Rutilo (Rutilus rutilus): esemplare fotografato
Acqua dolceOnnivoro

Rutilo

Rutilus rutilus

Conosciuto comunemente come gardon o leucisco rosso, il rutilo ha un corpo compresso lateralmente con un dorso verde-bluastro e fianchi argentei. Si riconosce inequivocabilmente per le pinne di un acceso colore rosso-arancio e per la vistosa macchia rossa nell'iride dell'occhio. È un pesce gregario ad alta resilienza che sta causando gravissimi danni agli ecosistemi autoctoni italiani per competizione alimentare (a danno di specie come alborella e triotto), per ibridazione genetica e per il suo ruolo di ospite intermedio del nematode zoonotico Eustrongylides excisus.

Carta d'identità

25,0 cm.Taglia media
1,8 kg.Peso massimo
Fino a 14-15 anni.Età massima

Scheda tecnica

Nome scientifico
Rutilus rutilus
Famiglia
Leuciscidae (storicamente ascritta alla famiglia dei Cyprinidae).
Habitat
Specie bentopelagica con altissima tolleranza ecologica. Predilige acque lentiche o a debole corrente con substrati ricchi di fango, torba e humus, stazionando comunemente in profondità fino a 15 metri.
Tecniche di pesca
  • Roubaisienne — Eccellente nei canali a 5-7 metri da riva; richiede lenze ultraleggere (0,1 g per ogni metro di fondo), terminali ultrasottili (0,06-0,07 mm), ami del 18-20 a filo sottile e galleggianti con deriva in carbonio.
  • Pesca all'Inglese (Waggler) — Molto redditizia in laghi profondi, con montature scalate di decine di pallini di piombo microscopici per sfruttare le frequenti abboccate del pesce nella fase di calata dell'esca.
  • Feeder Fishing — Ideale per i grandi laghi (es. Lago d'Orta, Lago Maggiore) utilizzando pasturatori aerodinamici (es. Bullet o Plug It Feeder da 35-45 g) con terminali di almeno 50 cm.
  • Passata tradizionale al tocco — Metodo fluviale tipico (es. Mincio) impiegato con canne fisse da 6-7 metri; si usano grammature più concentrate (2-3 g) per oltrepassare lo strato superficiale infestato dalla minutaglia e selezionare la taglia sul fondo.
  • Strategia di Pasturazione — Fondamentale l'uso di pasture scure (nere o nocciola) addizionate con coriandolo macinato (per favorire la digestione rapida ed evitare di saziare il branco) e semi di canapa; come innesco si prediligono bigattini (spesso in inneschi multipli), caster, vermi tagliati o mais.
Alimentazione
Onnivoro opportunista. Nelle fasi giovanili si ciba prevalentemente di zooplancton (rotiferi, cladoceri, copepodi), per poi passare da adulto a una dieta che include macroinvertebrati bentonici (molluschi, larve di chironomidi, coleotteri), detrito e materiale vegetale.
Stato IUCN
LC (Least Concern - Rischio minimo). Specie globalmente comune, molto abbondante e in continua espansione territoriale.

Distribuzione in Italia

Mari e zoneSpecie originaria dell'Europa e dell'Asia, ma alloctona e fortemente invasiva in Italia. È diffusissima nelle acque interne della Pianura Padana, nei grandi laghi subalpini (Maggiore, Lugano, Como) e in vari bacini dell'Italia centrale e meridionale (Tevere, Arno). Predilige le acque dolci ma tollera molto bene anche le acque salmastre estuarine o le lagune costiere.

LigureTirrenoAdriaticoIonioSardegnaSicilia

Chi è

Immaginate un pesce così tenace, opportunista e adattabile da riuscire a colonizzare fiumi in Australia, laghi glaciali alpini e persino estuari salmastri, modificando la propria biologia pur di dominare. Questo è il rutilo (o gardon, nome usatissimo dai pescatori nel Nord Italia, o ancora leucisco rosso), il cui nome scientifico è Rutilus rutilus.

