
Gambusia
Gambusia affinis
Piccolo pesce ovoviviparo originario del Nord America, introdotto nelle paludi italiane nel XX secolo con l'illusione di usarlo nella lotta biologica contro la malaria. Mostra un marcato dimorfismo sessuale: le femmine sono più capienti con una macchia scura sul ventre, mentre i maschi possiedono un gonopodio (la pinna anale modificata per l'accoppiamento). A causa del suo comportamento aggressivo e dell'incredibile tolleranza agli sbalzi termici, minaccia gravemente gli ecosistemi decimando gli anfibi e soppiantando per esclusione competitiva i pesci autoctoni come il nono (Aphanius fasciatus).
Carta d'identità
Scheda tecnica
- Nome scientifico
- Gambusia affinis
- Famiglia
- Poeciliidae.
- Habitat
- Substrato fangoso, tollerante ad acque dolci e salmastre; predilige acque calde, stagnanti o a lento scorrimento ricche di vegetazione sommersa. Profondità tipica bassissima, a partire da zone di appena 3 mm di acqua fino alle sponde litorali, rifugiandosi in fosse di svernamento profonde 0,9 - 1,2 metri durante i mesi freddi.
- Tecniche di pesca
- La specie non riveste alcun interesse per la pesca sportiva o commerciale.
- Storicamente veniva incautamente pescata per l'uso come esca viva per pesci predatori e tartarughe, pratica oggi totalmente illegale.
- Gli unici prelievi autorizzati avvengono ai fini di monitoraggio o eradicazione ecologica, mediante elettropesca in zone di acqua bassa, piccole reti a strascico (sciabiche) trascinate a riva, guadini a maglia stretta o prosciugamento totale dei bacini isolati.
- Alimentazione
- Onnivora e predatrice altamente opportunista; si nutre di zooplancton, detriti, alghe, macroinvertebrati e larve di insetti (tra cui quelle di zanzara), ma preda voracemente anche uova e avannotti di specie ittiche autoctone e larve di anfibi.
- Stato IUCN
- LC (Rischio minimo) - Nonostante il suo eccellente stato di salute e l'ampia diffusione globale, l'IUCN la inserisce nella temuta lista delle 100 specie aliene invasive più dannose al mondo.
Distribuzione in Italia
Mari e zoneSardegna, Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana
Chi è
Immagina un pesce così piccolo che ti sta comodamente in un cucchiaio, ma così spietato e vorace da essere finito dritto nella famigerata lista delle 100 specie aliene invasive più dannose dell'intero pianeta. Questa è la Gambusia affinis (spesso e volentieri accomunata alla sua "gemella" Gambusia holbrooki), un minuscolo pesce d'acqua dolce che appartiene alla famiglia dei Poeciliidae.

Le sue dimensioni sono a dir poco ridicole: i maschi, più minuti e snelli, faticano a raggiungere i 4 centimetri, mentre le vere dominatrici della specie, le femmine, possono arrivare fino a 7 o 8 centimetri di lunghezza massima. La loro vita è tanto breve quanto vissuta al massimo: un esemplare, se riesce a non farsi mangiare, ha un'aspettativa di vita media che in natura oscilla solitamente tra 1 e 3 anni.
Come riconoscerlo
In acqua, la Gambusia non è certo un pesce da sfilata. Ha un corpo tozzo nella parte anteriore che si fa più affusolato verso la coda, una testolina piatta sulla parte superiore e una minuscola bocca rivolta verso l'alto, perfetta per cacciare e respirare a pelo d'acqua. Il colore va dal grigio-oliva al bruno verdastro sul dorso, per sfumare in un ventre argenteo o biancastro, spesso con tenui riflessi bluastri e scaglie dal bordo scuro che creano un effetto "a reticolo". Sotto l'occhio si nota frequentemente una macchia scura a forma di lacrima.
Riconoscere maschi e femmine è un gioco da ragazzi. La femmina sfoggia una vistosa macchia gravidica nera proprio sul pancione gonfio, mentre il maschio adulto ha la pinna anale modificata e appuntita, trasformata in un tubicino copulatore chiamato gonopodio. Se le vedi in un fosso, potresti confonderle con le femmine del Guppy (Poecilia reticulata), ma la Gambusia è molto meno colorata.
Le fonti scientifiche litigano un po' per distinguere esattamente Gambusia affinis da Gambusia holbrooki: c'è chi conta i raggi della pinna dorsale (generalmente 6 o 7 per l'una, 7 o 8 per l'altra) e chi guarda se il gonopodio ha dei piccoli dentelli o è liscio; per un occhio non allenato, però, sono lo stesso, identico pesce. Quanto ai nomi locali, la parola stessa "gambusino" deriva dallo spagnolo cubano e significa colloquialmente "inutile", un'espressione usata dai pescatori quando tornano a casa con le reti vuote. In Australia, invece, le odiano a tal punto per i danni ecologici che causano da averle ribattezzate DAMNbusia, ovvero "il pesce dannazione".
Habitat e abitudini

