La prima volta che un gommone mi è passato a trenta metri mentre risalivo, ho pensato che il problema fosse suo. Sbagliavo per metà: uno dei due cerchi che quella boa disegna sull'acqua non era per me.
Sul segnasub gira più confusione che su qualsiasi regola di mare, e non perché la gente non legga: le regole non stanno in una legge sola, ma in tre norme di epoche diverse, più un pezzo che cambia da spiaggia a spiaggia. Nel 2026 sono arrivate altre novità.
Due cerchi, non uno

Il DPR 1639/1968, all'articolo 130, ti chiede due cose: segnalarti con un galleggiante che porta la bandiera rossa a striscia diagonale bianca, visibile a non meno di 300 metri, e restare entro 50 metri dalla verticale di quella boa. Cinquanta metri: quello è il tuo guinzaglio.
I 100 metri, invece, non sono tuoi. Sono l'obbligo delle barche di stare lontane, e nel 1968 non esistevano: arrivano nel 2003 con una circolare delle Capitanerie di Porto (prot. 82/033465 del 26 maggio 2003), poi finiscono nell'art. 91 del regolamento di attuazione del Codice della nautica (D.M. 146/2008) e li riscrive il DM 133/2024. La geometria che manda tutti in tilt: due cerchi concentrici. Tu dentro i 50, le barche fuori dai 100.
E i 50 metri sono una distanza orizzontale, non consumano la profondità. Scendere a meno venticinque non ti mette fuori regola; allontanarti di sessanta metri in superficie per seguire una secca, sì. Violi il tuo cerchio e insieme quello dove le barche ti devono rispettare. Doppio guaio.
La boa la porti anche se fai snorkeling

Il mito più duro a morire è che la boa serva solo a chi va col fucile. Falso, e non per prudenza: per sentenza. La Cassazione civile (sez. I, 9 settembre 1997, n. 8780) ha esteso l'obbligo di segnalarsi a chiunque si immerga, in apnea o con l'autorespiratore, a prescindere dallo scopo. Anche dieci minuti sotto casa, senza fucile. La boa si porta sempre.
Altro classico: si dice che in apnea non puoi avere una bombola a bordo. L'articolo 128-ter (D.M. 249/1987) dice l'opposto: fucili e autorespiratore possono viaggiare sullo stesso mezzo, purché la bombola sia una sola per imbarcazione, non superi i 10 litri e non venga usata per pescare. Due bombole a bordo, o una da 15 litri, e sei fuori norma col fucile ancora asciutto. E i famosi 500 metri? L'art. 129 non parla di costa ma di spiagge frequentate da bagnanti: è la loro presenza a far scattare il divieto, e il numero per la tua zona lo fissa l'ordinanza balneare della Capitaneria, non il forum.
Il pesce ti toglie quattro metri

La legge ti concede 50 metri di raggio, ma il pesce te ne toglie più di quattro e non te li ridà. Uno studio su 1.328 pesci in tre aree marine protette del Mediterraneo (Sbragaglia et al., ICES Journal of Marine Science, 2018) ha misurato la distanza di fuga, cioè quanto vicino ti lasciano arrivare: fuori dalle riserve è quasi sempre oltre i quattro metri.
C'è di più: gli stessi pesci allungano la distanza di fuga quando ti vedono col fucile in mano, ma solo fuori dalle aree protette. Dentro le AMP, tra sub armato e disarmato non cambia quasi nulla: dove nessuno gli spara, il fucile non significa niente. Il pesce non ha paura per istinto, ma per memoria di popolazione.
A decidere se torni col sacco pieno non è il raggio di 50 metri che ti dà il decreto, sono i quattro metri che ti concede il pesce. Avvicinamento lento, movimenti mai da predatore, fucile basso finché puoi.
Le regole che quasi tutti dimenticano

Il pescato ha due tetti, sbagliati di continuo. Cinque chili complessivi al giorno (DPR 1639/1968, art. 142, sostituito dal DPR 219/1983), salvo un singolo pesce più pesante: quella ricciola da 10 chili la tieni, ma vale per quell'unico esemplare, non è una base su cui sommare. Occhio però a cosa ci può finire dentro: in apnea l'art. 128-bis vieta coralli, crostacei (aragoste e astici compresi) e i molluschi che non siano cefalopodi. Nel sacco entrano pesci, polpi, seppie e calamari: l'aragosta risalita credendo di restare nei cinque chili è sanzione più confisca. E una sola cernia al giorno «a qualunque specie appartenga»: una in tutto, non una per specie. Dal 29 maggio 2026 chi sfora i 5 chili rischia sanzioni graduate (Legge 75/2026), ridotte del 30% se paghi entro cinque giorni.
Il resto sono cose che si imparano a proprie spese:
- Di notte è vietata la pesca subacquea vera e propria, dal tramonto al sorgere del sole (art. 129): col fucile devi essere fuori dall'acqua al tramonto, non «quando è buio». L'immersione notturna senza fucile è lecita, ma il segnale diventa una luce lampeggiante gialla visibile a 300 metri.
- Lo stesso art. 129 ti tiene lontano altri cento metri dagli impianti fissi da pesca, dalle reti da posta dei professionisti e dalle navi ancorate fuori dei porti. Un gavitello o un mercantile in rada: le multe più facili da prendersi senza accorgersene.
- Il fucile si arma solo in immersione (art. 131): in barca, sugli scogli, sulla battigia e pure fermo in superficie, è vietato.
- Il fucile subacqueo si usa solo dai 16 anni compiuti (D.Lgs. 4/2012, art. 6 c. 5): sotto quell'età un ragazzino può immergersi in apnea e fare snorkeling, con la boa, ma non pescare col fucile. Chi glielo cede o glielo affida rischia da 1.000 a 3.000 euro (art. 11 c. 4 lett. b).
- Serve la comunicazione gratuita al MASAF (portale SIAN, un anno) e, da maggio 2026, la registrazione all'app RecFishing se hai più di 16 anni e peschi in apnea o da diporto (D.D. MASAF n. 194803 del 27/04/2026); da riva no. Da rendicontare sono quattro specie, tonno rosso, pesce spada, lampuga e alalunga, entro le 23:59 del giorno di cattura; fino al 31/12/2026 la sessione non aperta non è sanzionabile.
- La bandiera è rossa con striscia diagonale bianca, misura minima 45×70 cm, visibile a non meno di 300 metri (DM 133/2024, che riscrive l'art. 91 del DM 146/2008).
- Nelle aree marine protette valgono il decreto istitutivo e il regolamento della singola AMP, con regole diverse tra zone A, B e C.
Un'ultima cosa che nessun decreto scrive: i 300 metri valgono con mare piatto; con l'onda formata la boa sparisce nel cavo, e tu con lei. Prima di scendere guarda l'altezza d'onda della tua zona, e con la corrente controlla spesso dov'è finita.
Nessuna boa ti salva da sola: ti protegge finché resti nei tuoi cinquanta metri e qualcuno, là sopra, si ricorda di guardare l'acqua.