Rutilo (Rutilus rutilus): esemplare su sfondo bianco

Storicamente piazzato nella grande famiglia dei Ciprinidi, i genetisti moderni lo hanno recentemente ricollocato nella famiglia dei Leuciscidi. Sulle dimensioni massime le fonti litigano un po': i manuali indicano una lunghezza record di 50,2 cm e pesi fino a 1,8-2 chili, ma la taglia media si aggira sui 25 centimetri. È un osso duro: se l'ambiente non lo tradisce, vanta una longevità notevole, superando i 14-15 anni di età.

Come riconoscerlo

Rutilo — Come riconoscerlo

Il rutilo ha un corpo compresso lateralmente, con un dorso che negli adulti si inarca in modo netto, sfoggiando colori che vanno dal verde oliva al bluastro. I fianchi sono di un argento sfolgorante, ma i veri segni particolari sono due: le pinne inferiori di un rosso-arancio acceso e, soprattutto, l'iride dell'occhio, marchiata da una vistosa macchia rossa proprio sopra la pupilla.

Nelle nostre acque dolci è facilissimo confondersi. Ecco come distinguerlo dai "cugini":

  • La scardola (Scardinius erythrophthalmus) ha la pinna dorsale molto arretrata rispetto alle ventrali, la bocca che punta decisamente verso l'alto e l'occhio giallastro.
  • Il pigo (Rutilus pigus) ha la bocca rivolta verso il basso (sub-terminale) e l'occhio grigio argenteo.
  • La rovella (Sarmarutilus rubilio) e il triotto (Leucos aula) restano più piccoli e hanno l'occhio dorato o bronzeo.

Habitat e abitudini

Rutilo — Habitat e abitudini

È un pesce bentopelagico — significa che ama girovagare sia a mezz'acqua che vicino al fondo — ed è un maestro di sopravvivenza. Predilige le acque ferme o a debole corrente con fondali ricchi di fango e torba, spingendosi spesso a profondità di 10-15 metri nei grandi laghi (come il Maggiore, quello di Lugano o l'Orta). Non teme l'acqua salata e frequenta tranquillamente estuari e lagune con salinità fino a 10-14 ppt.

È un pesce gregario, si muove in branchi numerosi composti da esemplari della stessa taglia. Da giovane mangia zooplancton, ma crescendo diventa un onnivoro spietato: divora molluschi, larve di insetti, vermi e materiale vegetale. A differenza di molti altri pesci, il branco di rutili è attivissimo anche in pieno inverno, e continua a nutrirsi nelle profondità.

La riproduzione (la frega) avviene tra aprile e giugno, in acque basse e ricche di vegetazione inondata. I maschi, in pieno fervore amoroso, sviluppano dei "brufoli" sulla testa (la rugosità nuziale) e inseguono le femmine compiendo salti fuori dall'acqua, prima che esse incollino fino a 200.000 uova sulle piante sommerse.

Pesca e rapporto con l'uomo

Rutilo — Pesca e rapporto con l'uomo

In Italia il rutilo è una specie aliena invasiva (è in "Black List" in regioni come il Piemonte), e sta letteralmente distruggendo le popolazioni di specie autoctone come l'alborella, il triotto e la rovella per pura competizione alimentare. Il suo stato di conservazione globale è Least Concern (Rischio Minimo): ce n'è un'infinità.

Nonostante i danni ecologici, sportivamente è amatissimo. Si pesca con tecniche sofisticatissime come la roubaisienne, l'inglese o il feeder fishing. È un pesce furbissimo: richiede lenze microscopiche (0,06 mm), ami minuscoli (misura 20) e un'attenzione maniacale. Essendo un pesce sospettoso e abituato a cacciare sul fondo scuro, il pescatore furbo usa pasture nere o color nocciola per non insospettirlo.

Proprio per difendere le specie autoctone dall'efficienza micidiale della pesca hi-tech, la Commissione Italo-Svizzera ha da poco stabilito una moratoria sull'uso del "Live Sonar" (l'ecoscandaglio in tempo reale) per la pesca sul Lago Maggiore, di Lugano e Tresa.