È un vero e proprio "carro armato" acquatico, originario dei bacini del fiume Mississippi e del Golfo del Messico negli Stati Uniti, ma oggi diffuso ovunque. Adora i fondali fangosi e sguazza felice in acque calde, stagnanti o a lento scorrimento, come stagni, paludi, canali di bonifica e lanche fittamente vegetate. È una specie gregaria, nuota spesso in fitti branchi, ed è capace di tollerare l'intollerabile: acque scarsissime di ossigeno, inquinamento organico, alta salinità e sbalzi termici che vanno da temperature vicine allo zero fino a sfiorare i 42°C. Riesce persino a nuotare e disperdersi in pozzanghere profonde appena 3 millimetri.
Di giorno è instancabile. La sua dieta è onnivora e ferocemente opportunista: mangia zooplancton, detriti e piccoli insetti, ma va letteralmente pazza per le larve di zanzara. Il problema è che essendo un predatore molto aggressivo (ama mordere e strappare le pinne agli altri pesci), divora con ingordigia anche uova e avannotti di pesci autoctoni, nonché piccoli girini. La riproduzione è affascinante: sono pesci ovovivipari, il che significa che le uova si schiudono direttamente nella pancia della madre, la quale "partorisce" dalle 40 alle 60 (e talvolta molte di più!) minuscole gambusie già perfettamente in grado di nuotare e cacciare.
Pesca e rapporto con l'uomo

Dimenticatevi canne da pesca o ecoscandagli: a livello sportivo e commerciale, il valore della Gambusia è pari a zero. La si raccoglie tuttalpiù con piccoli guadini a maglia stretta o sciabiche tirate a riva. Un tempo veniva usata dai pescatori come esca viva per i pesci predatori, una pratica che oggi è totalmente illegale.
Il suo rapporto con l'uomo ha segnato la storia: a partire dall'inizio del '900, la Gambusia è stata allevata e introdotta in bacini di mezzo mondo (inclusa l'Italia) come arma biologica per eradicare le zanzare portatrici della malaria. Il suo stato di conservazione generale è classificato come "Rischio minimo", perché la specie esplode demograficamente ovunque trovi acqua. Ma l'uomo ha creato un mostro: essendo diventata un predatore fuori controllo per le specie locali, l'Unione Europea l'ha inserita nella lista delle Specie Esotiche Invasive (IAS). Oggi è rigorosamente vietato trasportarla, venderla, allevarla e, soprattutto, rilasciarla in natura.
A tavola

