in reti da posta, tremagli e reti a strascico. Al pescatore sportivo questi attrezzi non sono consentiti (DPR 1639/1968, art. 138).
Alimentazione
Predatore carnivoro e piscivoro: si nutre soprattutto di piccoli pesci gregari e demersali (menole, boghe, acciughe), oltre che di piccoli crostacei e cefalopodi.
Stato IUCN
LC (Least Concern) nella valutazione globale IUCN del 2016: specie a rischio minimo, con resilienza alta (la popolazione può raddoppiare in meno di 15 mesi). Nel Mediterraneo, dove è arrivata nel 2000, si è diffusa in tutti i sottobacini entro il 2007 ed è oggi stabilmente insediata.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneTirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immagina di essere un sub che esplora una prateria di Posidonia, tutto concentrato sui fondali, e poi alzi la testa. Davanti a te c'è qualcosa che sembra un righello vivente lungo quasi un metro. Non ha forma di pesce — o meglio, ha così tanta forma di "flauto" che sembra messo lì apposta da qualcuno che odiava la biologia marina tradizionale. Corpo lunghissimo e sottilissimo, sezione perfettamente tonda, muso che si prolunga in un tubo elegante e, in coda, un filo sottile come un capello che sbuca dalla pinna caudale biforcuta. Benvenuto nel mondo di Fistularia commersonii, il pesce flauto — o cornetta, se preferisci uno strumento diverso.

Pesce flauto (Fistularia commersonii): esemplare su sfondo bianco

Questo signore non è originario del Mediterraneo. Arriva dall'Indo-Pacifico e ha scelto la porta di servizio: il Canale di Suez. È un migrante lessepsiano — uno dei tanti ospiti non invitati che, dopo l'apertura del canale, hanno deciso che il nostro mare era abbastanza accogliente. E ci ha preso gusto: oggi è stabilmente presente nel Mediterraneo orientale, e gli avvistamenti si moltiplicano ogni anno un po' più a ovest. Se non lo hai ancora incontrato in acqua, è solo questione di tempo.

Come riconoscerlo

Pesce flauto — Come riconoscerlo

Confonderlo con qualcos'altro è, in tutta onestà, impossibile. Fistularia commersonii non somiglia a nessun altro pesce del Mediterraneo. Il corpo è un tubo argenteo-verdognolo, così lungo e sottile che, visto di profilo, sembra una striscia di luce. Può superare il metro di lunghezza, con un peso ridicolmente basso per quella taglia: non è un animale massiccio, è un animale sfilato. La livrea varia dal verde-azzurro dorsale all'argento ventrale, e spesso presenta linee o puntini blu iridescenti sul dorso — i dettagli che fanno capire che, dietro quella forma assurda, c'è un animale che sa il fatto suo.

L'elemento più caratteristico, oltre alla forma, è il muso a tubo: la bocca è piccola, terminale, e il muso si allunga fino a somigliare a un contagocce o, appunto, al bocchino di uno strumento a fiato. In coda, quel filo solitario — un prolungamento del raggio centrale della pinna — è il segno inconfondibile che stai guardando il pesce giusto. Se vedi uno stecco d'argento nuotare con quella flemma regale, è lui.

Habitat e abitudini

Pesce flauto — Habitat e abitudini

Il pesce flauto ama le acque costiere chiare: si muove su fondali bassi, tra le praterie di Posidonia oceanica, le scogliere, i fondali sabbiosi e le barriere coralline (là dove esistono). Non ama le profondità, preferisce i primi decine di metri d'acqua dove la luce è buona e c'è vita da cacciare. In genere lo incontri da solo o in piccoli gruppi, mai in fitti banchi — è un predatore e i predatori, si sa, non dividono volentieri la dispensa.

Il suo metodo di caccia è uno dei più surreali del mare. Non si lancia in picchiata, non insegue a velocità. Si avvicina lentissimo, con movimenti impercettibili, spesso affiancandosi a grandi pesci erbivori o addirittura a specie più grandi per usarle come "scudo visivo" — una tattica che ha un nome, caccia in ombra, e che gli permette di arrivare a distanza ravvicinata dai pesci piccoli. Poi, quando è abbastanza vicino, apre la bocca a tubo e aspira: la preda viene risucchiata a velocità fulminea, senza scampo. È come essere inghiottiti da una cannuccia gigante. Crudele quanto elegante.

Ha una capacità notevole di mimetizzarsi in verticale: spesso si mette in posizione quasi perpendicolare al fondale, imitando i gambi delle gorgonie o i lunghi steli delle alghe. Fermo, verticale, immobile — è praticamente invisibile. La forma da "flauto", che sembra uno scherzo della natura, si rivela una delle migliori strategie evolutive del Mediterraneo.

Pesca e rapporto con l'uomo

Pesce flauto — Pesca e rapporto con l'uomo

Il pesce flauto non è una preda ambita, e il motivo è semplice: ha pochissima carne in proporzione alla taglia. Tutta quella lunghezza inganna — togliti l'idea che ci sia il filetto di un dentice dietro quella silhouette. È una cattura accidentale, che finisce nelle reti o sull'amo di chi pescava tutt'altro. Qualche appassionato di pesca sportiva lo intercetta, rimane stupito dalla forma strana, lo fotografa e lo rilascia — o racconta la storia al bar.