A tavola

Rutilo — A tavola

In Italia non ha praticamente alcun valore commerciale: al mercato non lo troverete perché i pescatori professionisti lo evitano e la legge vieta di venderlo vivo. Nelle nazioni dell'Est Europa, invece, è apprezzatissimo, spesso affumicato o salato in barile. Se per caso vi capita tra le mani, la sua freschezza si valuta come per gli altri pesci (pelle tesa, branchie rosse), ma la livrea argentea intatta e l'iride rossa e brillante vi daranno la certezza della specie.

La pecca del gardon? Ha le carni piene zeppe di lischete intramuscolari. Per ovviare al problema, la Regione Piemonte sta spingendo campagne culinarie per promuoverne il consumo e controllarne il numero. Il segreto del cuoco (e del pescatore)?

  • La frittura in Tempura: filettatelo e tuffatelo in una pastella freddissima di farina di riso, farina 00, acqua frizzante e semi di lino. Fritto a 180°C, le spine spariscono e la carne diventa croccantissima. Da servire con panna acida e asparagi affumicati.
  • Tagliolini al profumo di lago: filetti di gardon e lucioperca a cubetti, sfumati col brandy, aggiunta di pomodorini e olive taggiasche.

Lo sapevi che…

Rutilo — Lo sapevi che…
  • L'ingrediente segreto è un lassativo! Per mantenere il branco di rutili per ore sotto la propria postazione senza saziarlo, i garisti aggiungono alla pastura semi di canapa e coriandolo macinato. Il coriandolo agisce sull'intestino del pesce accelerando la digestione, così il rutilo mangia, scarta e ha subito di nuovo fame!
  • Il mostro di Frankenstein del lago: il rutilo si ibrida con estrema facilità con la scardola e con l'abramide, dando vita a pesci intermedi (con un numero di scaglie e forma della bocca a metà tra i due genitori) perfettamente fertili e in grado di riprodursi a loro volta!
  • Pesce crudo, pericolo assicurato: questo pesce è un ospite intermedio perfetto per un verme nematode rosso e spaventoso chiamato Eustrongylides excisus. Se mangiate gardon o altri pesci lacustri crudi o poco cotti (niente sushi di lago fai-da-te!), queste larve lunghe 5 centimetri si risvegliano nel vostro stomaco, causando dolori lancinanti e nei casi gravi la perforazione intestinale.
  • Ha cambiato sesso in Australia! Introdotto in Australia, lontano dai predatori europei, il rutilo ha completamente alterato le sue abitudini. Maturando più tardi e spostando la frega a settembre, la popolazione australiana ha sviluppato una demografia folle in cui ci sono tre femmine per ogni maschio!

Domande frequenti su Rutilo

Dove vive la specie Rutilo?

Specie bentopelagica con altissima tolleranza ecologica. Predilige acque lentiche o a debole corrente con substrati ricchi di fango, torba e humus, stazionando comunemente in profondità fino a 15 metri. Specie originaria dell'Europa e dell'Asia, ma alloctona e fortemente invasiva in Italia. È diffusissima nelle acque interne della Pianura Padana, nei grandi laghi subalpini (Maggiore, Lugano, Como) e in vari bacini dell'Italia centrale e meridionale (Tevere, Arno). Predilige le acque dolci ma tollera molto bene anche le acque salmastre estuarine o le lagune costiere.

Quanto è grande Rutilo?

La taglia media è di 25,0 cm. e un peso massimo di 1,8 kg.

Come si pesca Rutilo?

Le tecniche più efficaci sono roubaisienne; pesca all'inglese (waggler); feeder fishing; passata tradizionale al tocco; strategia di pasturazione.

Di cosa si nutre Rutilo?

Si nutre di onnivoro opportunista. nelle fasi giovanili si ciba prevalentemente di zooplancton (rotiferi, cladoceri, copepodi), per poi passare da adulto a una dieta che include macroinvertebrati bentonici (molluschi, larve di chironomidi, coleotteri), detrito e materiale vegetale: un dettaglio utile anche per scegliere l'esca giusta.