Stagione ottimale? Nessuna. Come valutarla al banco? Impossibile, non la troverai mai in una pescheria. Un pescatore ruspante si metterebbe a ridere alla sola idea di cucinarla: la consistenza delle carni non è classificabile, perché questo pesciolino di pochissimi grammi è composto in gran parte solo da lische, interiora e scaglie.
L'unica "preparazione classica" storicamente nota non riguardava le padelle umane, ma gli acquari e i terrari: in passato veniva data cruda e viva in pasto a tartarughe d'acqua o grossi pesci carnivori. Ma badate bene: oggi in Europa perfino detenerle o regalarle come mangime vivo è un reato. Questo non è un pesce da mettere nel piatto, è un pesce che si "mangia" letteralmente la biodiversità dei nostri stagni.
Lo sapevi che…

- Eroi antimalarici italiani: Negli anni '20 del Novecento, per debellare la malaria che flagellava il Paese, eminenti scienziati italiani come Giovanni Battista Grassi e Massimo Sella importarono le gambusie in Italia (prima passando per la Spagna). Furono gettate nelle acque di Ostia, delle Paludi Pontine e in Sicilia, dove si moltiplicarono con un tasso di sopravvivenza formidabile.
- Respirano a galla: Quando nelle pozze stagnanti l'ossigeno crolla a livelli letali, le gambusie non si arrendono. Si posizionano appena sotto la superficie dell'acqua, dove lo strato liquido è ancora a contatto con l'aria e trattiene un velo di ossigeno. Sono state persino viste sopravvivere dentro fosse settiche piene di liquami.
- Banca dello sperma vivente: Dopo un solo accoppiamento, la femmina è in grado di immagazzinare e conservare vitale nel proprio corpo lo sperma di più maschi. Con questa "scorta", può fecondare autonomamente dalle due alle sei nidiate successive nell'arco della stessa stagione, senza bisogno di incontrare altri partner.
- Asimmetria evolutiva: Le gambusie sono i peggiori serial killer dei nostri anfibi. I girini italiani, come quelli della Rana di Lataste o del Tritone crestato, non sono evolutivamente abituati a convivere con piccoli pesci predatori nordamericani. A causa di questa mancanza di "memoria genetica", non riconoscono la Gambusia come un pericolo e si lasciano divorare senza attuare comportamenti di fuga o adattamenti.
- Mangiatrici da record: Una singola Gambusia è una macchina mangia-zanzare inarrestabile. Si è osservato che una femmina può arrivare a ingurgitare larve in una sola giornata per un peso equivalente al 167% del suo stesso peso corporeo.
Domande frequenti su Gambusia
Dove vive la specie Gambusia?
Substrato fangoso, tollerante ad acque dolci e salmastre; predilige acque calde, stagnanti o a lento scorrimento ricche di vegetazione sommersa. Profondità tipica bassissima, a partire da zone di appena 3 mm di acqua fino alle sponde litorali, rifugiandosi in fosse di svernamento profonde 0,9 - 1,2 metri durante i mesi freddi. Diffuso in: Sardegna, Sicilia, Puglia, Lazio, Toscana.
Quanto è grande Gambusia?
La taglia media è di Circa 3,9 cm; generalmente i maschi si assestano sui 3-4 cm e le femmine sui 4-5 cm. e un peso massimo di Dato non riportato nelle fonti (peso irrisorio stimabile in pochi grammi, considerate le ridottissime dimensioni della specie).
Come si pesca Gambusia?
Le tecniche più efficaci sono la specie non riveste alcun interesse per la pesca sportiva o commerciale. storicamente veniva incautamente pescata per l'uso come esca viva per pesci predatori e tartarughe, pratica oggi totalmente illegale. gli unici prelievi autorizzati avvengono ai fini di monitoraggio o eradicazione ecologica, mediante elettropesca in zone di acqua bassa, piccole reti a strascico (sciabiche) trascinate a riva, guadini a maglia stretta o prosciugamento totale dei bacini isolati.
Di cosa si nutre Gambusia?
Si nutre di onnivora e predatrice altamente opportunista; si nutre di zooplancton, detriti, alghe, macroinvertebrati e larve di insetti (tra cui quelle di zanzara), ma preda voracemente anche uova e avannotti di specie ittiche autoctone e larve di anfibi: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.