Chi lo incontra sott'acqua, invece, è spesso colpito dalla sua assoluta mancanza di timore. Si avvicina, si lascia osservare, annusa la maschera del sub con quella proboscide curiosa. Non è stupidità: è la stessa confidence fredda del predatore che sa di non avere nemici naturali significativi nel Mediterraneo. Il sub è grande, ma non mangia pesci flauto — e lui lo sa.

Dal punto di vista ecologico, la sua diffusione nel Mediterraneo preoccupa gli scienziati. Come ogni specie aliena di successo, compete con i predatori locali per le stesse prede: piccoli pesci, gamberetti, giovani di specie autoctone. Non è ancora emergenza, ma i biologi lo tengono d'occhio.

A tavola

Pesce flauto — A tavola

Diciamocelo: il pesce flauto non è il protagonista di alcun menu stellato. La carne esiste, è bianca e delicata, ma la resa sul peso è talmente bassa da scoraggiare qualsiasi intento gastronomico serio. In Giappone, in alcune zone del Pacifico, viene consumato con curiosità locale — ma in Italia rimane sostanzialmente fuori dal circuito.

Se per qualsiasi ragione ti ritrovi a doverlo cucinare, il consiglio è massima semplicità:

  • Al vapore: la cottura più rispettosa per una carne così magra. Pochi minuti, un filo d'olio extravergine e qualche erba aromatica.
  • In brodetto: la forma lunga lo rende difficile da gestire, ma tagliato a tranci entra facilmente in una zuppa di pesce. Dà sapore senza essere il protagonista — ruolo per cui, in cucina, non è ancora pronto.
  • Crudo: chi ama il sashimi e ha la fortuna di avere un esemplare freschissimo, riferisce una carne pulita e leggerissima. Purché il pesce sia stato catturato nelle ultime ore.

In ogni caso, se lo prendi, considera il rilascio. È un animale raro da vedere, unico nel suo genere, e il piacere di averlo incontrato in acqua vale molto di più del poco che offre nel piatto.

Lo sapevi che…

Pesce flauto — Lo sapevi che…
  • L'aspirapolvere del Mediterraneo: la bocca a tubo di Fistularia commersonii funziona come un contagocce al contrario. Aprendo rapidamente la cavità orale crea una corrente d'acqua che risucchia la preda prima ancora che questa si renda conto di cosa sta succedendo. Velocità di reazione: frazioni di secondo.
  • Caccia in ombra: è documentato scientificamente che il pesce flauto si nasconde accanto a pesci più grandi — cernie, pesci pappagallo, persino tartarughe marine — per avvicinarsi ai pesci piccoli senza essere identificato come minaccia. Un maestro del travestimento sociale.
  • Espansione record: la colonizzazione del Mediterraneo da parte di Fistularia commersonii è considerata dagli scienziati una delle più veloci mai registrate per una specie marina. Nel giro di pochissimi anni dopo i primi avvistamenti negli anni 2000, ha raggiunto le coste italiane e sta continuando verso ovest.
  • Il filo in coda non è decorativo: quel filamento che prolunga la pinna caudale ha una funzione sensoriale — aiuta il pesce a percepire i movimenti dell'acqua e le prede nelle vicinanze. Non è un ornamento evolutivo: è un sensore.
  • Mimetismo verticale: tra i sub che lo avvistano regolarmente, circola la voce che il pesce flauto "scompare davanti ai tuoi occhi" quando si mette in verticale tra i rami di una gorgonia. Non è magia: è la forma del corpo, progettata dall'evoluzione per ingannare chiunque guardi dal lato sbagliato.

Domande frequenti su Pesce flauto

Dove vive il pesce flauto?

Substrati rocciosi, sabbiosi e praterie sommerse di Posidonia oceanica; specie bentopelagica tipicamente costiera ma che può spingersi fino a 132 metri di profondità. Diffuso in: Tirreno, Adriatico, Ionio, Mar Ligure, Sardegna, Sicilia, Mediterraneo.

Quanto è grande Pesce flauto?

La taglia media è di Circa 100 cm (le misure più comuni si attestano tra i 20 e i 100 cm). e un peso massimo di Circa 3-4 kg stimati per un esemplare di 160 cm; l'esemplare mediterraneo più pesante finora pubblicato è di 1,3 kg (116,5 cm), e un pesce di un metro pesa in genere meno di 1 kg.

Come si pesca Pesce flauto?

Le tecniche più efficaci sono pesca subacquea in apnea; traina di superficie e spinning; nota.

Di cosa si nutre Pesce flauto?

Si nutre di predatore carnivoro e piscivoro: si nutre soprattutto di piccoli pesci gregari e demersali (menole, boghe, acciughe), oltre che di piccoli crostacei e cefalopodi: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.